Istituto Italiano Certificazione Qualità

Statuto ALIM

(Associazione Libere Imprese, Milano, 7 luglio 2002)

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A.L.Im.

Associazione Libere Imprese

20124 Milano - C.so Buenos Aires, 77

(Costituita con atto 16 giugno 1980)

STATUTO

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TITOLO I

Costituzione, Scopo, Sedi

ART. 1 - E' costituita in Milano l'Associazione Libere Imprese , denominata A.L.Im. .

Possono essere Soci gli enti privati - imprese individuali e collettive di qualsiasi ramo di attività, studi professionali singoli o associati, enti formativi, organizzazioni non lucrative - che abbiano la loro sede o una stabile organizzazione nel territorio Nazionale.

L'Associazione non persegue fini di lucro.

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ART. 2 - Scopo dell'Associazione è la tutela degli interessi morali, sindacali, economici, di formazione professionale, di selezione del personale e comunque sorgenti dall'esercizio delle attività delle Aziende rappresentate nelle forme e con i limiti stabiliti dagli organi sociali.

In tale ambito l'Associazione assisterà le imprese aderenti nelle controversie di lavoro, sia individuali che collettive, e fornirà ogni opportuna informativa ed assistenza in materia sindacale, previdenziale ed amministrativa in conformità delle esigenze delle Imprese associate, nonché delle categorie in essa rappresentate.

L'Associazione si prefigge inoltre lo scopo di coadiuvare le imprese associate nei loro rapporti con paesi esteri.

L'Associazione si propone altresì la promozione e il coordinamento dell'attività degli Associati, con riferimento anche ai processi di formazione e orientamento professionale, nei metodi e nei contenuti. A tal fine viene riconosciuto all'Associazione il potere di:

- promuovere e coordinare attività di formazione, aggiornamento, perfezionamento e orientamento professionale, rapportandosi con le Pubbliche Amministrazioni Nazionali - Internazionali e Comunitarie, al fine di soddisfare la richiesta delle figure professionali necessarie alle Imprese Associate;

- sviluppare azioni di ricerca, assistenza tecnica, consulenza, studio e diffusione delle esperienze nel campo delle collaborazioni commerciali e produttive, nonché del trasferimento di tecnologie, il tutto sia in Italia che in Paesi esteri;

- intervenire sulle problematiche del mercato del lavoro con riferimento anche alla ricerca, selezione e formazione del personale;

Essa dispone pertanto delle strutture organizzative necessarie al conseguimento degli scopi prefissi ivi incluse quelle necessarie alla stipula di accordi e contratti collettivi di lavoro che ricadano nei suoi ambiti e competenze.

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ART. 3 - L'Associazione ha sede in Milano.

Eventuali altri uffici e sedi, sia temporanei che permanenti, autonomi o dipendenti amministrativamente dalla sede possono essere costituiti con delibera consigliare.

L'Alim non persegue scopi di lucro e può aderire con ratifica assembleare ad organizzazioni pluriregionali o nazionali le cui norme statutarie siano consone al presente statuto.

La costituzione di eventuali altre sedi o uffici, nonché l'adesione ad altre organizzazioni, potranno essere precedute da una missione esplorativa, decisa dal Presidente, che dovrà saggiare l'opportunità dell'azione

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TITOLO II

Dei Soci

ART. 4 - Le domande di ammissione all'Associazione inoltrate dalle aziende sono sottoposte al Presidente che decide in prima istanza.

Le domande reiette saranno motivate e le motivazioni portate a conoscenza del Consiglio che decide inappellabilmente.

Con l'ammissione l'Azienda resta impegnata ad appartenere alla Associazione per un periodo di due anni dalla data di iscrizione. Se tre mesi prima della scadenza di tale impegno l'Azienda non comunica con lettera raccomandata la sua volontà di dimettersi, l'iscrizione si intende rinnovata per altri due anni e così analogamente per i bienni successivi.

Gli aspiranti Soci nella domanda di iscrizione dovranno indicare: , 

- il domicilio al quale saranno da recapitarsi le notifiche, le comunicazioni e ogni altro avviso diramato dall'Associazione;

- il nominativo della persona fisica che rappresenta l'ente associando, munita dei necessari poteri secondo le norme interne del medesimo, alla quale spetterà l'esercizio di tutte le facoltà e di tutti i diritti statutari. 

Le successive variazioni non potranno essere opposte all'Associazione se non le saranno state comunicate tempestivamente per iscritto. 

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ART. 5 - Ogni singolo Socio ha sempre il diritto di promuovere nei confronti degli organi sociali la revisione di deliberazioni o la modificazione di un comportamento purché ottenga l'adesione preventiva di almeno un decimo dei soci iscritti alla data dell'ultima assemblea.

I Soci dimissionari non possono esercitare alcun diritto né di iniziativa né di voto.

L'istanza quando sia proposta con le predette adesioni, sarà esaminata dal Collegio dei Probiviri, il quale dovrà sottoporla a referendum fra gli associati.

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ART. 6 - Il singolo Socio, con l'adesione preventiva di oltre il 30% degli iscritti computati come all'articolo precedente, può sempre opporsi alle deliberazioni degli organi sociali e provocare l'immediata convocazione dell'assemblea che potrà deliberare sull'operato del consiglio e stabilirne anche l'eventuale decadenza.

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ART. 7 - I soci all'atto dell'iscrizione si obbligano 

a) ad osservare le clausole degli accordi, dei contratti di lavoro ed in genere di ogni decisione che nei limiti delle facoltà concesse dal presente Statuto, gli organi sociali stipulassero e adottassero in nome dell'Associazione.

b) ad attenersi con scrupolosa lealtà e con solidale cooperazione agli obblighi statutari ed alla disciplina dell'Associazione;

c) a corrispondere la quota d'iscrizione ed alle rispettive scadenze i contributi che l'assemblea fisserà, riconoscendo la facoltà dell'Associazione, in difetto di puntuale adempimento, di agire per il recupero coattivo dei relativi importi innanzi il Foro di Milano, cui spetterà la competenza esclusiva a decidere in merito.

Gli eventuali utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale non potranno essere distribuiti neanche indirettamente, durante la vita dell'Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla Legge. 

Le quote o i contributi associativi sono intrasmissibili ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non sono rivalutabili. 

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ART. 8 - Il Socio perde tale sua qualità per:

a) dimissioni;

b) cessazione attività dell'impresa;

c) espulsione;

Il Socio che venga a trovarsi in una delle condizioni suesposte non ha alcun diritto sul patrimonio sociale, ne può pretendere alcun rimborso.

I Soci dimissionari non possono: esercitare alcun diritto né di iniziativa né di voto in qualsiasi sede o circostanza; conferire e/o essere portatori di deleghe; essere candidati a cariche sociali.

ART. 9 - Le dimissioni devono essere presentate dalle persone e nei termini fissati al precedente art. 4, III e IV capoverso.

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ART. 10 - Le dimissioni danno diritto all'Associazione di ripetere i contributi fino al termine del biennio nel corso del quale vengono presentate. La cessazione di attività, comprovata, fa cadere l'obbligo del contributo non maturato.

La messa in liquidazione dell'Azienda, l'amministrazione controllata o altre forme giuridiche sopravvenienti allo "status" di normalità aziendale non costituiscono motivo di rescissione del rapporto associativo, fin tanto che esiste un'attività produttiva.

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ART. 11 - L'espulsione può essere proposta da qualunque organo sociale o da qualunque Socio, con motivato esposto, per fatti ledenti lo spirito associativo o l'onore della persona o della categoria in qualsiasi momento. Sulla domanda di espulsione, sentito il proponente e il Socio contro il quale è proposta l'espulsione, decide con voto segreto il Consiglio, con una maggioranza che non sia inferiore a tre quarti del numero effettivo dei suoi membri . Contro la deliberazione del Consiglio il Socio escluso può fare opposizione unicamente mediante ricorso alla procedura arbitrale prevista dall' art 39, entro il termine decadenziale di trenta giorni a partire dalla data in cui il provvedimento gli è stato comunicato.

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TITOLO III

Gruppi di categoria

ART. 12 - Possono essere costituiti a cura del Consiglio i Gruppi di categoria.

La costituzione, il funzionamento ed i compiti dei Gruppi di categoria saranno regolati da un apposito "Regolamento" approvato dall'assemblea dell'Associazione ed annesso al presente Statuto.

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TITOLO IV

Degli Organi Sociali

ART. 13 - Sono organi sociali:

1. 1. l'Assemblea ;

2. 2. il Consiglio ;

3. 3. il Presidente;

4. 4. il Comitato Esecutivo;

5. 5. il Collegio dei Probiviri;

6. 6. Collegio dei Revisori.

La sede di tutti gli Organi sociali è stabilita presso la sede dell'Associazione.

L'Assemblea, il Consiglio, il Comitato Esecutivo, il Collegio dei Probiviri ed il Collegio dei Revisori dovranno verbalizzare in appositi registri le deliberazioni adottate. Copie di tali delibere saranno rilasciate soltanto dal Comitato Esecutivo . Nessun altro documento potrà sostituire le regolari copie delle delibere ne attestare la volontà dell'Associazione e dei suoi Organi.

Le cariche sociali sono gratuite

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TITOLO V

Dell'assemblea

ART. 14 - L'Assemblea è organo maggiore e sovrano della Associazione. E' composto da tutti i Soci rappresentati ai sensi dell'art. 4. Essa è convocata dal Presidente, in via ordinaria almeno una volta all'anno entro il mese di Luglio, a mezzo comunicazione scritta al domicilio di ogni impresa associata non meno di quindici giorni prima della riunione.

Il Presidente dell'Associazione, sentito il Consiglio, può deliberare, ove lo ritenga opportuno, la convocazione dell'assemblea straordinaria dei Soci, con le stesse modalità di quella ordinaria.

L'Assemblea straordinaria deve essere del pari convocata qualora sia fatta motivata richiesta con precisa indicazione degli argomenti posti all'ordine del giorno, secondo il disposto dell'art. 6 del presente Statuto. In ogni caso, l'avviso di convocazione dell'Assemblea deve fissarne l'ordine del giorno.

Nel caso in cui l'assemblea straordinaria sia chiamata a decidere su modifiche statutarie, o su quanto previsto dagli artt. 40 e 41, dovrà essere convocata con un mese di preavviso e durante tale periodo sarà disponibile per ogni associato, presso la sede sociale, testo scritto delle proposte di modifica con relativa motivazione.

In ogni caso le modifiche statutarie dovranno essere deliberate con una maggioranza di oltre il 60% degli associati intervenuti, in proprio o per delega.

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ART. 15 - L'Assemblea è validamente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno la metà dei Soci, e in seconda convocazione con qualsiasi numero di partecipanti, dopo un'ora da quella indicata nell'avviso di riunione.

L'Assemblea designerà il Suo Presidente scegliendolo fra i componenti del Consiglio .

Ogni socio avrà il diritto ad un voto, salvo che egli sia titolare o rappresentante di più aziende associate, nel qual caso godrà tanti voti quante sono le aziende stesse.

Ogni associato ha il diritto di conferire delega ad un altro Socio; ogni Socio può essere portatore di un massimo di due deleghe. La delega deve sempre specificare la riunione assembleare per la quale viene conferita. In nessun caso sono ammesse deleghe di carattere generale.

Le decisioni saranno prese a maggioranza assoluta dei votanti, presenti in proprio o per delega, inclusi nel computo gli astenuti.

Qualora l'Assemblea sia formata da meno di un quinto degli iscritti o una delibera sia stata approvata da una maggioranza inferiore a 6/10 dei partecipanti, Il Consiglio, su conforme parere del Collegio Arbitrale, potrà riproporre la delibera stessa ad una successiva Assemblea da convocarsi entro trenta giorni.

La decisione presa in tale nuova Assemblea è definitiva.

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ART. 16 - L'Assemblea:

a) approva lo Statuto e le eventuali sue modificazioni;

b) nomina i componenti del Consiglio, del collegio dei Probiviri e del Collegio dei Revisori;

c) può nominare, ove lo ritenga opportuno, il Presidente onorario dell'Associazione;

d) stabilisce le quote e i contributi a carico dei Soci;

e) approva il bilancio consuntivo ed esamina quello di previsione non oltre sette mesi dopo la chiusura dell'esercizio, che avviene il 31 dicembre di ogni anno; 

f) delibera su ogni questione proposta dai Soci ai sensi dell'art. 6 o dagli Organi dell'Associazione.

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TITOLO VI

del Consiglio

ART. 17 - Il Consiglio è costituito:

da un massimo di 17 rappresentanti di aziende che saranno eletti dagli Associati riuniti in Assemblea o per corrispondenza secondo il "Regolamento "annesso al presente Statuto;

Dura in carica tre anni.

E' presieduto dal Presidente dell'Associazione. I suoi Membri sono tutti rieleggibili.

ART. 18 -I membri del Consiglio decadono automaticamente dalla carica in caso di:

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loro dimissioni dal Consiglio

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dimissioni dell'impresa che rappresentano

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cessazione dell'attività dell'impresa che rappresentano

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perdita dei requisiti previsti dal precedente art. 4, 4° e 5°

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espulsione

I posti resi vacanti saranno assunti dai componenti supplenti, secondo la graduatoria scaturita dalle elezioni che hanno determinato la nomina del Consiglio.

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ART. 19 - Il Consiglio viene convocato dal Presidente, normalmente mediante comunicazione scritta almeno sette giorni prima della riunione. In casi di urgenza la convocazione potrà essere fatta con qualsiasi mezzo purché si possa provare che tutti i componenti il Consiglio hanno ricevuto tempestivo avviso. L'avviso di convocazione dovrà indicare l'ordine del giorno della riunione. Il Presidente dovrà riunire il Consiglio almeno una volta ogni sei mesi; entro 30 giorni ogni qualvolta ne sia richiesto da almeno un terzo dei componenti del Consiglio stesso.

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ART. 20 - Il Consiglio sarà validamente costituito quando sia presente più della metà dei suoi componenti. Le sue riunioni, con parere unanime dei consiglieri, potranno tenersi anche in video conferenza. Le decisioni saranno prese a maggioranza assoluta dei presenti.

In caso di parità è decisivo il voto del Presidente.

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ART. 21 - Il Consiglio fissa l'azione dell'Associazione nell'ambito delle direttive programmatiche decise dall'Assemblea.

Elegge nel suo seno: il Presidente, il Vice Presidente e il Comitato Esecutivo composto da almeno cinque Membri del Consiglio, compresi il Presidente e il Vice Presidente. Il Consiglio può eleggere nel suo seno fino ad un massimo di cinque capi gruppo di categoria, scegliendoli tra i consiglieri eletti in modo da rappresentare al meglio le categorie.

Nomina i propri rappresentanti in seno alle organizzazioni previste dall'art. 3 II comma.

Una mozione di sfiducia che raccolga l'adesione di 3/5 dei componenti del Consiglio, comporta l'automatica decadenza sia del Presidente, che del Comitato Esecutivo; in tal caso il Consiglio deve contestualmente procedere alla nomina del nuovo Presidente e Comitato Esecutivo o rassegnare le dimissioni al completo previa deliberazione del rinnovo delle cariche sociali come previsto ai sensi dell'art. 26 dello Statuto.

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TITOLO VII

Presidente dell'Associazione

ART. 22 - .1. Il Presidente dell'Associazione rappresenta l'Associazione di fronte ai terzi con pieni poteri legali e contrattuali. 

2. Egli provvede in via ordinaria a tutto ciò che concerne la vita dell'Associazione e che non sia demandato dal presente Statuto alla competenza di altri Organi. Gode di tutte le facoltà necessarie od opportune per l'amministrazione dell'Associazione e del suo patrimonio, e ha piena disponibilità, a tal fine, delle risorse economiche dell'Associazione medesima, con solo limite dell'alienazione dei beni immobili e dei beni mobili di valore superiore a Euro 2.000=, da calcolarsi in base al prezzo di carico al netto delle quote di ammortamento già stanziate in bilancio.

3. In via esemplificativa e non tassativa, il Presidente stipula i contratti di compravendita; stipula e risolve i contratti di lavoro col personale dipendente; intrattiene i rapporti assicurativi sia obbligatori che volontari, con facoltà di stipulare e risolvere i relativi contratti; stipula e risolve i contratti d'opera, di appalto, di collaborazione sia occasionale che coordinata e continuativa, di locazione anche finanziaria di beni mobili e immobili; può costituire, movimentare e chiudere conti correnti bancari; agisce in giudizio a nome e per conto dell'Associazione e per la conservazione del patrimonio sociale. 

4. Il Presidente, sotto la sua responsabilità, può conferire delega al Direttore Generale per tutto quanto è previsto nel comma precedente. La delega può essere generale per quanto relativo ai rapporti col personale dipendente, la gestione delle assicurazioni obbligatorie, la movimentazione dei conti correnti bancari. Negli altri casi deve essere data volta per volta. 

5. Il Vice Presidente sostituisce il Presidente nei poteri e nelle mansioni in caso di vacanza della carica o di suo temporaneo impedimento. Qualora l'impedimento non sia dichiarato dallo stesso Presidente, esso dovrà essere certificato dal Collegio dei Probiviri. 

6. Nel caso in cui sia vacante anche la carica di Vice Presidente, o se anche questi si trovi temporaneamente impedito, la funzione presidenziale sarà assunta, per il solo tempo e le incombenze strettamente necessarie, dal membro del Comitato Esecutivo che ha conseguito il maggior numero di voti nelle elezioni per i componenti del Consiglio, e in caso di parità da quello più anziano in età.

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TITOLO VIII

Del Comitato Esecutivo

ART. 23 - Il Comitato Esecutivo viene eletto, a norma dell'art. 20, dal Consiglio e dura in carica lo stesso periodo di tempo del Consiglio. I suoi Membri sono rieleggibili.

Opera secondo le delibere del Consiglio, salvo casi di urgenza, su cui riferisce al medesimo al più presto.

Nomina - sentito il parere del Consiglio - i rappresentanti dell'Associazione presso Enti, o Strutture Istituzionali.

Il Comitato Esecutivo, può demandare alla persona del Presidente o del Vice Presidente, l'espletamento diretto di pratiche.

Il Comitato Esecutivo può suddividere tra i suoi componenti compiti specifici riferiti alle attività della Associazione.

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ART. 24 - Nel caso che il Comitato Esecutivo debba assumere impegni per una determinata categoria di interessi che, al momento, non trova rappresentanza specifica in seno a sè, può chiedere al Consiglio di aggregare come esperto della materia un Socio appartenente alla categoria interessata ed eventualmente anche persona estranea all'Associazione.

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ART. 25 - Tutte le decisioni del Comitato Esecutivo debbono essere prese a maggioranza dei suoi componenti.

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ART. 26 - Nell'eventualità, prevista dall'art. 6, di decadenza del Consiglio, il Comitato Esecutivo in carica continuerà nelle sue funzioni sino a quando sarà sostituito da nuovo Comitato e ciò per garantire la continuità della vita associativa.

Il Comitato Esecutivo dovrà nel più breve termine provvedere per la elezione di un nuovo Consiglio.

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TITOLO IX

Collegio dei Probiviri

ART. 27 - Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri effettivi e due supplenti, persone fisiche anche estranee all'Associazione .

Esso elegge nel proprio seno il Presidente. Ha il potere di stabilire, sia in via generale che per ciascun caso particolare, le norme relative al proprio funzionamento, dandone comunicazione al Consiglio perché questi le sottoponga eventualmente all'Assemblea per la necessaria ratifica. 

L'appartenenza al Collegio dei Probiviri è incompatibile con qualsiasi altra carica sociale.

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ART. 28 - Il Collegio dei Probiviri esercita le funzioni previste dal presente Statuto. Può essere altresì interpellato da ciascun Socio e da ciascun altro organo sociale in merito all'interpretazione delle norme statutarie. In questo caso, tuttavia, il parere da lui reso non è vincolante.

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TITOLO X

Collegio dei Revisori

ART. 29 - Il collegio dei Revisori è composto da tre membri effettivi e due supplenti, persone fisiche anche estranee all'Associazione.

Si applicano al Collegio dei Revisori, per quanto di ragione, le stesse disposizioni previste dall'art. 27.

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ART. 30 Il Collegio dei revisori vigila sulla gestione economica dell'Associazione, e a tal fine può fare luogo in qualsiasi tempo, presso il Presidente dell'Associazione, il Consiglio e il Comitato Esecutivo, ad ogni ispezione da lui ritenuta opportuna per il controllo della gestione medesima. 

Il Consiglio gli sottopone il rendiconto economico annuale dell'Associazione, il bilancio consuntivo e quello di previsione, almeno venti giorni prima della data fissata per la prima convocazione dell'assemblea cui è demandato di approvarli. Nei successivi quindici giorni il Collegio dovrà esprimere per iscritto il proprio parere, che verrà sottoposto esso pure al giudizio dell'Assemblea.

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TITOLO XI

Dei verbali

ART. 31 - Le deliberazioni degli organi sociali di cui all'art. 13 dovranno essere sottoscritte:

- dalla persona che presiede la riunione e dal segretario nominato per quanto riguarda: Assemblea, Consiglio e Comitato Esecutivo;

- dai Membri del Collegio dei Revisori e del Collegio dei Probiviri per quanto di loro competenza.

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TITOLO XII

Delle votazioni

ART. 32 - Non è in alcun caso e sede ammesso il voto per acclamazione.

Per le votazioni di Assemblea il Presidente deciderà di volta in volta se debbono essere attuate per alzata di mano, per alzata o seduta, per divisione, per appello nominale o per scheda segreta.

Si avrà in ogni caso votazione per scheda segreta quando ne venga fatta esplicita richiesta da almeno dieci partecipanti.

Per le votazioni di consiglio si avrà votazione per scheda segreta quando ne venga fatta esplicita richiesta da almeno due Consiglieri.

Le votazioni per il rinnovo delle cariche elettive saranno normalmente effettuate per corrispondenza, salvo esplicita delibera dell'Assemblea ordinaria o delibera del Consiglio espressa con maggioranza di due terzi.

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TITOLO XIII

Direttore Generale

ART. 33 - Il Direttore Generale è nominato dal Consiglio.

Il Direttore Generale è responsabile dell'efficienza dei servizi e dell'andamento degli uffici dell'Associazione. Il Direttore Generale dirige il lavoro degli uffici dell'Associazione con poteri organizzativi, direttivi e dispositivi su tutto il personale dipendente e su tutti gli altri soggetti, che a qualsiasi titolo intrattengano rapporti di collaborazione con l'Associazione. Il Direttore Generale dovrà inoltre coordinare e dirigere l'attività di tutte le sedi e gli uffici dell'Associazione sul territorio nazionale, sia direttamente che per mezzo dei direttori delle singole sedi.

In caso di temporanea mancanza della figura del Direttore Generale, la sua funzione può essere assegnata ad uno dei Soci od al Presidente; in tali casi (in deroga parziale all'art. 13 ultimo comma) sarà riconosciuto un rimborso spese la cui entità sarà fissata dal Consiglio.

Nel caso di vacanza del Direttore Generale ne assumerà provvisoriamente i compiti il Presidente.

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ART. 34 - Il Direttore generale partecipa - con carattere consultivo - alle sedute del Consiglio e del Comitato Esecutivo e fungerà da Segretario in sede di Assemblea, di Consiglio e di Comitato Esecutivo.

Il Direttore generale è responsabile della conservazione dei beni patrimoniali della sede sociale.

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TITOLO XIV

Gruppo Certificatori Qualità

ART. 35 - Il Gruppo Certificatori Qualità può essere costituito dal Consiglio. Esso è composto da tre membri, eletti dal consiglio che li sceglie tra gli associati della categoria. Il Gruppo elegge, al proprio interno, il Presidente. Le cariche sono gratuite ed hanno la stessa durata del Consiglio.

Il Gruppo Certificatori Qualità, di concerto con il consiglio, stabilisce le regole deontologiche e comportamentali, compatibili ed aderenti ai regolamenti internazionali di categoria, dei consulenti e degli enti di certificazione aderenti ad A.L.Im.

Il Gruppo Certificatori Qualità: valuta i consulenti e gli enti di certificazione, in base ai requisiti di cui al precedente comma 2; rilascia l'accredito agli enti che hanno superato la valutazione di merito; ove ne ricorrano i presupposti, può ritirare l'accredito assegnato, l'ente oggetto di tale provvedimento può proporre ricorso al Consiglio; stabilisce, sia in via generale che per ciascun caso particolare, le norme relative al proprio funzionamento, dandone comunicazione al Consiglio perché questi le sottoponga eventualmente all'Assemblea per la necessaria ratifica.

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TITOLO XV

Patrimonio Sociale

ART. 36 - Il patrimonio sociale, formato dai contributi dei Soci e da tutti i beni, mobili ed immobili materiali ed immateriali che comunque cadano in proprietà o in possesso dell'Associazione, è amministrato e gestito dal Comitato Esecutivo, cui compete la redazione del rendiconto economico e finanziario secondo la disposizione del presente Statuto da sottoporre ad approvazione dell'Assemblea. 

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TITOLO XVI

Esercizio Finanziario - Bilancio

ART. 37 - L'Esercizio Finanziario dura dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

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ART. 38 - Il Bilancio consuntivo e quello di previsione sono predisposti , su proposta del Presidente, dal Comitato Esecutivo e da questo proposti all'approvazione ed all'esame del Consiglio che a sua volta, dopo averli esaminati ed approvati: li trasmetterà al Collegio dei Revisori, ai fini di quanto previsto dall'art. 30; li sottoporrà per l'approvazione e per l'esame all'Assemblea secondo il disegno dell'art. 16. Il bilancio consuntivo sarà corredato da una relazione del Consiglio e da una relazione del Collegio dei Revisori; il bilancio di previsione troverà la sua spiegazione nella relazione annuale del Presidente all'Assemblea e nella relazione del Collegio dei Revisori.

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TITOLO XVII

Controversie

ART. 39 - 1. Fatto salvo quanto disposto dall'art. 7 lettera c), qualsiasi controversia concernente i rapporti tra i Soci e l'Associazione, come pure i rapporti tra i singoli Soci che abbia ad oggetto la loro comune appartenenza all'Associazione, la quale non sia riservata per legge alla competenza dell'Autorità giudiziaria ordinaria, sarà sottoposta all'esame di un Collegio arbitrale composto da tre membri, di cui i primi due nominati da ciascuno dei contendenti e il terzo dai primi due, o in difetto di accordo dal Presidente del Tribunale di Milano. 

2. Il Collegio arbitrale stabilirà di volta in volta le norme per il proprio funzionamento, nel rispetto del principio del contraddittorio, e deciderà nelle forme dell'arbitrato rituale, non escluso il ricorso all'equità. 

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TITOLO XIII

Scioglimento e liquidazione dell'Associazione

ART. 40 - L'Associazione si potrà sciogliere per cessazione degli scopi statutari, per fusione con altre Associazioni, ma comunque sempre per deliberazione Assembleare presa con maggioranza di almeno tre quarti dei Soci iscritti.

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ART. 41 - In caso di scioglimento per qualunque causa, il patrimonio dell'Associazione verrà devoluto ad altra Associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità sentito l'organo di controllo di cui all'art. 3, comma 190 della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e salvo diversa destinazione imposta dalla legge. 

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TITOLO XIX

Dei regolamenti

ART. 42 - Il Consiglio dovrà predisporre quei regolamenti che si rendessero necessari per lo svolgimento dell'attività associativa.

Ogni regolamento così predisposto dovrà essere sottoposto all'Assemblea per l'approvazione, dopo la quale, e non prima, potrà avere applicazione.

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I REGOLAMENTI

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Regolamento previsto dall'art. 5

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Giudizio dell'Assemblea sull'operato del Consiglio (art. 6).

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Votazioni per corrispondenza (art. 17).

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Elezioni e scrutini (art. 32).

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Gruppi di categoria (art. 12).

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DOCUMENTO ORIGINALE

Vedi Documento

Autocertificazione

(Associazione Libere Imprese, Milano, 7 luglio 2002)

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C.so Buenos Aires, 77 - Milano

C.F. 05864160154

Tel. 02-67.38.24.51 - 66.71.12.47

Fax 02-66.71.06.50

e-mail :

assalim@iol.it

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sito Internet:

www.alim.it

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DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DELL'ATTO DI NOTORIETA'

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(Art. 2 Legge n° 15 del 4.1.1968, Art. 3 comma 10, Legge n° 127 del 15.5.1997, Art. 1 D.P.R. n° 403 del 20.10.1998 e successive integrazioni)

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Il sottoscritto dr. Alessandro Felloni, nato a Cremona il 24-06-1938 residente in Torino in Via Nizza 121, in qualità di Presidente del Gruppo di Società di Certificazione associate ALIM (Ass.Lib.Impr.Min.) con sede in Milano C.so Buenos Aires n° 77, a conoscenza di quanto previsto dall'Art. 26 della Legge n° 15 del 04.01.1968 sulla responsabilità penale cui può andare incontro in caso di dichiarazioni false e mendaci

DICHIARA

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    1    che l' EUROPEAN INSTITUTE FOR QUALITY CERTIFICATE (I.E.C.Q.) con sede a Le Mont sur Lausanne (Svizzera) e sede operativa in Italia come ISTITUTO ITALIANO CERTIFICAZIONE QUALITA' (I.I.C.Q.), è accreditato ALIM e opera sulla base delle Norme Europee UNI EN ISO 29000 e UNI EN ISO 45000 e successive modificazioni;

    2    che il Gruppo di Società di Certificazione è organo ALIM, aderisce e si uniforma alle direttive EA (European Accreditation of Certification), con notifica 01/98, allo IAF (International Accreditation Forum) - facente parte degli Enti firmatari nel 1998 del MLA (Mutual Recognition Agreement) ne rispetta ed applica le convenzioni ed a ricaduta ed in ragione delle quali, RILASCIA L'ACCREDITO AI PROPRI ADERENTI che accettano e sottoscrivono l'impegno morale e deontologico di onorarlo, uniformandosi alle normative vigenti.

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in fede

Dr. Alessandro Felloni

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DOCUMENTO ORIGINALE

Vedi Documento

Richiesta di inserimento di VERITAS-ALIM tra gli Enti di Accreditamento

(Istituto Italiano Certificazione Qualità, Torino, 30 Ottobre 2002 Prot. n. 301002 - FA)

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Spett.le

Autorità per la Vigilanza sui

Lavori Pubblici

Via di Ripetta, 246 - ROMA

Alla c.a. 

Prof. Garri

Dr. Pascale

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Oggetto: Richiesta di inserimento di VERITAS-ALIM tra gli Enti di Accreditamento

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Con la presente richiamiamo la ns. precedente comunicazione, già da Voi protocollata e riferita alla materia dell' ACCREDITO, chiedendo che anche l'Accredito VERITAS-ALIM, emesso seguendo i protocolli associativi che si uniformano a quelli internazionali, venga inserito nell'elenco degli ENTI ACCREDITANTI emanato da codesta Autorità.

Nel contempo riaffermiamo, con assoluta categoricità che, tanto in Italia quanto a maggior ragione all'estero, l'iscrizione al SINCERT ed il relativo accredito, per un ENTE CERTIFICATORE, non sono obbligatori né vincolanti.

Al SINCERT nessuna Legge dello Stato e nessuna Autorità istituzionale ha demandato il compito o l'incarico di ENTE ACCREDITATARIO; il SINCERT accredita solamente ed esclusivamente i propri iscritti e le realtà che hanno accettato, per scelta volontaria, i protocolli ed i regolamenti interni, associativi.

Meglio sarebbe se l'appellativo ACCREDITATO SINCERT fosse usato non come concetto estensivo, alimentando artatamente l'assunto distorto e fuorviante che gli ENTI CERTIFICATORI non accreditati SINCERT non siano legittimati a certificare ed operare sul mercato della certificazione, ma sarebbe più corrispondente alla legittimità e correttezza di comportamento se con l'appellativo ACCREDITATO SINCERT venisse chiarita anche la sua non obbligatorietà e, soprattutto, che l'appellativo in predicato è destinato solo ed esclusivamente ai propri iscritti ed a coloro che ne hanno accettato il protocollo associativo.

La pretestuosa asserzione dell'univocità del diritto di Accredito delegato a SINCERT, potrebbe rappresentare un abuso di posizione dominante e l'esercizio di una condizione monopolistica - atteggiamenti entrambi vietati dalla Legge italiana - da segnalare al GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO, inducendo in errore i terzi, ovvero, potrebbe limitare ai non iscritti SINCERT il libero accesso al mercato e ledere il libero diritto di intrapresa. Diritto cui nessuna direttiva né determina può inficiarne l'esercizio senza incorrere in atteggiamenti discriminanti in danno della libertà di impresa ed a favore, invece, di realtà che operano sul mercato autoreferenziandosi e che DETERMINANO SITUAZIONI DI CARTELLO CONTRO IL MERCATO E LA LIBERA CONCORRENZA.

La mancanza del supporto della legittimità istituzionale, che solo il Parlamento emana, non può essere sostituito con quello della sola legittimità derivante da regolamenti autoreferenziati, sia pure accompagnati dal conforto del mutuo riconoscimento - che anche ALIM ha richiesto - con analoghe realtà di altri paesi.

Detta precaria ed opinabile legittimità non autorizza alcuno e, quindi, nemmeno il SINCERT, a determinare ed imporre comportamenti a chicchessia, ma solo ed esclusivamente a tracciare linee comportamentali, la cui applicazione è assolutamente discrezionale per tutti coloro che hanno adottato altri ed equipollenti indirizzi e regolamenti di analoga ascendenza internazionale, quali, ad esempio, quelli cui fanno riferimento l'European Institute for Quality Certificate e l'Istituto Italiano Certificazione Qualità.

Facciamo presente che il nostro Istituto, avendo sede a Losanna ed aderendo ai regolamenti internazionali si configura come realtà estera e, pertanto, l'accredito SINCERT, che rappresenta solamente ed esclusivamente realtà nazionali a codesta Associazione aderenti, non è connotabile con le nostre esigenze ed aspettative.

Avendo, comunque, il nostro Istituto una sede operativa in Italia ed una iscrizione camerale a Torino, che abilita all'attività di certificazione, abbiamo deciso per libera ed autonoma scelta, di accreditarci VERITAS-ALIM.

Alleghiamo, per Vostra maggior informazione, un documento di provenienza SINCERT, ove è espressa con chiarezza la configurazione del SINCERT in forma di libera associazione.

Il concetto di libera associazione, non solo non impegna alcuno, ma libera chiunque dall'aderire alla medesima, riconoscendo a tutti coloro che decidessero altrimenti il diritto di perseguire altri e diversi orientamenti associativi.

Le due sottolineature che andiamo richiamando dallo stesso documento, ovvero: il SINCERT è stato costituito nel 1991 in forma di Associazione e che l'accredito SINCERT è una scelta volontaria degli Organismi di Certificazione, ribadiscono, senza incertezze interpretative, il concetto che ho sopra illustrato.

L'incongruenza ed il vaniloquio di SINCERT meglio si comprende quando si legge la loro comunicazione d'impresa ove, reiteratamente, si afferma che l'ACCREDITO è una scelta volontaria degli Enti di Certificazione salvo poi contraddirsi nello stesso testo, quando, alambiccandosi in tortuose perifrasi, SINCERT tenta di far arguire che si, non v'è obbligo alcuno, ma …….., insomma, da una lettura anche distratta, parrebbe che ESSI vogliano affermare l'inaffermabile ovvero che la somma di più attestazioni di non obbligatorietà e di discrezionalità possa generare un totale di obbligatorietà e scelte cogenti.

Questo spreco di intelligenza lessicale - da parte di SINCERT - sarebbe assai più credibile se venisse utilizzato per veicolare una comunicazione chiara, trasparente ed inequivoca e senza infingimenti sintattici, come sarebbe lecito aspettarsi da un Organismo che celebra se medesimo nell'intento di elevarsi a depositario della correttezza e della deontologia che pretende e vuol imporre al mercato.

Riassumendo bonariamente i concetti su esposti, si potrebbe ragionevolmente affermare che, quando acriticamente si impongono alle Aziende regolamenti autoreferenziati e costi che non vengono preventivamente negoziati tra le parti in causa ma calati proditoriamente sui bilanci e sui comportamenti Aziendali di destinatari inermi e senza capacità contrattuale, si configura un illecito commerciale detto " Patto Leonino" dal quale è necessario prendere le distanze.

A.L.IM. - Associazione Libere Imprese - ed il relativo Gruppo Certificatori ad essa aderente, hanno determinato di opporsi a codesto cartello anti mercato, costituendo una vera alternativa al sistema SINCERT e realizzando un Organismo di Accreditamento - VERITAS-ALIM - che aderisce ed applica gli stessi Regolamenti Internazionali di SINCERT ma ne semplifica le procedure rendendole più fluide ed aderenti alle necessità delle Imprese e riducendo, così, oneri e costi relativi.

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Naturalmente aggiungiamo che un Ente pubblico o incaricato di un pubblico servizio quale si configura l'Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici non può operare aprioristicamente un discrimine tra chi esibisce un accredito piuttosto che un altro e nemmeno tra chi esibisce un accredito, non supportato da alcun valore legale, come quello SINCERT, a discapito di chi esercita legittimamente l'attività certificatoria avendo titolo legale all'espletamento di tale attività.

Meglio esemplificando attraverso un esercizio comparativo, il discrimine cui l'Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici dà un supporto interpretativo, con la Determina di riferimento, si può parametrare a quello che si realizzerebbe qualora un Ente Pubblico o incaricato di pubblico servizio, decidesse di richiedere un certificato di laurea di una tale Università - ritenuta più importante - in danno di coloro che, invece, esibissero un certificato di laurea emesso da una Università ritenuta "minore".

Il distinguo ancorché irriverente ma non peregrino, va applicato anche al ns. caso: non è possibile che una realtà quale quella rappresentata dall'Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici aprioristicamente decida di sostituirsi al legislatore emanando una direttiva cogente nei fatti, se non nelle intenzioni, che discrimini gli Enti di Certificazione tra quelli da "premiare" e quelli da "umiliare", determinando notevoli ripercussioni di natura economica e di discredito professionale.

Facciamo presente che laddove la Vostra scelta, di premiare coloro che esibissero l'ACCREDITO SINCERT a danno e discapito di quanti, non avendo obbligo alcuno di aderire ad una libera Associazione quale è il SINCERT, che legittimamente si pone sul mercato ma che opera senza alcun mandato istituzionale, come tutte le altre Associazioni che a diverso titolo offrono i loro servizi a terzi, come ad esempio ALIM (Associazione Libere Imprese) potrebbe configurarsi come di parte e la cui totale responsabilità, per i danni diretti ed indiretti che potrebbero riverberarsi, ricadrebbero a carico degli Organi o delle persone che l'avessero determinata.

Per maggiore completezza di informazione facciamo pervenire a codesta Autorità lo Statuto ALIM (Associazione Libere Imprese Milano) ove al Titolo XIV Art. 35, vengono precisate le modalità ed i controlli cui gli Enti di Certificazione associati devono attenersi per beneficiare dell'Accredito da esibire sui loro certificati, ACCREDITO che, là ove i comportamenti non fossero all'altezza degli adempimenti comunitari - cui anche Sincert si uniforma - verrebbe revocato.

Alleghiamo Autocertificazione sulla quale è annotata la data della notifica all'EA e allo IAF relativa alla richiesta del mutuo riconoscimento. In attesa dell'ufficialità la cui operatività è legata solo alla tempestività o alla negligenza nelle loro risposte, il Consiglio Direttivo e gli Organi di controllo dell'ALIM - per Statuto - e quindi per Impegno Istituzionale - esercitano la funzione di verifica e controllo sui comportamenti deontologici dei destinatari dell'Accredito in ossequio e aderenza alle Normative Internazionali di riferimento, le stesse direttive EA e IAF alle quali si uniforma SINCERT.

Per pura esigenza di chiarezza ci auguriamo che codeste nostre osservazioni vengano raccolte quale maggiore e più mirata informazione volta alla esemplificazione di comportamenti coerenti, professionali e non fuorvianti, quali gli Enti di Certificazione ACCREDITATI ALIM sono deontologicamente obbligati ad uniformarsi. Alleghiamo una documentazione aggiuntiva che mette in evidenza il percorso che ALIM e SINCERT - pur nelle rispettive prerogative ed individualità - hanno ritenuto opportuno sviluppare nella ricerca vicendevole di perfezionare un protocollo e pervenire ad un riconoscimento reciproco che ALIM, come sopra menzionato, sta sviluppando a livello nazionale ed internazionale.

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Nella certezza di aver aderito alle Vostre aspettative ed esigenze, porgiamo distinti saluti.

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Il Direttore

Dr. Alessandro Felloni

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DOCUMENTO ORIGINALE

Vedi Documento

Mutuo riconoscimento SINCERT-ALIM ALIM-SINCERT

(Istituto Italiano Certificazione Qualità, Torino, 05 marzo 2001 - Prot. 050301 - FA)

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Spett.le 

SINCERT

Via Saccardo, 9 - 20134 Milano

e p.c.:

al Presidente ALIM Prof. Franco Opice

Milano - C.so Buenos Aires, 77

alla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Roma - Viale Liguria, 26

all' Autorità di Vigilanza dei Lavori Pubblici

Roma - Via di Ripetta, 246

Att. Consigliere Ing. Alessandro Coletta

al Ministero dell'Industria, del Commercio e

dell'Artigianato - D.G.S.P.C. Ispettorato Tecnico

Roma - Via Molise, 2

Att. Ing. Paolo Cavanna

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Oggetto: Mutuo riconoscimento SINCERT-ALIM ALIM-SINCERT

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Chiar.mo Presidente,

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Le faccio pervenire memoria riassuntiva degli argomenti che sono stati oggetto dell'incontro avvenuto in Milano venerdì 2 u.s. presso la sede SINCERT di Via Saccardo n° 9.

In quella circostanza, tra Lei Ing. Lorenzo Thione in qualità di Presidente SINCERT ed il sottoscritto dr. Alessandro Felloni in qualità di Direttore dell'Istituto Italiano Certificazione Qualità di Torino e Presidente del Gruppo Certificatori aderenti ALIM (Associazione Libere Imprese ) abbiamo convenuto, in ragione della rappresentanza e degli incarichi che significhiamo nelle rispettive realtà di tracciare alcune linee guida tendenti ad indicare comuni obiettivi orientati a pervenire - in tempi canonici - al mutuo riconoscimento tra SINCERT ed ALIM.

Abbiamo quindi verificato l'opportunità di delineare, con successivi incontri da realizzare anche alla presenza del Presidente ALIM, altre ipotesi ed opportunità più mirate e costruttive che il semplice mutuo riconoscimento quali, ad esempio, quelle di pianificare che ALIM possa aderire al protocollo SINCERT e SINCERT al protocollo ALIM; e già sin d'ora abbiamo preso in esame l'opportunità che un tecnico di fiducia ALIM possa entrare a far parte del Comitato di Accreditamento SINCERT, in rappresentanza della nostra realtà associativa, così come un rappresentante SINCERT, analogamente, possa entrare nel Comitato di Accreditamento ALIM.

Ancora e personalmente, come diretto responsabile di altre realtà che operano nel settore della Certificazione di prodotto, quali quelle rappresentate dall'Istituto Italiano Tutela Camicia Artigianale, Istituto Italiano Tutela Mobile Artigianale, Istituto Italiano Tutela Divano Artigianale, della Certificazione "Qualità Immobiliare" insieme alla Certificazione "Usato di Qualità", per il settore automobilistico, Enti Certificanti di recente costituzione e di assai prossima operatività sul mercato, mi sono reso disponibile a richiedere - in tempi brevi - il riconoscimento SINCERT, in abbinamento al nostro accredito ALIM qualora, ovviamente, il percorso soprammenzionato renda possibile e compatibili i due accrediti per reciproca volontà delle parti.

L'intento di codesto accordo in itinere, da perfezionare in successivi incontri, tende a tracciare un percorso comune in virtù del quale la reciproca e già manifestata volontà di collaborare vada nella direzione del rafforzamento della rappresentatività e della riconosciuta leadership del SINCERT nel settore controverso ed autoreferenziato della Certificazione di Qualità e dei relativi accreditamenti, specie in questo momento che vede altri soggetti accreditanti affacciarsi al mercato e fermo restando che la realtà rappresentata da ALIM sia del pari valorizzata da SINCERT:

Ella converrà che avvalersi del contributo di esperienze professionali terze e della partnership di una Associazione di Imprenditori, quale è ALIM, presente sul mercato da oltre venti anni, può ulteriormente contribuire con SINCERT a determinare maggior chiarezza negli obiettivi, univocità nei comportamenti e nei relativi adempimenti, insieme alla dichiarata e costruttiva volontà di entrambi i soggetti di rendere un servizio alla collettività, al mercato ed alle aziende.

In attesa di un riscontro che ancora e più utilmente delinei la volontà reciproca di proseguire e perfezionare gli intenti sopra menzionati, colgo l'occasione per farLe pervenire una calorosa stretta di mano.

Cordialità

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Il Direttore

Dr. Alessandro Felloni

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DOCUMENTO ORIGINALE

Vedi Documento

Comunicazione comparativa

(Il Foglio Quotidiano, sabato 7 dicembre 2002)

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Comunicazione Comparativa

Finalmente in Italia, nel settore della Certificazione Qualità, opera un ORGANISMO DI ACCREDITAMENTO alternativo a quello esistente. Presso ALIM – Associazione Libere Imprese – Milano, è da tempo costituita una realtà accreditante che spezza il monopolio SINCERT rendendo così un servizio al mercato, agli operatori ed alle realtà Istituzionali di questo Paese, INFICIANDO QUELLA POSIZIONE DOMINANTE che SINCERT ha esercitato sino a questo momento.

La nascita e l’operatività del nuovo Ente di Accreditamento permetterà il libero esercizio della concorrenza e consentirà a tutti gli Operatori il diritto di scegliere quello più aderente alle loro esigenze ed alle loro aspettative più mirate.

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Sono Alessandro Felloni, rappresento l’ISTITUTO ITALIANO CERTIFICAZIONE QUALITA’ di Torino e mi rivolgo personalmente a tutti gli operatori di settore : Aziende, Consulenti, Enti di Certificazione, Organi di Informazione, Autorità Istituzionali.

Sono certo , e so che condividete, che poter esercitare il diritto di scelta dell’Ente di Accreditamento più aderente ai nostri bisogni sia una legittima aspettativa ed insieme un sano elemento di equilibrio del mercato e dell’offerta di consulenza e servizi. PERCIO’, INVITO TUTTI GLI INTERESSATI A CONTATTARMI al fine di far crescere una alternativa al sistema SINCERT con il VOSTRO CONTRIBUTO di idee ed il VOSTRO PERSONALE IMPEGNO. Contribuiamo tutti a migliorare l’esistente, determinando così un vantaggio per l’universo mondo della certificazione che finalmente non sarà più in balia di situazioni interessate e monopolistiche.

Istituto Italiano Certificazione Qualità

Sede oper. Italia: Piazza De Amicis, 121/ bis 10126 Torino

Tel. 011/6633700-0111/6633992 Fax 011/6633886 

e-mail iicq@iicq.it - iicq@iicq.net

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Istituto Italiano Certificazione Qualità

Atto di significazione alla PRESIDENZA del CONSIGLIO DEI MINISTRI n.4841/EPS del 01.03.1996 Via Nizza, 69 - 10126 Torino (TO)

Tel. (+39) 011 6633700 - (+39) 011 6633992 - Fax (+39) 011 6633886

email info@dotiicq.eu - certificazioni.qualità@gmail.com . iicq@gmail.com - PEC iicq@pec.it

www.iicq.it - www.iicq.net - www.dotiicq.eu

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