DOVE ERAVAMO RIMASTI…

(Torino, 07 settembre 2004)

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Molti lettori e frequentatori affezionati del nostro sito, i curiosi di gossip aziendali, i concorrenti avidi d'emozioni ed ancora più interessati al nostro portafoglio Clienti, le persone dabbene (come recitava il Manzoni) interessate alla verità, alcuni Amministratori della cosa pubblica in animo di approfondimento professionale, qualche giornalista di settore motivato da curiosità ed interesse, qualche "visitatore" occasionale in vena di "maliziose" attenzioni al nostro esistere ci hanno letteralmente alluvionati di richieste, notizie, accadimenti sulla querelle che ha interessato SINCERT e VERITAS - i due Organismi di Accreditamento degli Enti di Certificazione operanti nel nostro paese.

Tutti, ovvero molte e-mail ricevute, chiedono di sapere cosa è accaduto tra i due competitors (VERITAS e SINCERT): è scoppiata la pace o c'è ancora belligeranza tra voi? L'intelligenza degli interlocutori ha prevalso oppure il "Settore" deve aspettarsi altre sorprese ed incertezze? Chi ha vinto, il buon senso o la prepotenza?

Queste sono le domande più invasive fra le molte che abbiamo ricevute.

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RISPONDO,

cercando d'essere telegrafico e sintetico e soprattutto sincero e fuor di metafora, anche se con qualche divagazione poetica per non trasformare le mie risposte in "proclami".

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Risposta 1

E' scoppiata la pace o c'è ancora la guerra?

Tra VERITAS (Accreditamento Organismi di Certificazione Qualità) e SINCERT non è scoppiata la pace semplicemente perché non c'è mai stata una guerra, bensì una disputa, in punta di diritto, che talvolta ha avuto toni aspri che sono però la testimonianza del carattere e del temperamento degli aventi causa.

Sovente, come nel caso in oggetto, la strada del sano ed intelligente compromesso è lastricata di prove difficili, talvolta rugose, aspre, addirittura irose ma, fortunatamente, l'intelligenza, il buon senso e perché no, anche la "convenienza" delle parti in causa, hanno suggerito ai due "contendenti" di praticare un sano realismo, considerato il quale, è stato messo in atto un "patto di non aggressione" che ha consentito una sorta di "armistizio" le cui regole sono lasciate al mercato ed alla intraprendenza dei singoli attori dell'Accredito, visto ed acclarato che nessuna Legge dello Stato, nessuna Autorità istituzionale, nessun Governo ha mai disciplinato la materia lasciando "de facto" al mercato l'autorità di legittimare l'eticità e l'autorevolezza dei comportamenti e delle normative, peraltro volontari ed autoreferenziati.

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Risposta 2

L'intelligenza ha prevalso?

L'intelligenza, la "convenienza", come sopra detto, la prudenza e la consapevolezza che c'era spazio per tutti hanno prevalso e premiato sulla litigiosità.

La tenacia nel perseguire un obiettivo di libertà imprenditoriale lecito, opportuno ed in sintonia con i principi di un Paese organizzato a libero mercato, ove il sacro ed inalienabile diritto alla libertà di concorrenza è financo tutelato da una Autority, ha consentito l'affermarsi di VERITAS (Accreditamento Organismi di Certificazione Qualità) in alternativa a SINCERT.

Naturalmente tutto ciò che si afferma sul mercato con una qualche "sofferenza" e tribolazione viene a radicarsi in profondità, proprio in ragione delle difficoltà che si sono dovute superare, e VERITAS (Accreditamento Organismi di Certificazione Qualità) può quindi ed a maggior titolo e merito affermare che lo spazio che s'è guadagnato lo deve solo alla tenacia con la quale ha perseguito un sogno.

Ora però dobbiamo rendere l'onore delle armi anche a SINCERT ed alla sua Dirigenza che, pur osteggiandoci dialetticamente in modo talvolta al limite dell'aggressione e della protervia professionali, hanno sempre mantenuto aperto un canale di comunicazione che ha consentito a noi di rispondere adeguatamente alle provocazioni e permesso, comunque, di pervenire all'attuale "patto di non aggressione", che anche noi stiamo onorando.

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Risposta 3

Chi ha vinto?

Ha vinto il buon senso e la consapevolezza che le guerre, anche quelle eventualmente vinte, lasciano sempre ferite, talvolta mortali, a tutti i belligeranti.

Meglio una "pace sofferta" o un armistizio "deglutito" perché entrambi lasciano intatti i confini e non generano ambizioni di sopraffazione.

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INSOMMA,

onore alla prudenza ed allo status quo.

"Gli arsenali ben forniti suggeriscono e perpetuano paci durature perché ad alcuno interessa sperimentare la forza altrui, sino al limite di non ritorno".

Questo constatiamo nella vita delle Nazioni e questo avviene abitualmente anche nelle querelle condominiali.

Il Mercato è un campo di battaglia ove si riproducono le stesse cause ed effetti che vengono disciplinati, sempre, dalle stesse regole, quelle del sano ed intelligente compromesso e quelle della vicendevole, intelligente e sana convenienza reciproca.

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Ora basta riserve mentali, mettiamoci al lavoro.

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Dr. Alessandro Felloni

Direttore Istituto Italiano Certificazione Qualità e 

Presidente del Gruppo Certificatori Indipendenti 

Accreditati “VERITAS”

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Torino, 7-09-2004

DOCUMENTO ORIGINALE

Vedi Documento

L’IPOCRISIA…

(Torino, 26 febbraio 2004)

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Spett.le Autorità Garante di Vigilanza sui LL.PP.

Via di Ripetta, 246 - Roma

Alla c.a. Presidente Prof. Garri e

Direttore Dr. Pascale

E p.c.: UNI – Ente Naz. di Unificazione

Direttore Rag. Alessandro Santoro

SINCERT

Presidente Ing. Lorenzo Thione

A tutti gli Organismi di Certificazione 

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L’IPOCRISIA

La tendenziosità, l’ “apodittica” affermazione d’essere “investiti di funzione pubblica” proditoriamente utilizzata al fine di nuocere ad un Concorrente non ha pagato, com’è giusto che sia.

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L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI VARESE

con Raccomandata A.R. in data 29 gennaio 2004, ha inviato a SINCERT

una nota di biasimo ed una censura, per comportamento scorretto.

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IN DETTAGLIO:

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l’Amministrazione Comunale di Varese con nota e-mail in data 16-01-2003 ha interpellato SINCERT al fine di poter derimere alcune contestazioni insorte rispetto al valore da attribuirsi alle Certificazioni di Qualità ISO 9000, rilasciate da Soggetto non facente parte del “circuito” SINCERT (nella fattispecie l’Istituto Italiano Certificazione Qualità).

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La risposta di SINCERT

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ancorché lapidaria, o meglio proprio perché lapidaria e demonizzante “apoditticamente” il Concorrente, ha indotto il Comune ad assumere decisioni lesive financo per la Pubblica Amministrazione stessa che, ritenendo erroneamente SINCERT emanazione dello Stato e quindi nella pienezza della Autorità istituzionale e morale conseguente, è stata fuorviata nell’assunzione di una scelta professionale, in discrimine del diritto.

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L’Amministrazione Comunale, anche a seguito delle eccezioni sollevate dall’Istituto Italiano Certificazione Qualità, ha ritenuto di dover disporre di ulteriori approfondimenti ed alla luce di tali approfondimenti, effettuati anche con l’ausilio di Professionista legale esterno con esperienza nel settore specifico, e considerato il vigente quadro normativo, non ha potuto esimersi dall’evidenziare come le proposizioni contenute nella richiamata nota/comunicato di SINCERT non abbiano effettivamente contribuito, data anche la novità ed obbiettiva complessità della vicenda, a fare chiarezza.

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Per contro, hanno, invece, in particolare “ingenerato dubbi” le affermazioni volte a dare credito alla tesi che dal solo SINCERT potessero scaturire validi Accreditamenti nonché il fornito richiamo – “non poco fuorviante” – al Mercato dei Lavori Pubblici, realtà, questa, incardinata in contesti specifici sia dal punto di vista legislativo che dal punto di vista delle “Autorità” cui fare riferimento per la Vigilanza.

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A seguire

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Quanto sopra premesso, l’Amministrazione Comunale, che ad esito degliapprofondimenti effettuati ha ritenuto doveroso palesare il proprio orientamento,così come – ora – formatasi rispetto alle Certificazioni di Qualità, non può,pertanto esimersi, dal rilevare come il messaggio SINCERT sicuramente noncontribuisca a rafforzare la credibilità complessiva di questo Mercato e pertanto,una “maggiore chiarezza” da parte del SINCERT “sarebbe stata sicuramenteapprezzabile”, considerate le finalità della richiesta a suo tempo avanzatadall’Amministrazione Comunale.

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E prosegue

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In tale contesto, è evidente che il tenore dei contenuti dell’informativa SINCERThanno, invece, reso ancor più incerti i convincimenti dell’Amministrazione aggiudicatrice.

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A seguire

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L’Amministrazione del Comune di Varese compendia che è compito della stessa, per il contesto in esame, “richiamare SINCERT quantomeno ad una doverosa certezza informativa”, comportamento al quale codesto Ente dovrebbe essere maggiormente tenuto proprio perché soggetto che ormai dispone di una notevole visibilità e credibilità.

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MORALE DELLA FAVOLA

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SINCERT, come si evince da codesta nota, non solo non ha contribuito a fare chiarezza ma ha scientemente quanto proditoriamente indotto terzi, in questo caso una Pubblica Amministrazione, in un errore grave e pregiudizievole per il diritto e per il Mercato.

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Dr. Alessandro Felloni

Direttore Istituto Italiano Certificazione Qualità e 

Presidente del Gruppo Certificatori Indipendenti 

Accreditati “VERITAS”

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Torino, 26-02-2004

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DOCUMENTO ORIGINALE

Vedi Documento

LA “VOLPE” PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO…

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Spett.le Autorità Garante di Vigilanza sui LL.PP.

Via di Ripetta, 246 - Roma

Alla c.a. Presidente Prof. Garri e

Direttore Dr. Pascale

E p.c.: UNI – Ente Naz. di Unificazione

Presidente Ing. Paolo Scolari

Direttore Rag. Alessandro Santoro

SINCERT

Presidente Ing. Lorenzo Thione

A tutti gli Organismi di Certificazione 

 

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LA “VOLPE”

PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO

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La “volpe”, il lupo ed altre creature di Dio comprese bisce e serpenti mutano il pelo, cambiano pelle, ma tali rimangono: la “volpe” rimane scaltra, il lupo famelico ed il serpente viscido; ogni specie secondo natura perpetra immutabilmente se stessa.

I fiori, invece, altre creature di Dio, perdono i petali ma….. rifioriscono e talvolta profumano meglio e più intensamente di prima.

Mentre per la prima specie nessuno può intervenire a modificarne le “mutazioni”, nella seconda specie, un buon giardiniere ne determina la crescita, lo sviluppo, il profumo e, con innesti opportuni financo la genetica, concorrendo alla creazione di nuove specie più forti e rigogliose.

Orbene, senza voler fare accostamenti irriverenti ma traslando le iperboli e adattandole alla realtà di tutti i giorni così mutevoli quanto è mutante la natura, cercherò, prudentemente di fare accostamenti percettibili anche ai distratti ed agli ignavi, che numerosi albergano nel nostro settore.

Come non tutti sanno, tra i costituenti “l’Associazione senza fini di lucro” denominata SINCERT, alla cui presidenza “impera” pro-tempore un vero gigante della cultura e saggezza professionali, Ing. Lorenzo Thione, vi erano l’UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione), l’Unione degli Industriali Italiani, il CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) ed altri Organismi che avevano deliberato di concedere il loro Alto Patrocinio a codesta “benemerita e disinteressata” Associazione di Altruisti, denominata SINCERT, che aveva ed ha tuttora lo scopo e la finalità di Accreditare gli Organismi di Certificazione che, per libera e discrezionale scelta volontaria, richiedevano l’utilizzo dell’acronimo SINCERT sui Certificati di Qualità da loro emessi.

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Non tutti sanno, ma è invece lodevole che sappiano, che tanto l’UNI quanto Confindustria ed il CEI hanno ritirato la loro adesione da SINCERT e che qualche cospicua Realtà Associativa che aveva concesso il patrocinio l’ha ritirato, rendendo così perplessi anche coloro che invece l’hanno mantenuto.

“Sarebbe lecito, se non opportuno, fare qualche timida quanto benevola riflessione su queste importanti defezioni o il mondo, quello della Certificazione Qualità, degli Enti Pubblici, delle Autority ed Autorità Istituzionali considerano quanto è accaduto di assoluta normalità? Noi pensiamo, in controtendenza, che qualche situazione imbarazzante s’è certamente venuta creando all’interno della compagine SINCERT, se cotante defezioni si sono, come si sono, verificate!”

Il nostro “Nocchiero”, imperturbato ed imperturbabile, Ing. Lorenzo Thione, Presidente ancora pro-tempore di SINCERT, non “muta” invece la rotta ma va diritto per la Sua strada ed imperversa nel nostro settore esercitando sempre e proditoriamente una iniqua Posizione Dominante e Monopolistica senza curarsi del “pelo” che perde né della pelle che muta (vedi defezioni) ed imperterrito macina profitti per SINCERT, anche per l’ignavia dei molti Organismi di Certificazione che avendo la possibilità di scegliere un altro Ente di Accreditamento – VERITAS-ALIM - perseverano colpevolmente nel subire la scelta prima obbligata di SINCERT, senza tentare, con uno scatto d’orgoglio, di verificare se i loro Interessi ed Esigenze di Accreditamento possano essere analogamente e deontologicamente risolti a condizioni più confacenti alle loro aspettative ed ai loro bilanci aziendali.

Il parallelo tra la “volpe” ed il fiore non è così peregrino né pensiamo sia così forzato da risultare provocatorio perché il “POLLINE” dell’innovazione, del progresso e del nuovo, quello costituito dall’esercizio della libera concorrenza, ha generato un piccolo fiore di campo – VERITAS-ALIM – che pur essendo nato per germinazione spontanea, in un orticello esposto alle intemperie, sta irrobustendosi anche perché accudito dalle amorose cure di un “rustico giardiniere” con il pollice verde che, anche se un poco avventurosamente quanto artigianalmente, pota le piante ove qualche petalo è caduto ed assiste amorevolmente il proprio piccolo territorio cercando di attivare e motivare quelle “protezioni” funzionali alla crescita armonica del germoglio, in attesa che “altri pollini” di altre specie concorrano a rendere vigoroso e nutrito con altre “varietà”, quell’orticello sul quale si sta erigendo rapidamente, anche se a fatica, una armoniosa ed imponente serra, quella costituita da ALIM (Associazione Libere Imprese-Milano) di concerto con VERITAS-ALIM (Ente di Accreditamento Organismi di Certificazione, Indipendenti).

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Valorizziamo la nuova risorsa, il coraggio civico e l’indipendenza:

ACCREDITIAMOCI “VERITAS-ALIM”

Ne trarrà giovamento tutto il Settore e, graziosamente, non sarà di troppo nocumento nè a SINCERT nè al Suo “Nocchiero” Ing. Lorenzo Thione, Presidente pro-tempore di cotanta Realtà Accreditante nonostante che, loro malgrado, abbiano dovuto fare buon viso a cattivo gioco e subire che le Realtà Costituenti più importanti di SINCERT sbattessero la porta, accasandosi altrimenti.

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Dr. Alessandro Felloni

Direttore Istituto Italiano Certificazione Qualità

Accreditato VERITAS-ALIM

Torino, 16-10-2003

prot. 161003 - FA

“RIFLESSIONI ULTERIORI” SULL’ENTE UNICO DI ACCREDITAMENTO

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Spett.le Autorità Garante di Vigilanza sui LL.PP.

Via di Ripetta, 246 - Roma

Alla c.a. Presidente Prof. Garri e

Direttore Dr. Pascale

E p.c.: UNI – Ente Naz. di Unificazione

Presidente Ing. Paolo Scolari

Direttore Rag. Alessandro Santoro

SINCERT

Presidente Ing. Lorenzo Thione

A tutti gli Organismi di Certificazione

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“RIFLESSIONI ULTERIORI”

SULL’ENTE UNICO DI ACCREDITAMENTO

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Il nostro “VATE della liturgia certificatoria”, Ing. Lorenzo Thione, Presidente “emerito” pro-tempore di SINCERT, ha ammannito al comparto degli interessati, (Organismi di Certificazione, Enti Pubblici, Autority ed Autorità Istituzionali) il “compendio” del Suo pensiero, “condensato” in sole 29 pagine di spicciola ma ponderosa leggiadria interpretativa.

Nella mia precedente dissertazione sul tema dell’Accredito, originata dallo stimolo che l’“acuto Accademico della Certificazione” Ing. Lorenzo Thione, ancora Presidente pro-tempore di SINCERT, ci ha graziosamente propinato dall’alto della Sua cultura di settore, mi sono premurato di far osservare il limite invalicabile che l’ENTE UNICO DI ACCREDITAMENTO dovrebbe superare, quello della Legge Italiana che vieta e persegue l’esercizio della posizione dominante e del monopolio.

Ho ricevuto qualche decina di domande ed intelligenti riflessioni tendenti alla puntualizzazione deontologica sul tema dell’Accredito da parte di un nutrito numero di interlocutori, alcuni dei quali in totale e piena condivisione e solidarietà mentre, in difformità, altri più cauti e forse più riflessivi, hanno espresso qualche attenta ma timorosa perplessità.

Mi sento quindi in dovere di “infliggervi” una chiosa più derimente, quella relativa alla incompatibilità tra i diversi modelli di Accredito operanti in Italia.

Due sono i modelli di Accreditamento, l’uno dovuto per obbligo di Legge, l’altro assolutamente volontaristico e discrezionale, quello dell’Accredito degli Organismi di Certificazione della Qualità.

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Orbene, se ora in Italia convivono a fatica due distinte realtà che operano in campi affini ma con origini ed operatività deontologiche ed istituzionali sostanzialmente diverse tra loro, perché l’una deriva da una norma obbligatoria e quindi cogente mentre l’altra da un postulato assolutamente volontaristico e quindi discrezionale, come potranno, ragionevolmente, queste due concezioni dell’Accredito essere accorpate in un’unica realtà?

Nell’intento di disciplinare due situazioni in antitesi tra loro, accorpandole in un unico contesto, si finirà necessariamente per nuocere al sistema generando imbarazzi interpretativi, oggettive ed altissime probabilità di conflitti normativi ed istituzionali di difficile comprensione anche dai più esperti, seminando sconcerto in un mondo – quello della Certificazione Qualità – già squassato da incertezze e dubbi generati da improbabili normative autoreferenziate e da obiettivi vacui che faranno scivolare nell’opinabilità deontologica il valore di codesto “Sigillo” ancora ammantato dal credito che SINCERT si è conquistato con una presenza onnivora ed opprimente e di natura monopolistica ma che molti, e tra questi anche noi, riconoscono di una qualche utilità e nobiltà.

Ho voluto limitarmi in codeste divagazioni professionali all’esercizio della buona educazione rispondendo ai molti interlocutori che mi hanno interpellato e per dovere e solidarietà in quanti mi hanno espresso il loro apprezzamento ed interesse, riservandomi però di rimandare ad altra prossima comunicazione un ulteriore atteso approfondimento.

Valorizziamo la nuova risorsa, il coraggio civico e l’indipendenza:

Accreditiamoci VERITAS-ALIM

Ne trarrà giovamento tutto il settore e non sarà di nocumento nemmeno a SINCERT.

Cordiali saluti.

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Dr. Alessandro Felloni

Direttore Istituto Italiano Certificazione Qualità

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Torino, 13-10-2003

prot. 131003 - FA

STATO DELL’ARTE, PROBLEMI E PRESPETTIVE DELLA QUALITÀ SECONDO SINCERT

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Spett.le Autorità Garante di Vigilanza sui LL.PP.

Via di Ripetta, 246 - Roma

Alla c.a. Presidente Prof. Garri e

Direttore Dr. Pascale

E p.c.: UNI – Ente Naz. di Unificazione

Direttore Rag. Alessandro Santoro

SINCERT

Presidente Ing. Lorenzo Thione

A tutti gli Organismi di Certificazione

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STATO DELL’ARTE, PROBLEMI E PROSPETTIVE DELLA QUALITA’

secondo SINCERT

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Abbiamo letto con interesse, curiosità e particolare soddisfazione, l’ultimo comunicato fiume (ben 29 pagine) di SINCERT, a firma del Suo Presidente pro-tempore Ing. Lorenzo Thione sul tema: Il Sistema Italiano per la Qualità.

Il testo, ancorché prolisso e ripetitivo quanto infarcito di concetti abusati, “è particolarmente istruttivo” per le perle e le licenze interpretative, involontarie – noi diremmo necessitate – che vi sono presenti.

Ci asterremmo dalla gratuita irriverenza, ma un poco di sana causticità siamo costretti, nostro malgrado, ad esercitarla; il testo è così invitante e le contraddizioni così numerose che, anche senza voler essere salaci, siamo costretti a qualche leggiadra puntualizzazione.

Partiamo dalle pagine 28 e 29, ove “si tenta di rendere auspicabile”, per il Sistema di Accreditamento Volontario, l’avvento dell’unificazione dei Sistemi Accreditanti, accorpando tutti gli Organismi in un Unico Ente e ritenendo con ciò di favorire il rafforzamento del peso politico del Sistema di Accreditamento a livello nazionale ed internazionale (ora confinato all’ambito volontario).

Secondo la nostra opinione è aberrante il solo prospettare la spogliazione del Sistema di Accreditamento del sano principio della concorrenzialità tra diversi Organismi in competizione tra loro, per sostituirlo con un unico Ente onnivoro ed immanente che, esercitando una illegittima posizione dominante, determini “de facto” situazioni monopolistiche antistoriche e antimercato.

Ma SINCERT è abituata ad esercitare queste posizioni oligarchiche e non parrebbe vero al suo Presidente, esimio esegeta della democrazia etico-professionale, di trasformare la scomoda posizione precaria attuale di SINCERT in una più comoda situazione, sancita con l’imprimatur dell’ufficialità che “de facto” ne istituzionalizzi il monopolio.

Per fortuna, questa iattura NON ACCADRA’, perché in Italia esiste l’Autorità di Vigilanza della Concorrenza e del Mercato che non potrà che impedire questo scempio del concetto di libero mercato, che sancisce la libera e salutare concorrenza come un bene comune da preservare e tutelare.

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Risaliamo a pag. 2/29, primo capoverso, ove sono espressi criteri e concetti fondamentali della Qualità, secondo SINCERT ed il Suo cattedrattico Presidente pro-tempore Ing. Lorenzo Thione.

Recita il capoverso in questione: Qualità significa capacità di soddisfare esigenze, di tipo morale e materiale, sociale ed economico, tradotte in determinati requisiti (non generici ma concreti e misurabili).

SINCERT e per SINCERT il suo acuto Presidente pro-tempore, si prefiggono di gestire in esclusiva la qualità attraverso l’analisi dei requisiti non generici ma concreti e misurabili delle capacità di tipo morale, materiale, sociale ed economica dei suoi interlocutori.

Essi, hanno certamente un “LORO METRO” per misurare codeste rare qualità morali, materiali, ecc. specie se accorpate in un unico progetto.

Parrebbe impossibile a tutti i comuni mortali possedere questi elementi di misura che invece SINCERT ed il nostro “Ingegnere”, dichiarandoli indispensabili ed immarcescibili, ritengono di avere il titolo di analizzare in proprio, ritagliandosi così il diritto divino di giudizio.

Anche noi riteniamo utile che “Questi” comunichino a tutti gli interessati codesto “decalogo della morale” al fine di poterci adeguare, e preventivamente, ai requisiti richiesti per non incorrere in inutili quanto tortuosi percorsi di recupero della “misura necessaria” ad iniziare l’iter della agognata Qualità Accreditata da cotanti Savonarola della Certificazione che si arrogano il titolo ed il diritto di vagliare, ancorché le qualità etico-deontologiche, quelle morali o moraleggianti secondo un Loro metro esclusivo.

A pag. 3/29, nel capoverso di mezzo, si recita: In ogni caso, le Norme (siano esse Regole obbligatorie o Norme volontarie) costituiscono il riferimento primario per i processi di costruzione e verifica della qualità e la conformità alle Norme è considerata sinonimo di qualità (nei limiti, si intende, consentiti dalla maggiore o minore “bontà” del riferimento normativo considerato).

Caro Ingegnere ed esimio Presidente pro-tempore di SINCERT, ci trasferisca, per favore, quelle certezze che sono per Lei pane quotidiano, e non ci lasci deambulare in acrimoniosi dubbi ed incertezze!

Quando Ella dice, un poco avventurosamente, invero, (nei limiti, si intende, consentiti “dalla maggiore o minore bontà del riferimento normativo”, considerato) vuole forse intendere che vi sono norme di riferimento più o meno buone e quindi opinabili o è un Suo refuso involontario, questa amena citazione?

A pag. 6/29, nel capoverso a fondo pagina, recita: la conformità alle Norme Tecniche, spesso, indicata con il termine certificazione volontaria, è (o dovrebbe essere) indice di rispondenza dell’oggetto della normazione ……

Orbene, caro alato interlocutore Ing. Lorenzo Thione, Presidente pro-tempore di SINCERT, la normativa è, o dovrebbe essere, fornisce o dovrebbe fornire, indici di rispondenza dell’oggetto?…..

E’ veramente esilarante constatare quanta leggiadra approssimazione aleggi in codesto effluvio di generica informazione che però, nelle Sue intenzioni, dovrebbe rappresentare una guida comportamentale seria e ponderosa ma che si traduce – Suo malgrado – in un veicolo di rara genericità e di approssimazione deontologica di tematiche che invece necessiterebbero di univoca interpretazione, comprensibile a tutti.

A pag. 10/29, ultimo capoverso: Nel settore volontario l’operazione di qualificazione è, generalmente, una scelta volontaria; essa viene indicata con il termine “Accreditamento” ed è eseguita da appositi Enti di parte terza facenti parte della infrastruttura del Sistema per la Qualità, in stretta aderenza alle prescrizioni delle norme di cui sopra. GLI ENTI DI ACCREDITAMENTO, AGISCONO SULLA BASE DI UNA DELEGA “DE FACTO” AD ESSI CONFERITA VOLONTARIAMENTE DAL SISTEMA SOCIO-ECONOMICO.

Allora brevemente e bonariamente rileviamo

1. che l’operazione di qualificazione, è “generalmente” una scelta volontaria;

2. che viene effettuata “in stretta aderenza alle prescrizioni delle norme”

3. che gli Enti di Accreditamento, agiscono sulla base di una delega “de facto” ad essi conferita volontariamente dal Sistema socio-economico

4. …………………………………………

“Finalmente un poco di sana e coraggiosa oggettività che però noi riteniamo, come altre affermazioni che albergano in detto comunicato, contraddittorie e con un largo margine di soggettività; dei veri lapsus freudiani, diremmo”.

La materia dell’Accredito, come è da tutti riconosciuto e noto, non è disciplinata da nessuna Legge dello Stato o da alcuna Direttiva istituzionale ma rappresenta solamente una “realtà de facto” che, tanto SINCERT quanto altri Organismi Accreditanti, tra i quali VERITAS-ALIM, esercitano ed applicano in virtù della necessità di soddisfare esigenze di mercato che pretendono chiarezza e linearità comportamentali, suggerite da “regolamenti autorefenziali” di estrazione internazionale, a cui tutti gli Organismi di Accreditamento, tanto nazionali che internazionali, si uniformano liberamente e che come SINCERT, anche VERITAS-ALIM, quotidianamente e deontologicamente applica.

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Insomma, SINCERT, per il tramite del saggio e lungimirante Suo Presidente pro-tempore Ing. Lorenzo Thione, non perde occasione per rinverdire e ribadire l’inconsistenza, la volontarietà e talvolta financo l’opinabilità di regolamenti la cui etica, avendo larghi margini di discrezionalità deontologica, da Loro Stessi affermata con il comunicato oggetto delle nostre riflessioni, andrebbe trattata con moderazione, prudenza e signorilità, piuttosto che calata, come una mannaia sul mercato, senza preoccuparsi minimamente delle sane regole della concorrenza e nemmeno delle aspettative ed esigenze delle Aziende, degli Organismi di Certificazione e degli interessati a vario titolo.

La “disinformazione” (ci auguriamo non capziosa) che vanno seminando tra gli addetti ai lavori, tra le Autorità Istituzionali e gli Enti pubblici ove operano funzionari diligenti, o troppo diligenti, che possono subire indirizzi fuorvianti alimentati da una “informazione interessata”, spesso incompleta quanto autoreferenziata, è frutto di un preciso disegno o è solo il risultato di lapsus freudiani che non giovando ad alcuno non giovano nemmeno a SINCERT?Una intelligente quanto auspicabile presa d’atto che tenga in conto sia l’esistenza di una concorrenza “de facto” ormai ineludibile, sia l’utilità degli stimoli a progredire che solo con il confronto si alimentano, apporterebbero al comparto dell’Accreditamento ed al mondo della Certificazione quella maggiore autorevolezza e serenità da tutti attesa anche se da “alcuno” temuta.

Riconoscere che l’avvento di un concorrente è un elemento di grande vantaggio per tutto il comparto, è un atto di solare lungimiranza non un fatto di debolezza: questo insegnano i saggi.

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Dr. Alessandro Felloni

Direttore Istituto Italiano Certificazione Qualità

Torino, 7-10-2003

Prot. 071003 - FA

CERTIFICAZIONE QUALITÀ ACCREDITATA… DA CHI?

RITUALITÀ E MISTERI DELL’ACCREDITO

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Testo della relazione del Dr. Felloni al Convegno Internazionale organizzato dalla Fondazione “Paolo Ferraris” sul tema:Costruire in Italia ed in Europa; nuove opportunità ed iniziative. Approfondimenti sulle nuove imprenditorialità e professionalità derivate dalle attività dei settori: Costruzioni, Beni Culturali e Turismo in occasione dei Giochi Olimpici invernali che si svolgeranno a Torino nell’anno 2006.

Spett.le

Autorità Garante di Vigilanza sui LL.PP.

Via di Ripetta, 246 - Roma

Alla c.a. Presidente Prof. Garri e

Direttore Dr. Pascale

E p.c.:

UNI – Ente Naz. Di Unificazione

Direttore Dr. Paolo Morelli

SINCERT

Presidente Ing. Lorenzo Thione

A tutti gli Organismi di Certificazione

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CERTIFICAZIONE QUALITA’ ACCREDITATA………. DA CHI?

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Ritualità e misteri dell’ACCREDITO

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Vi sono momenti nella vita delle aziende che implicano scelte impegnative vuoi sul piano economico, vuoi sul piano organizzativo, di immagine o di semplice convenienza; in tutti questi momenti la Certificazione di Qualità ha un ruolo non secondario.

La decisione di percorrere la strada della certificazione è spesso sofferta e talvolta temuta perché rappresenta sempre una scelta impegnativa e per i comportamenti interni e per il modello che l’Azienda veicolerà all’esterno.

La Certificazione di Qualità, quindi, dovrebbe sempre comportare una decisione meditata, ponderata e comprendere un ridisegno deontologico specifico per l’organizzazione interna all’Azienda; essa coinvolge la proprietà, la dirigenza, le maestranze ed insieme i clienti ed i fornitori in percorsi deontologici coerenti e mirati, in ottemperanza a direttive cogenti che vengono calate in Azienda e costantemente verificate da una realtà terza, a questo disposto incaricata.

Quando il sospirato e sofferto documento viene finalmente ottenuto (parliamo ovviamente della Certificazione di Qualità agognata) l’Azienda lo veicola con orgoglio, lo esibisce sui documenti e ne mena vanto in ragione del fatto che il mercato premia le Aziende certificate e riconosce loro stima, dignità ed autorevolezza.

E’ in questo momento che intervengono gli interrogativi ed i distinguo, quelli relativi alla misteriosa e labirintica ritualità cui il certificato, prima di essere emesso, deve uniformarsi.

Sarebbe quindi illuminante che codeste ritualità divenissero patrimonio di tutti: Aziende, Enti pubblici, Autorità istituzionali, Organismi di Certificazione ed interessati a vario titolo, affinché non sia più possibile, in itinere, che alcuno possa speculare su una ignoranza diffusa, quella secondo la quale i Certificati di Qualità emessi da Organismi notificati “debbano” recare “l’imprimatur” costituito dall’ACCREDITO, pena la nullità dei documenti emessi.

Che cos’è l’ACCREDITO e chi ha titolo per emetterlo?

L’ACCREDITO, come è universalmente noto, è un “sigillo” che viene apposto sui Certificati di Qualità emessi da Organismi di Certificazione “notificati” e che dovrebbe, e sottolineo dovrebbe, garantire una maggiore credibilità ai certificati in circolazione. Ho usato il verbo “dovere” al condizionale perché l’ACCREDITO rappresenta una “scelta volontaria” degli Organismi di Certificazione, non già cogente ed obbligatoria, come talvolta si è portati a ritenere e, quindi, con la volontarietà della scelta se accreditarsi o no viene anche manifestata ed acclarata la sua discrezionalità.

Purtuttavia nel mondo della Certificazione è da sempre invalsa la consuetudine di utilizzare codesto “sigillo” perché è duopo pensare che l’avallo di un ACCREDITO aggiunga, alla maggior credibilità del documento, il prestigio e l’autorevolezza dell’Ente che l’ha emesso.

Ma da chi viene garantita codesta maggiore “autorevolezza e credibilità” che sottintendono rigorose verifiche effettuate sui comportamenti deontologici degli Enti di Certificazione? Da più Enti Accreditanti tra loro in concorrenza e che rappresentano realtà collegiali i quali si impegnano a garantire le ritualità ed il rispetto delle normative che sottintendono all’emissione dei certificati.

In Italia operano due Enti di Accreditamento: SINCERT e VERITAS-ALIM.

SINCERT, come è universalmente riconosciuto, rappresenta una realtà già consolidata e di più radicata e datata presenza sul mercato: è così nota la sua cospicuità da non necessitare che gli venga ulteriormente concessa una più diffusa visibilità, mentre, l’altro Ente di Accreditamento - VERITAS-ALIM - potrebbe rappresentare per alcuni Operatori una sorpresa professionale e necessitare, quindi, di qualche maggiore ragguaglio e di una più accentuata informazione e diffusione.

Per iniziativa di una Associazione di imprenditori (ALIM – Associazione Libere Imprese, Milano) è stato costituito il Gruppo Certificatori Indipendenti che aderisce ed applica gli stessi regolamenti internazionali di riferimento (tutti di ascendenza autoreferenziata come quelli cui si uniforma anche SINCERT) e disciplina la materia dell’ACCREDITO applicando severi e rigorosi controlli sui comportamenti deontologici degli Organismi richiedenti, esercitando di conseguenza il potere di rilasciare o revocare l’ACCREDITO e consentendo l’uso dell’acronimo - VERITAS-ALIM - sui certificati da emettere.

Con il benevolo intento d’essere esaustivo nel discettare di codesta delicata e poco conosciuta materia, voglio esercitarmi nel ricercare una intellettuale e non peregrina alternativa all’ACCREDITO, che rappresenta per gli Organismi di Certificazione un onere non lieve che si riverbera sul costo della certificazione e sui bilanci delle Aziende fruitrici, quella rappresentata dal disposto della Legge Bassanini sull’AUTOCERTIFICAZIONE.

La strada alternativa all’ACCREDITO che si potrebbe percorrere per garantire i terzi sulla assoluta e rigorosa aderenza ai Regolamenti Internazionali che sovrintendono all’emissione dei Certificati di Qualità da parte degli Organismi notificati è, quindi, quella di esibire, insieme ai certificati emessi, una “AUTOCERTIFICAZIONE” che, oltre ad essere una scelta gratuita e non gravare sul costo finale dei Certificati, comporta l’assunzione di una vera responsabilità immanente che, là ove fosse disattesa, attiverebbe le sanzioni previste dalla Legge per chi dichiara il falso.

Allora ci domandiamo e vi domandiamo, perché gli Organismi di Certificazione, consapevoli di codesta opportunità, non utilizzano questo responsabile e gratuito percorso? Forse per ignoranza, forse per vecchia consuetudine (prima della Legge Bassanini sull’Autocertificazione non vi era alternativa che subire l’ACCREDITO), forse per pigrizia, forse perché è sempre stato ritenuto più comodo e meno rischioso pagare anche profumatamente un Ente terzo che con il rilascio dell’ACCREDITO, solleva l’Organismo di Certificazione dalle rilevanti implicazioni e responsabilità inerenti l’eventuale uso improprio dell’Autocertificazione.

Codeste note vogliono rappresentare, per il Mondo della Certificazione, un serio ed articolato motivo di riflessione indirizzato alla ricerca di intelligenti esemplificazioni, quelle di un addetto ai lavori che ha l’ambizione di percorrere un modello comportamentale evolutivo e contestualmente quanto sommessamente suggerire una mirata, innovativa e coraggiosa elaborazione deontologica: l’intento è quello di pervenire ad una semplificazione delle ritualità obsolete e radicate in profondità nella pigra consuetudine dei pochi ignavi Operatori che non hanno l’ambizione di aggiornarsi.

Ottimisticamente mi piacerebbe aver sollevato qualche curiosità ed aver contribuito a sfatare qualche comoda consuetudine.

Sarei grato, a quanti avranno dedicato un poco di attenzione a codeste mie elucubrazioni etico-deontologiche, se mi facessero pervenire le loro riflessioni insieme al loro contributo di idee: gettare un sasso nello stagno delle antiche acque provoca sempre qualche sana reazione e mi auguro che queste mie non casuali “provocazioni” sortiscano l’effetto di stimolare una intellettuale condivisione e che, finalmente, il Mondo statico della Certificazione di Qualità si interroghi sulla maggiore Sua convenienza nel gestire il proprio maggior “vantaggio etico-deontologico ed economico”; il rovello la cui soluzione demando agli addetti ai lavori è quindi: meglio l’ACCREDITO o l’AUTOCERTIFICAZIONE?

La differenza tra i due modelli comportamentali non è infatti di poco rilievo perché, mentre l’ACCREDITO non è regolamentato da nessuna Legge dello Stato ma è semplicemente un avallo, che private realtà offrono a privati fruitori, l’AUTOCERTIFICAZIONE è invece disciplinata da una Legge dello Stato e comporta sanzioni penali per quanti l’utilizzassero in modo improprio.

L’ovvietà nella scelta rafforza il concetto che in Italia, con l’ AUTOCERTIFICAZIONE, si è voluto valorizzare il dato che il Cittadino è il soggetto ed insieme l’oggetto del diritto e, quindi, parrebbe ovvio e scontato che l’ACCREDITO venga ricondotto alla Sua funzione, quella di una scelta libera, volontaria e discrezionale degli Organismi di Certificazione piuttosto che una imposizione da tutti vissuta e subita come tale.

Parrebbe ovvio dicevo, ma così ovvio non è: Indistintamente tutti gli attori e gli operatori della realtà “Certificazione Qualità” rimangono ancorati ad una mera situazione rituale: quella di avvalersi dell’Accredito, che è e rimane, comunque, una realtà d’istituto.

Qualche tempo addietro, in Italia, v’era un solo Organismo di Accreditamento che governava il mercato (SINCERT) mentre ad esempio, negli Stati Uniti d’America, ove è nata la Certificazione di Qualità, operano più di 20 Enti od Organismi di Accreditamento al fine di non generare situazioni di monopolio ovviando, nello stesso momento, a realtà che possano ricondursi ad “una posizione dominante” sul mercato, ledendo il legittimo diritto alla concorrenzialità tra Enti che offrono i medesimi servizi.

In Italia, questo sacro e severo principio che governa il settore negli Stati Uniti, così come in tutti i Paesi a libero mercato, non era analogamente tutelato perché vi operava un solo ed egemone Organismo di Accreditamento (SINCERT) che, esercitando una posizione dominante e monopolistica (peraltro espressamente vietati dalla Legge Italiana e dall’Autorità Antitrust) imponeva alle Imprese costi e regole non negoziati tra le parti in causa bensì imposti aprioristicamente ad interlocutori supini ed acquiescenti quali per quieto vivere, quali per ignoranza, quali financo per mera convenienza in quanto parte in causa o succedanei acritici del sistema prima vigente.

Ora e finalmente, in Italia, è nato ed opera un concorrente a SINCERT, agguerrito e determinato: VERITAS-ALIM (Ente di Accreditamento Organismi di Certificazione).

SINCERT, Organismo prima egemone e monopolista, e che esercitava in aurea solitudine e proditoriamente una posizione dominante in dispregio alle regole di mercato e contro un preciso postulato di Legge, ora deve condividere il mercato, suo malgrado, con un concorrente analogamente istituzionale e quindi confrontarsi con un Organismo che si va rapidamente imponendo in ossequio al sano principio che la concorrenzialità anche esasperata, diretta, pregnante ed invasiva, possa consentire, con l’esercizio del libero diritto di scelta, di avvalersi finalmente del fornitore che, a parità di servizio, offra le condizioni più favorevoli e convenienti.

Come dice Guido Rossi su “Repubblica” del 20 settembre u.s. “ la politica e vorrei dire la filosofia dell’antitrust sta alla base del processo di globalizzazione in corso nel mondo. Una globalizzazione senza l’antitrust o meglio senza il gene dell’antitrust, si ridurrebbe al dominio del più forte sulla maggioranza dei più deboli con tutto ciò che inevitabilmente ne seguirebbe sulla “ferinità” del sistema ed il conseguente imbarbarimento sociale e culturale.”

Vorremmo con queste nostre riflessioni aver contribuito a rendere chiaro un concetto: non v’è libertà senza concorrenza e non v’è libertà senza la possibilità di scelta: non è libertà la condizione costrittiva ed illiberale che vede un imprenditore vittima e succube di un solo fornitore che, senza parametri, senza comparazioni e senza limiti negoziali, imponga regole e costi in assoluta posizione egemone e costringa il mercato in una posizione di vera sudditanza medioevale, ove la regola imperante sia solamente la regola del più forte, senza sè e senza ma.

Dr. Alessandro Felloni

Direttore Istituto Italiano Certificazione Qualità

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Torino 22-09-2003

UN ALTRO PASSO AVANTI

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All’Autorità di Vigilanza dei Lavori Pubblici

c.a. del Presidente Prof. GARRI e del Direttore Dr. PASCALE

A SINCERT

c.a. del Presidente Ing. Lorenzo Thione e del Diret. Ing. Alberto Musa

All’UNI

c.a. del Direttore Dr. MORELLI

A tutti gli Enti di Certificazione

Loro Sedi

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UN ALTRO PASSO AVANTI

Vogliamo documentare al Mondo della Certificazione di Qualità che ogni santo giorno è ricco di prospettive, di sorprese, di risultati e che parrebbe sufficiente aprire gli occhi, attivare un poco di curiosità ed aprirsi al nuovo, per raccogliere stimoli professionali e tradurli in operose opportunità.

Abbiamo protocollato presso l’Autorità di Vigilanza dei Lavori Pubblici il nuovo Ente di Accreditamento Organismi di Certificazione VERITAS-ALIM e di fatto abbiamo così sollevato da un grave imbarazzo e da una pesante condizione di illegalità strisciante (il Monopolio e l’esercizio di Posizione Dominante sono severamente vietate dalla Legge italiana) il nostro più quotato “dirimpettaio” – vedi concorrente – SINCERT.

Naturalmente, da persone di mondo, non ci aspettiamo che l’acuto, pragmatico ed illuminato Presidente pro-tempore di SINCERT Ing. Lorenzo Thione ci ringrazi per aver alleggerito l’“Associazione senza fini di lucro” che Egli presiede di un peso così immanente, e nemmeno ci aspettiamo che il Suo immarcescibile “valvassino”, Ing. Alberto Musa, si discosti dal Suo Mentore nell’esprimere un personale, indipendente quanto intellettualmente autonomo parere circa lo scampato pericolo.

Pericolo che l’Autorità Garante per la Concorrenza e del Mercato possa interessarsi allo scempio del diritto alla libera concorrenza, mutilato da tempo immemore e perpetrato da SINCERT con la loro opprimente presenza monopolistica sul “Mercato” della Certificazione di Qualità che, “graziosamente”, con l’avvento del concorrente VERITAS-ALIM parrebbe scongiurarsi.

Ma, come anche i benpensanti sanno, la riconoscenza (anche quella non richiesta né tanto meno sollecitata) è merce assai rara, della quale gli Idalghi della Certificazione e dell’Accreditamento sopra menzionati,

non sono certamente collezionisti.

Dr. Alessandro Felloni

Torino 28/07/2003

 

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C.so Buenos Aires, 77 - Milano

C.F. 05864160154

Tel. 02-67.38.24.51 - 66.71.12.47

Fax 02-66.71.06.50

e-mail :

assalim@iol.it

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sito Internet:

www.alim.it

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Oggetto: Inserimento di VERITAS-ALIM tra gli Enti di Accreditamento notificati c/o codesta Autorità

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Informiamo codesta Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici che presso ALIM (Associazione Libere Imprese) è stato costituito, per iniziativa del Consiglio Direttivo dell’Associazione, di concerto con gli Organi Direttivi del Gruppo Certificatori di Qualità aderenti/associati ad ALIM (vedi Statuto all’art. 35 titolo XIV) un Ente di Accreditamento Organismi di Certificazione che si identifica con l’acronimo VERITAS-ALIM.

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CHIEDIAMO

a codesta Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici di inserire VERITAS-ALIM tra gli Organismi di Accreditamento notificati presso detta Autorità.

La realtà di ACCREDITAMENTO Organismi di Certificazione (VERITAS-ALIM) si supporta con l’accettazione e la conseguente aderenza alle Normative Internazionali di riferimento (EA European Accreditation of Certification – IAF International Accreditation Forum) che ha fatte proprie e la cui autorevolezza e corretta applicazione vengono garantite ed acclarate dagli Organi Statutari dell’ALIM, allo scopo deputati. (come da Statuto allegato).

Come è dimostrato da un preciso Postulato Statutario, la ove gli Organismi di Certificazione o più in Generale le Realtà Professionali richiedenti l’Accreditamento VERITAS-ALIM non si rendessero degni di detto Accredito, su proposta del Consiglio Direttivo dell’Associazione, di concerto con gli Organi Direttivi del Gruppo Certificatori Qualità, verrebbe immediatamente revocato.

 

A supporto della citata aderenza ai Regolamenti Internazionali di riferimento alleghiamo documentazione cartacea relativa al percorso burocratico che sottintende l’iter di Accreditamento che è lo stesso adottato dalle realtà Accreditanti che operano in Italia ed in Europa.

Ad ulteriore supporto dell’aderenza ai Regolamenti Internazionali summenzionati, ai quali l’Accredito VERITAS-ALIM pienamente si uniforma e correttamente applica, alleghiamo Autocertificazione che, in ossequio alla Legge Bassanini, rappresenta una piena e totale assunzione di responsabilità per gli adempimenti che espressamente vi sono citati.

Confidando nell’accoglienza del contenuto di codesta nostra perorazione, porgiamo distinti saluti.

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Il Presidente Gruppo Certificatori Associato ALIM

Dott. Alessandro Felloni

DOCUMENTO ORIGINALE

Vedi Documento

SOLIDARIETÀ RESPONSABILE

(Istituto Italiano Certificazione Qualità,

Torino, 10 luglio 2003 )

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Spett.le  

TUV – c.a. Direttore Dr. Mastrorillo

UNI Ente Nazionale Italiano di Unificazione – c.a. Dr. Morelli

SINCERT – c.a. Presidente Ing. Thione

A tutti gli Organismi di Certificazione – loro Sedi

 

 

Una grande realtà aziendale comporta sempre responsabilità adeguate al ruolo che rappresenta e noi che operiamo in questo settore, quello della Certificazione di Qualità nelle diverse sue manifestazioni procedurali, (Certificazioni di processo, certificazioni di prodotto – marchio CE – Certificazioni ambientali, ecc.) abbiamo l’obbligo morale prima che deontologico di non stupirci ipocritamente e di non demonizzare acriticamente quando un nostro concorrente inciampa o incorre in un disagio o dilemma professionale.

Parlo dell’imbarazzo di TUV riferito, per i pochi che ancora lo ignorano, alla Certificazione di prodotto (marchio CE) che il più grande ed accreditato Ente di Certificazione tedesco, con sede operativa anche in Italia, ha rilasciato a supporto e garanzia delle valvole cardiache risultate poi difettose e che hanno seminato sconcerto e grevi quanto gravi preoccupazioni nei pazienti cui erano destinate insieme al devastante sospetto di un coinvolgimento deprecabile del mondo della medicina che ancora si interroga sul come mai questo incidente sia potuto accadere.

Noi dell’Istituto Italiano Certificazione Qualità vogliamo essere una voce fuori dal coro; non vogliamo intrupparci con coloro che ipocritamente si stracciano le vesti e trinciano giudizi aprioristici prima di sapere e conoscere, non siamo per la “carcerazione preventiva”, salvo poi rammaricarci con lacrimevoli perorazioni solidali allorquando il REO supposto risulterà scagionato: siamo invece dell’avviso che si è colpevoli solamente dopo che si è dimostrato d’essere tali, mai prima.

Colleghi di TUV, vogliamo essere vostri concorrenti leali ma vogliamo esprimervi con forza e comunque la nostra incondizionata solidarietà responsabile e pubblica.

In questa dolorosa situazione dovrete mettere in conto l’ostracismo dei benpensanti e dei Savonarola del diritto, insieme all’acrimonia generale. Noi Vi auguriamo che da codesta vicenda usciate fortificati perché preferiamo misurarci sul mercato con un concorrente forte, piuttosto che raccogliere le spoglie di un perdente.

Dr. Alessandro Felloni

L’ORGOGLIO D’ESSERE ITALIANO

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“Orgogliosi di parlare un decente italiano senza disdegnare di capire e parlare decentemente altro”.

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Ingegnere, ingegnere, ingegner Lorenzo Thione, è un piacere leggerla anche quando, con una vena di “leggiadro narcisismo intellettuale”, discetta del “sesso degli angeli”, in inglese.

Voglio esercitarmi a capire il perché ed il come mai “il nostro poliglotta della certificazione” ha scelto di usare il sito internet di SINCERT (sito di “divulgazione abituale del “VERBO” del nostro caleidoscopico pensatore”, rivolto a tutti gli Interessati al “sapere” di Certificazione) nell’intento, credo, di comunicare ai colti ed agli incliti il modello interpretativo di SINCERT, sulla controversa materia dell’Accredito.

Mi domando e credo tutti i Colleghi si domandino perché il comunicato SINCERT è in inglese? Perché il Nostro ingegnere “vola alto” e ritiene che tutti quelli “che desiderano abbeverarsi alla Sua fonte” debbono pagare un piccolo prezzo, quello di rispolverare antiche reminescenze scolastiche, allenandosi anche a consultare un buon vocabolario.

Egli usa un “alato presupposto”: gli incolti si acculturino se vogliono capire, diversamente cambino mestiere; quelli che non parlano l’idioma anglosassone non meritano attenzione alcuna, e se non capiscono è anche meglio.

Noi, graziosamente, pensiamo d’aver capito o meglio, abbiamo semplicemente letto “codesto effluvio di saggezza e sapienza professionali”.

Il Nostro “ELETTO”, Presidente pro-tempore di SINCERT, presume di rendere noto al mondo della Certificazione con cotanto anglosassone comunicato, ciò che è universalmente risaputo ma addomesticandolo però alle proprie finalità ed aspettative.

Asserisce,naturalmente senza contraddittorio, (ed è forse per non stimolare un vero contraddittorio che si rivolge al Settore “in lingua”, ovvero in inglese, anche se noi – come molti altri – avremmo preferito leggerlo in aramaico antico, idioma abituale al nostro poliglotta quanto famigliare al nostro mondo così esigente quando ricorre la necessità d’essere chiari, diretti ed espliciti nel comunicare od apprendere una notizia che non debba prestarsi ad interpretazioni di parte) che l’Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici ha delegato SINCERT alla gestione dell’articolo 28, relativo al settore edile.

Tenga presente caro ingegner Lorenzo che le Autority non fanno le Leggi (solo il Parlamento ha questo mandato) ma sono al servizio della Legge ergo, anche le “Determine.” delle Autority non vanno lette né considerate come fossero Vangelo.

E’ universalmente noto che in Italia non v’è alcuna Legge dello Stato che disciplini la materia dell’Accredito e nessuna Legge dello Stato o provvedimento governativo ha mai delegato SINCERT a codesta funzione.

Ella, caro esegeta della comunicazione d’impresa, si premura, sia pure in inglese, di addomesticare una anomalia del Settore alle Sue pur legittime aspettative ed aspirazioni ben sapendo che l’incertezza interpretativa in codesto delicato settore è tuttora in divenire.

Faccio un esempio per meglio chiarirLe, e chiarire al mondo della Certificazione un concetto che, traslato, può applicarsi a codesta controversa querelle.

In Italia le Aziende sono obbligate all’iscrizione camerale ma non hanno obbligo alcuno di iscriversi in Confindustria o presso altra Associazione sindacale di categoria.

Hanno però TUTTI l’obbligo di aderire e conformarsi ai Contratti Nazionali di Categoria che “ALTRI” hanno stipulati, anche se le Aziende non essendo iscritte da alcuna parte non hanno delegato alcuno a rappresentarle: è il Mercato che impone loro di adeguarsi anche contro il loro sentire e talvolta anche contro il loro interesse.

Analogamente accade nel nostro settore ove non esiste obbligo alcuno di accreditarsi, in ragione del fatto che la Certificazione di Qualità è e rimane una scelta volontaria ed ove nessuna Legge dello Stato ha delegato chicchessia a codesto incarico – nemmeno SINCERT – ed ove non esiste obbligo di Legge alcuno di mutuarsi con alcuna organizzazione sovranazionale, in un opinabile Mutuo Riconoscimento.

Purtuttavia, noi Enti di Certificazione Indipendenti Associati ALIM – Associazione Libere Imprese, Milano – abbiamo ritenuto utile, conveniente e responsabile “ADERIRE ED UNIFORMARCI” a codeste Convenzioni Internazionali, anche e perché il Mercato con queste Direttive ha famigliarità ed a Queste Direttive fa riferimento.

Quindi VERITAS-ALIM (Ente di Accreditamento Organismi di Certificazione) uniformandosi alle Normative Internazionali cui anche SINCERT aderisce e si uniforma, ha gli stessi titoli e diritti del Suo più vetusto concorrente.

Ho usato, per SINCERT, il termine “vetusto” non a caso perché so che “i vecchi” debbono essere amati ed onorati anche nelle loro debolezze e noi di VERITAS-ALIM amiamo e rispettiamo il “vecchio SINCERT” non foss’altro perché gli riconosciamo d’aver “tracciato il solco” e creato i presupposti di Mercato ai quali anche Noi aspiriamo pervenire ma ….. “ l’amore non è cieco o scevro di amabili critiche”.

Ai vecchi è buona e lodevole prassi testimoniare il credito che meritano insieme alla critica, al fine di conseguire il loro migliore interesse, senza per questo scendere di tono o a qualche sgangherato ed avvilente compromesso.

Noi andremo avanti per la nostra strada anche in salita consapevoli e certi che anche le salite finiscono ma che raggiunta la meta avremo il premio di gustare vasti orizzonti che sono patrimonio di tutti e non delegati ad alcuna casta.

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Dr. Alessandro Felloni

“INVESTIRE SUL FUTURO”

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Investire sul futuro – secondo Fazio, Governatore di Bankitalia – vuol dire investire sui giovani, sulla famiglia, sui “saperi”, in un contesto in cui la concorrenza è innanzitutto competitività.

Il Governatore sottolinea che “va drammaticamente ridotto il numero dei procedimenti amministrativi e cognitivi necessari per avviare iniziative economiche ed incentivare e motivare la concorrenza tra i soggetti del Mercato”.

Il Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, più nota come Antitrust, Giuseppe Tesauro, dichiara che “ al Mercato serve più concorrenza: ne serve proprio di più; troppi monopoli frenano la nostra economia”.

Per Lui, “l’ancora insufficiente apertura del Mercato è una zavorra per la competitività; oggi stimolare la concorrenza è ancora più fondamentale”.

Sostiene “che c’è la scarsa concorrenza dietro al declino dell’economia italiana” ed assai preoccupato precisa che “vede affievolirsi la spinta all’apertura del Mercato in ogni settore dell’impresa e dei servizi ed aggiunge che “nella fase attuale occorre un rinnovato vigore per stimolare la concorrenza in sintonia con l’Europa; è importante non disperdere le risorse materiali e ideali investite”: Insomma “bisogna recuperare la tensione dispersa”.

Ancora, prosegue, “credo che l’assenza o l’affievolirsi della concorrenza sia una delle ragioni di declino del Paese”, e lamenta che i “comportamenti e la mentalità delle imprese, non corrispondenti ad una vera concorrenza e competitività, insieme alle troppe regole che ingessano il Mercato, sono la vera iattura allo sviluppo del Sistema Paese.

Il Presidente di Confindustria Antonio D’Amato ricorda l’esigenza di aprire più spazi al Mercato e alla competitività: ci sono molte liberalizzazioni da fare, penso innanzitutto ai servizi all’impresa ed aggiunge che la mancanza di concorrenza ingessa il Mercato e penalizza le Aziende.

“Pareri illuminati ed analisi oggettive di personalità dell’economia dell’Industria e delle Istituzioni, la cui tensione morale e la cui preparazione professionale sono indiscusse”.

Constatiamo rammaricandoci, che nel nostro mondo, “invece di andare verso il futuro” si va verso il Medioevo, e ci si ancora a modelli ottocenteschi ove “i padroni delle ferriere” dettavano leggi e comportamenti ed imponevano, al “piccolo mondo dell’imprenditoria”, il monopolio del potere indiscusso ed indiscutibile della prevaricazione.

“Allora non c’era l’Antitrust e non v’erano che pochi cervelli illuminati; c’erano solo bisogni, ed è sui bisogni che i monopolisti speculano da sempre per imporre salari da fame e regole insopportabili”.

Non vogliamo che nel mondo della Certificazione, nel “nostro piccolo mondo”, imperi chicchessia, ma ci attiveremo affinché le posizioni di monopolio o dominanti vengano contrastate e dismesse.

Auspichiamo che una sana ed intelligente concorrenzialità aiuti il Mercato a crescere e salutiamo come una “benedizione” la nascita e l’operatività di un nuovo e dinamico Organismo di Accreditamento, VERITAS-ALIM.

In una dialettica e dinamica competitività e concorrenzialità con SINCERT, VERITAS-ALIM contribuisce a rendere il nostro statico settore più aperto alle esigenze deontologiche e di bilancio delle Aziende e più attento alle esigenze di modernità.

La concorrenza a SINCERT di VERITAS-ALIM, contribuisce allo snellimento delle procedure “investendo così sul futuro” che va nella direzione dell’abbattimento delle vecchie e costose paratie formali, prive di contenuto oggettivo, come è nelle aspettative e nei suggerimenti delle Autorità sopra menzionate.

Dr. Alessandro Felloni

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SINCERT RISPONDE: QUALE DEGNAZIONE!

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Il 21 maggio u.s. leggiamo un “pensoso” comunicato SINCERT – sempre a firma dell’ “Illuminato” Suo presidente Ing. Lorenzo Thione – che ha un titolo ammiccante ed allusivo: SINCERT RISPONDE.

Non capiamo, e pensiamo che come noi anche altri non capiscano, a chi sia diretto codesto “messaggio in codice” di natura messianica e subliminale, ma esplicitato con una sottolineatura che ne rafforza il “rumoroso” significato, quasi si voglia intendere: adesso puntualizzo e circoscrivo il mio territorio affinché sia manifesto a tutti, e chiaro a chi so io, che le regole “morali e deontologiche” di riferimento sono quelle che ascendono solo dalla mia statura, dal mio ruolo e dal mio “riconosciuto” spessore deontologico e morale.

Ingegnere, si dice in Lombardia, scenda dalla pianta o meglio, scenda dallo sgabello sgangherato dal quale pensa di governare ciò che nessuno Le ha demandato; il tempo messianico dei profeti non Le appartiene mentre “Le compete un piccolo ruolo”, quello affidato ad un funzionario pro-tempore di una realtà autoreferenziata che vuole ritagliarsi un ruolo istituzionale dibattendosi tra labirintiche quanto opinabili giustificazioni che nessuno ha chiesto loro e che nessuna Autorità dello Stato ha loro incaricato di rappresentare.

Ora scendo in dettaglio a rilevare “qualche perla” che sempre generosamente il “nostro autoreferenziato Profeta” ci ha regalato con la Sua generosa prosa che, mentre vuole affermare un principio, contestualmente ne inficia il significato con aggettivazioni e sostantivazioni di segno opposto.

A pag: 2 ultimo capoverso che recita: La conformità delle Regole Tecniche (es. Direttive), spesso indicata con il termine certificazione obbligatoria, garantisce solo il rispetto dei requisiti essenziali e rappresenta quindi un livello basico di qualità, importante ma non necessariamente esaustivo.

Ovvero, ciò che “spesso” viene indicato con il termine Certificazione obbligatoria, potrebbe invece voler dire, per SINCERT, che se una norma è “spesso” considerata obbligatoria, altre volte è invece da considerarsi facoltativa?

E’ inquietante e chiaro il concetto: ciò che è facoltativo è anche, “spesso obbligatorio”.

Più chiaro di così !

Ma proseguiamo a leggere il “chiarissimo capoverso” che continua: garantisce solo il rispetto dei requisiti essenziali ecc…….

Ovvero: Attenzione, le garanzie cui fa riferimento SINCERT “sono riferite solamente ai requisiti essenziali” mentre tutti gli altri sono, evidentemente, di applicazione discrezionale quanto opinabile ma, la chiarezza di codesto “chiarissimo” capoverso non esaurisce il concetto “aulico” sopra citato, e non informa quali sono le norme essenziali e quali opinabili, forse perché sono tutte opinabili oppure l’interesse a tenerle occultate e segrete prevale sull’interesse a renderle palesi.

Più chiaro di così !

A pag. 5, capoverso 3:

Chi è SINCERT e qual è la Sua Missione.

E’ illuminante il titolo di codesto capoverso: SINCERT non si è data degli “obiettivi od una funzione” – come farebbe una qualsiasi “Associazione” che opera in un mercato, consapevole che il Suo ruolo è quello di “vendere servizi o prestazioni di supporto alle Aziende”, SINCERT ha una Missione.

La presunzione non ha limiti, supera anche il comune pudore e buon senso.

Il Suo Sacerdote massimo – Ing. Lorenzo Thione – è un unto dal Signore che assolve la Sua Missione avendo il coraggio di rendere pubblico codesto Suo destino messianico: non vuole correre il rischio d’essere frainteso e quindi dichiara “corum populi” il proprio destino, quello di “Missionario della Certificazione” cui però NESSUNO ha consegnato alcuna Missione bensì l’incarico, assai più prosaico, di curare i bilanci e che siano floridi, altrimenti…….

Sempre allo stesso capoverso 3, SINCERT si dichiara “Associazione senza fini di lucro” ovvero una “aggregazione di puri ed altruisti” che operano però con un tariffario così minuziosamente dettagliato, così discrezionale nella sua applicazione quanto così esosamente concepito, che rimando tutti al Loro sito per constatare la speciosità di cotanta tronfia quanto “leggiadra” affermazione di disinteresse e di puro altruismo missionario.

Nemmeno gli “anacoreti” della comunicazione avrebbero tanta sfrontatezza nel testimoniarsi come invece si testimonia SINCERT, Associazione “senza fini di lucro”.

Più chiaro di così !

A pag. 6, prima riga, che recita: …… accertandone la conformità ai requisiti istituzionali, organizzativi, tecnici e morali stabiliti……….

SINCERT si Autoproclama depositaria del Diritto di verifica – che però nessuna Legge dello Stato ha loro conferito – dei “Requisiti Istituzionali” (vorremmo sapere cosa intende SINCERT ed il Suo Sacerdote massimo pro-tempore per “Requisiti Istituzionali” …….. è probabile che questi non dichiarati ed algidi “Requisiti Istituzionali” siano così citati perché fanno fino ovvero, perché il termine è così sibillino quanto onnicomprensivo di aspetti allusivi che il solo citarne l’acronimo “Istituzionale” riverbera in chi lo cita un ritorno di credibilità e prestigio.

La credibilità ed il prestigio si conquistano sul campo caro “Don Abbondio della Certificazione”, non ci si appropria di rituali che non Le appartengono.

Oltre al requisito, supposto Istituzionale, SINCERT si arroga il compito, meglio la Missione, di verificare anche quelli organizzativi, tecnici e morali.

Avete letto bene, anche i requisiti morali.

SINCERT ed il Suo Pontefice, si vogliono sostituire al Padreterno, al Papa, ai giudici, alla pubblica opinione.

Essi, come “Demiurghi della Certificazione”, emettono pagelle, discriminano i belli, brutti e cattivi ma soprattutto quelli che “moralmente” sono discutibili. Ovviamente secondo il loro codice morale che è quello dei conclamati moralizzatori che mentre vedono la pagliuzza negli occhi altrui ovviano di vedere la trave nei loro.

Come dice il proverbio: Dio mi scampi e liberi dai moralizzatori di professione.

Pag. 7, primo capoverso:

Le regole di SINCERT sono conformi alle norme e guide internazionali applicabili e sono continuamente perfezionate e messe a punto, tramite meccanismi basati sul consenso, attraverso appositi Gruppi di Lavoro a cui possono partecipare tutti i Soggetti interessati alle attività di accreditamento e certificazione.

Il sistema di accreditamento gestito da SINCERT è pertanto un sistema “aperto” e non autoreferenziale, le cui componenti “burocratiche” sono ridotte al minimo indispensabile ed i cui costi sono commisurati all’effettivo valore aggiunto derivante dal servizio fornito.

Ribadiamo:

Sono continuamente perfezionate e messe a punto tramite meccanismi basati sul consenso, ……….

Ovvero le regole che SINCERT impone autocraticamente al mercato sarebbero aggiornate e messe a punto continuamente tramite meccanismi basati sul consenso.

Questa è una affermazione così demagogica e così priva di contenuto pratico da suonare falsa come il suono di una giara rotta.

Ma di quale consenso parlate, di quale consenso ciarlate se non del Vostro consenso interno ?

Chi legge è portato a pensare che per consenso si intenda quello negoziato ed espresso dalle parti in causa attraverso un sano contradditorio il cui risultato media tra complementari esigenze, questo intende il Mercato.

Cosa intenda invece l’Esegeta di SINCERT - Ing. Lorenzo Thione – lo sa solo Lui; noi aspettiamo un chiarimento anche solo letterale del Suo assunto ma siamo certi che la nostra aspettativa insieme a quella del Mercato rimarrà lettera morta.

Continua lo stesso capoverso. Il sistema di accreditamento gestito da SINCERT è un “sistema aperto” e non autoreferenziale ecc.………….

Ci spieghi e ci illumini, “caro professore”, cosa si intende per “sistema aperto”, contrapposto a quello non autoreferenziale.

E’ aperto a chi, a che cosa e cosa significa contrapporlo a quello da Voi dichiarato non autoreferenziale, usandolo quale elemento di chiarezza per meglio esplicitare la non autoreferenzialità.

Parrebbe intendersi che un sistema aperto (a chi, a che cosa, in riferimento a quale mitico concetto luminoso) chiarisca che, il modello di riferimento comportamentale “aperto” di SINCERT, renda evidente che non è autoreferenziato.

Machiavelli, che di labirintiche interpretazioni concettuali era ritenuto un maestro, nei confronti del nostro Sant’uomo (Ing. Lorenzo Thione) si manifesta essere uno scolaretto alle prime esperienze di vita.

Continua il capoverso al n° 4, sempre a pag. 7:

Per ottenere l’accreditamento SINCERT gli Organismi di Certificazione e Ispezione devono soddisfare ai requisiti istituzionali, tecnici, organizzativi e morali 

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Ora è più chiaro, i requisiti morali sono stabiliti da Norme e Guide internazionali, nonché dai Regolamenti e dalle Prescrizioni SINCERT.

E’ lapalissiano che il concetto morale non sia merce da esportazione o di importazione, bensì un concetto legato alle leggi, consuetudini e costumi riferiti ai territori di cui sono espressione, che fare riferimento ai parametri internazionali oltrechè un non senso giuridico è una miseria intellettuale.

Capoverso 5, pag. 8:

In cosa consiste l’opera di controllo svolta da SINCERT?

L’attività di valutazione da parte di SINCERT non si esaurisce con la concessione dell’Accreditamento. L’Organismo accreditato viene sottoposto periodicamente a visite di sorveglianza…………

E’ veramente pietoso riscontrare la tendenza di SINCERT di confondere (maliziosamente?) le pie e buone intenzioni, i comportamenti deontologici di facciata conclamati come abituali (anche perché così dovrebbe essere e quindi già nell’enunciazione gratuita che nessuno Le ha chiesto alberga il dubbio che in SINCERT si rifacciano a situazioni di maniera) con la realtà operativa nostrana.

I casi noti all’universo mondo (e spero anche ai componenti dell’Accordo Multilaterale che prevede controlli però così problematici, non foss’altro che per le distanze geografiche esistenti tra il Controllore ed il supposto Controllato) quelli che abbiamo già denunciati nella nostra comunicazione di qualche giorno addietro e riferiti ai casi Certiquality, TUV e RINA che pur spendendo l’Accredito SINCERT sui loro Certificati sono incorsi in incidenti di percorso di una tale gravità da sconcertare anche i più disponibili e disinvolti cultori della tolleranza.

SINCERT ha concesso – “a pagamento, badate bene” – il Suo Autorevole Accredito che avrebbe dovuto originare un controllo severo – come starnazza di fare SINCERT con la conclamata Sua acutezza di comunicazione – ma che nei fatti NON HA EFFETTUATO, e sapete perché? Perché i grandi Enti di Certificazione godono dei diritti di extraterritorialità, sono degli Alieni per SINCERT ed a codeste realtà è duopo consegnare credito ed autorevolezza indiscussi e quindi, nei loro confronti, i controlli di SINCERT rappresentano una variante in corso d’opera.

Capoverso 8 e capoverso 9 a pag. 10:

Il primo recita: Perché i Clienti e gli Utenti e Consumatori dovrebbero rivolgersi ad un fornitore “certificato” o scegliere direttamente un prodotto/servizio o persona certificati sotto Accreditamento SINCERT?

Perché le Certificazioni Accreditate rappresentano la miglior garanzia dell’effettiva capacità dell’oggetto della Certificazione di fornire i risultati attesi e soddisfare i bisogni associati.

Certificazioni prive delle garanzie offerta dall’Accreditamento possono avere scarsa o nulla validità - dal momento che non vi è evidenza oggettiva della competenza e serietà professionale dell’Organismo che le ha rilasciate – e possono comportare gravi rischi e danni per il sistema istituzionale, sociale ed economico a cui sono destinate……..

La supponenza di codeste enunciazioni è nei fatti riscontrabile anche da chi non è aduso leggere maliziosamente la comunicazione edulcorata e condita di tendenziali buone intenzioni che nei fatti non vengono praticate se non nei confronti dei deboli o supposti tali, mentre nel confronto con i grandi SINCERT adotta speciosi quanto non richiesti atti di fede.

Dice un proverbio: il pregiudizio è segnale di un vizio.

Ovvero, è inutile alambiccarsi nel tentare di demonizzare i concorrenti con enunciazioni di natura subliminale del tipo dico e non dico ma intanto semino perplessità e dubbi sui supposti comportamenti leggiadri altrui, nell’intento assai problematico quanto incerto di valorizzare i propri aulici comportamenti: non paga, non pagano né il pragmatismo né la demonizzazione gratuita, perché i destinatari del messaggio sono adulti e vaccinati ed ormai coltivati alla intelligente interpretazione dei fatti.

Aggiunge il capoverso di mezzo: Per gli Operatori della valutazione di conformità, validamente Accreditati, che devono subire una concorrenza sleale da parte di chi, “quanto meno”, non sostiene gli oneri tecnici ed economici correlati ad un valido accreditamento………..

SINCERT ritiene evidentemente che solo chi paga e profumatamente, direi ossessivamente, i Suoi servigi può essere credibile mentre chi onora deontologicamente il proprio compito d’istituto confrontandosi lealmente con il Mercato - che è il Solo Giudice delle capacità di un Imprenditore – solamente perché si affida al concorrente di SINCERT, VERITAS-ALIM, che ha il senso della misura e rispetta soprattutto il portafoglio oltrechè l’intelligenza dei propri interlocutori, non può essere affidabile o quantomeno potrebbe non esserlo.

L’infingardaggine non ha limiti come non ha limiti la presunzione così maliziosamente praticata ed espressa in codesto capoverso.

Ma l’acme, la vetta dell’intelligenza comunicativa di SINCERT viene raggiunta da quel “Curato di Città” che, a differenza del Don Abbondio di manzoniana memoria che invece era un povero curato di campagna, viene rappresentato efficacemente dall’etereo Presidente di SINCERT allorquando al capoverso 9 della stessa pagina sotto il titolo ad effetto, Quando è “obbligatorio” disporre di Certificazioni Accreditate? Recita testualmente: ………tale scelta, tuttavia, è “ispirata” in misura crescente dal libero mercato (che giustamente richiede garanzie sulla qualità dei servizi di valutazione di conformità di cui si avvale), nonché più o meno direttamente “imposta” dalla committenza pubblica, ove la qualità di tali servizi sia rilevante per la tutela degli interessi pubblici generali……

Avete letto bene, il nocciolo della Lezione di autoreferenzialità e di opinabilità del diritto di SINCERT a pontificare ieraticamente sul nostro mondo è, più o meno, direttamente “imposto” dalla committenza pubblica.

Non credo ai miei occhi: più o meno.

Insomma, caro e simpatico Ing. Lorenzo, quanto è più e quanto è meno?

Ci illumini almeno se è più o meno ovvero se il più o il meno lo decide Lei o chi eventualmente lo determina.

Ci sembra di leggere il copione di Zelig o quello delle Iene (a proposito Vi rimando al sito delle iene:

www.iene.it

ove troverete ampia testimonianza della deontologia abitualmente praticata da SINCERT e dai Suoi comprimari).

Capoverso 10, pag. 11 che recita: SINCERT ha predisposto apposite prescrizioni contenute nei seguenti documenti…….

SINCERT studia e ponza, medita e riflette, nella persona del Suo Mentore Massimo Thione Ing. Lorenzo, quali altre occasioni di business applicare al Mercato, sempre ed ovviamente secondo il “solito disinteresse” ed il solito copione per leggere il quale basta fare riferimento al capitolo di spesa rappresentato dal tariffario che, con la abituale lealtà SINCERT rende pubblico, e da chiunque consultabile ma purtroppo, da nessuno negoziabile; diamine, SINCERT è una “Associazione di benefattori” senza fini di lucro!

Il capoverso 10 continua a regalarci perle e recita: ………esso prevede inoltre una sia pur limitata attività di monitoraggio nel tempo, mediante la prescritta convalida triennale………

SINCERT, generosamente prevede una “sia pur limitata attività di monitoraggio” mediante la prescritta convalida triennale.

SINCERT insomma, si preoccupa di tranquillizzare il Mercato già in fibrillazione dopo aver letto codesto comunicato fiume col quale informa che la Sua attività di monitoraggio – “sia pur limitata” – è comunque certa quanto discrezionale ergo, state tranquilli saremo discreti, sottintende, ma……… Attenzione saremo sempre presenti e pronti ad emettere fatture corrispondenti agli importi dei controlli che, sia pure nel rispetto di una triennalità, comporterà le “gradite ed affettuose sorprese” corrispondenti a visite ispettive che graziosamente vi faremo di soppiatto.

A pagina 13, sotto il titolo Certificazioni volontarie, SINCERT ci ribadisce la assoluta volontarietà delle scelte che gli Organismi di Certificazione e le Aziende possono effettuare sono ribadite anche se nel proseguo della Sua comunicazione, tenta sempre di seminare la cogenza delle scelte cui il Mercato deve ispirarsi; cogenza che deve però essere sempre assistita nella sua spendibilità dell’Accreditamento SINCERT.

Insomma, SINCERT è in controtendenza alla propria tendenza che è quella del dire e non dire ma nel contempo però affermare ciò che è opinabile affermare.

Capoverso 13, pagina 14 sotto il titolo: Chi controlla SINCERT? Cosa sono gli Accordi Multilaterali di Mutuo riconoscimento?

Al secondo capoverso recita: …….Un primo controllo sugli operati degli Enti di Accreditamento è assicurato dall’azione di indirizzo e sorveglianza svolta dagli stakeholders (tra cui le Pubbliche Autorità)………..

Nelle righe successive attenua il concetto così rigorosamente quanto pomposamente prima enunciato e dichiara che, però………trattasi di un controllo ”interno” esso potrebbe non risultare esente da “sospetti” di “autoreferenzialità”.

E’ esilarante questo capoverso: chi sa cosa sono gli stakeholders? (fra cui le Pubbliche Autorità). Solo il colto demiurgo che presiede le ritualità messianiche in SINCERT – Ing. Lorenzo Thione – e pochi altri, e tra questi anche noi lo sanno.

Ma questa scelta ovvero quella di parlare solo agli eletti è nel DNA del Nostro, Egli non parla al volgo, si intrattiene solo con l’Olimpo.

Prosegue poi lo stesso capoverso: Per essere membri di EA (o IAF, ILAC) gli Enti di Accreditamento devono fornire evidenza della loro concreta operatività e questa deve risultare conforme (quanto meno su base documentale) ai requisiti delle Norme e Guide applicabili.

I membri di EA, Organismo cui nessuna legge di alcuno stato ha demandato curatela alcuna, devono fornire prova della propria operatività (quanto meno su base documentale).

E’ quasi incredibile che il mondo della Certificazione con tutto quanto comporta e per gli interessi che muove, sia affidato ad un organismo autoreferenziato che per affiliare nuove realtà si “accontenta”, quanto meno, di analizzare l’operatività dei candidati su base documentale, esibita dagli stessi interessati.

Spero che codeste mie riflessioni trovino qualche solerte lettore e qualche Realtà del nostro mondo che condivida almeno il dubbio che, chi si è arrogato il diritto di pontificare ed indirizzare i comportamenti e le aspettative che governano la realtà ove operiamo, rappresenti solo Se stesso ed interessi corporativi non sempre condivisibili e spesso discutibili.

Chi tra noi non ha ancora portato il cervello all’ammasso – e so che sono i più – ha l’obbligo morale ancorché l’interesse – di interrogarsi e promuovere individualmente o meglio collegialmente qualche intelligente correttivo; lo merita il mercato, lo merita il nostro interesse di operatori, lo esigono le Aziende e non nuocerebbe nemmeno a SINCERT che del nostro mondo ha rappresentato e rappresenta una cospicua realtà.

Caro Ingegnere, ed esimio e chiarissimo signor Lorenzo, per quanto faccia, per quanto” rumore” tenti di fare e per quanto fumose ed opinabili opinioni Ella esprima attraverso i suoi coloriti quanto fluttuanti corsivi, nell’intento, per altro mai compiutamente manifesto e per quanto allusivamente a noi invece indirizzato, Ella è a me personalmente assai simpatico e spero e mi auguro che non mi tolga, per il futuro, il piacere di risponderle quando vorrà – perché certamente vorrà – darmi l’abbrivio di correlare le mie modeste opinioni alle Sue auliche quanto “gradite intemerate”.

Nella sostanza Ella non ha risposto ad alcuno ma ha voluto, narcisisticamente quanto ludicamente, coltivare il vezzo di parlare a Se medesimo, consapevole com’è di non parlare al Mercato, e men che meno agli addetti ai lavori che già da lunga pezza sono al corrente di quanto si è premurata di veicolare con i Suoi comunicati fiume.

Ma il “Nostro cultore della didattica dell’ovvio” ha voluto ugualmente “dispensarci il nettare del Suo sapere” nel nobile quanto stucchevole intento di aculturare “il gregge di pecore” cui è solito far pervenire il sermone periodico e qualche briciola della Sua arcaica munificenza intellettuale e professionale.

La sana ed auspicabile concorrenza posta in essere tra Organismi di Certificazione “per conquistarsi un posto al sole”, nel difficile e problematico settore dei servizi alle Aziende, Li ha resi attenti e responsabili nella consapevolezza che il Mercato premia solo i migliori che, se vogliono sopravvivere, debbono offrire un prodotto o servizio al prezzo più conveniente, a qualità comparata.

A differenza di come è adusa comportarsi SINCERT che, invece, preferisce demonizzare il concorrente nella vana speranza di neutralizzarne la penetrazione in quello che considera autocraticamente il SUO MERCATO. (Suo di proprietà, non suo nel senso più lato del termine ovvero che lo potrebbe conquistare confrontandosi lealmente in una competizione professionale che premi il migliore, il più capace e lungimirante, quello in grado di offrire un servizio all’altezza delle migliori aspettative delle Aziende, al prezzo più competitivo).

SINCERT ed il Suo versatile Presidente semplificano il concetto: siamo arrivati prima di altri sul Mercato e “non ammettiamo deroghe al nostro diritto” che, di fatto, ci autorizza ad esercitare il titolo al monopolio, alla posizione dominante ed all’esclusiva di Mercato.

Chiarissimo Ing. Lorenzo Thione, in nome e per conto degli interessi generali e del Mercato, Le ripetiamo tutti in coro: “Signor Presidente emerito” si adegui; il Mondo della Certificazione è più maturo di quanto Ella possa immaginare e non ha assolutamente bisogno di tutele, ha la necessità di un confronto intelligente e leale che lo aiuti a crescere, indicandogli la strada più diretta e meno labirintica per centrare gli obiettivi di bilanci aziendali sani e quelli, non meno auspicabili, della soddisfazione del Cliente, cui destiniamo tutte le nostre premure professionali.

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Con “rispetto e deferenza” 

Suo Alessandro Felloni

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RISPOSTA AD UN ARTICOLO DEL “CORRIERE DELLA SERA”

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a firma, ALESSANDRA PUATO, dal titolo 

“CERTIFICAZIONI: I BIG DENUNCIANO”,

VENDITORI DI BOLLINI BLU, 

“TANTI CONTROLLORI DI SCARSA QUALITA’” 

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Il limite della vergogna non ha limite.

La supponenza e l’insipienza di chi analizza il prossimo – spesso non avendo elementi di valutazione se non quelli della propria miopia – senza fare un esame introspettivo e senza specchiarsi per paura di vedere riflessa la propria opinabilità, rappresentano i tipici comportamenti di chi non vuol pagare dazio alla personale pochezza.

I Big denunciano che il “Mercato” della Certificazione annovera qualche realtà che – a loro specioso modo di vedere – non opererebbero “secondo le loro regole” (attenzione, non secondo “le regole del Mercato”, ma secondo le “loro regole”) e “si stracciano le vesti”.

Ora vorrei ricordare a tale Signor Nicola Mastrorillo, uno dei supposti Big soprammenzionati, (Direttore di TUV Italia, Organismo di Certificazione Tedesco con sede operativa anche nel nostro Paese) che il Suo Istituto è stato protagonista di alcuni casi inverecondi (riportati da tutta la stampa nazionale e quindi noti all’universo mondo) e tra i più problematici ed emblematici, per quanto attiene alla corretta definizione nell’applicare la deontologia nell’emissione dei succitati “bollini blu” (parlo di Certificazioni emesse da TUV, con una così “disinvolta premura” da sconcertare ed avvilire anche i più disinvolti).

Al Signor Mastrolillo nessuno ha demandato l’incarico di rilasciare abilitazioni o patenti professionali; Egli stesso dovrebbe prima “esaminare” con decoro, decenza ed onestà intellettuale, gli anomali comportamenti del Proprio Istituto, premurandosi di verificare con maggiore puntualità “i controllori di scarsa qualità” che operano all’interno dell’Istituto che dirige, preoccupandosi contestualmente anche della Sua personale co-responsabilità (come Direttore di TUV Italia) nell’emissione di Certificati di “incerta qualità” che – come a tutti è noto – è occorso di licenziare con il Suo avallo o, ancora peggio, senza il Suo avallo.

Parlo dei Certificati emessi per “garantire l’efficienza delle valvole cardiache” che hanno generato tanta apprensione e sconcerto nel mondo della medicina e dei destinatari di codesto vitale supporto, parlo della vicenda Tacker, il cui “oggetto misterioso” che tanti danni ha procurati al mercato, con l’avallo di una Certificazione TUV, ha seminato disperazione in tante famiglie che hanno dato credito a cotanta teutonica garanzia, parlo di ecc. ecc.…… e potrei continuare nell’elencazione di casi macroscopici che hanno per co-protagonista l’Istituto diretto da codesto “esegeta della correttezza” che mentre richiede eroismo da parte di tutti, pontificando di deontologia quasi fosse San Luigi Gonzaga, nei fatti si comporta come un comune mortale cui non difettano i difetti che però Egli minimizza anzi, rimuove dalla memoria non ricordando nemmeno che il mondo cui si rivolge la mantiene intatta e si pone preoccupate domande sulle vicende che lo vedono direttamente coinvolto.

“E’ triste rilevare l’impudenza in chi denuncia le problematiche comportamentali altrui, nelle quali però anch’egli si dibatte giocando a rimpiattino con se stesso e negandone financo l’evidenza, ma glissa pietosamente sulle ipotesi che lo vedono coinvolto in prima persona”.

Evidentemente ciò che è triste per l’uno può essere la gioia per l’altro quindi, se la denuncia proviene da “cotanto campione della deontologia e della moralità pubblica” e se per Questi il denunciare anomalie rappresenta l’acme della felicità, lo esortiamo a continuare: si scaverà la fossa con la propria miopia e leggiadria professionale.

Sottovalutare la capacità critica del Mercato e l’intelligenza altrui non è un peccato veniale, è un vero peccato di presunzione e superbia professionali che non si perdonerebbero nemmeno a San Luigi Gonzaga, figuriamoci a tale Signor Mastrolillo, Direttore pro-tempore di TUV, Ente di germanica ascendenza.

Il Mondo della Certificazione, in Italia, ha la memoria lunga e sa compatire i “moralizzatori da salotto”, specie se rappresentano solo Sè medesimi e le proprie miopi convinzioni: tanta acqua è passata sotto i ponti della deontologia autoconsolatoria e conclamata ma sovente non applicata, per preoccuparci della poca acqua che va dispersa attraverso i “rivoli moraleggianti” dei Ponzio Pilato della Certificazione.

Dr. Alessandro Felloni

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COSA SI INTENDE PER “ASSOCIAZIONE SENZA FINI DI LUCRO”?

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Si intenderebbe una “Aggregazione di Filantropi” che, per vocazione all’altrui benessere, prestano volontaristicamente la propria opera, la propria esperienza, il proprio tempo e le proprie risorse intellettuali al servizio dei terzi.

Ovviamente parrebbe logico ritenere per terzi, tutte quelle realtà che necessitino di ausilio, aiuto ed assistenza non essendo capaci o non avendo strutture adeguate a sopperire alle proprie necessità quotidiane o di prospettiva.

SINCERT, come “Associazione di Volontariato” si dichiara “apertis verbis” e con malcelato orgoglio una “Associazione senza fini di lucro” salvo poi minuziosamente dettagliare, in un preciso tariffario, “quanto costa ogni singolo respiro” che, per sopravvivere, i bisognosi dei Suoi servigi debbono mettere in conto, altrimenti?

Altrimenti, questa benemerita “Associazione di Altruisti del Volontariato”, chiude il rubinetto dell’ossigeno ed i Malcapitati Aspiranti al Suo aiuto si ritrovano a boccheggiare o a perire.

Leggiamo “altre perle” nella comunicazione d’Istituto che rimandiamo alla considerazione dei già numerosi e divertiti lettori del nostro sito internet, quella relativa alle Autorevoli Realtà che hanno contribuito alla nascita di SINCERT nel 1991.

Tra queste, anche l’UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione), che però nel 2001 è uscito da SINCERT sbattendo la porta per aver riscontrato, persino lì, “posizioni di conflitto d’interessi”.

Ora ci domandiamo, o meglio, immaginiamo, quale travaglio abbia motivato questa drammatica decisione da parte dell’Ente di Normazione Italiano ed immaginiamo, senza molto sforzo, l’imbarazzo che in SINCERT ha provocato questa importante defezione.

Non stiamo parlando della defezione del portinaio o di un qualche funzionario, ma di un Socio co-fondatore: del Socio co-fondatore più importante.

Rileviamo ancora, ma senza alcun rammarico, che il riflessivo e ponderato asceta che governa inflessibilmente SINCERT (parliamo del Suo emerito ed inamovibile Presidente), non ha ritenuto utile consegnare al Mercato ed al nostro mondo una qualche parvenza di giustificazione lasciando però implicitamente intendere, con il Suo distaccato contegno che, se l’UNI ha deciso di andarsene, peggio per loro, noi (vedi SINCERT) proseguiremo indefessamente per la nostra strada: tutti necessari ma nessuno indispensabile e questo vale anche per l’UNI.

Ma i Patrocinanti di SINCERT (Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato, CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche – ENEA – Ente per le Nuove Tecnologie, l’Energia e l’Ambiente, Camere di Commercio, Industria Artigianato e Agricoltura, e l’altro importante co-fondatore CEI – Comitato Elettrico Italiano) sono al corrente di cotanta fuga da codesto consesso di benefattori – senza fini di lucro? – (vedi SINCERT) o anche in loro qualche ufficiosa e non speciosa perplessità è serpeggiata? Saremmo curiosi anche noi di verificare la loro graziosa opinione.

Ancora rileviamo che SINCERT ha l’obiettivo di rafforzare l’autorità e la credibilità degli Organismi di Certificazione che richiedono il Suo Accredito.

Pensiamo sommessamente che l’intenzione di rafforzare l’autorità e la credibilità nei terzi sia rivolta, da SINCERT, a chi già ne sia in possesso, ma ci domandiamo anche se SINCERT, ponendosi questo lodevole ma ambizioso obiettivo, non abbia l’obbligo deontologico di dimostrare al Mercato ed al Mondo della Certificazione, prima di accreditare gli altri, di possedere tanta esuberante autorevolezza e credibilità, così da poterne disporre a Suo piacimento.

Se un co-fondatore dello spessore e credibilità dell’UNI, ha ritenuto utile e necessario prendere le distanze da questi “autoreferenziati dispensatori di credibilità ed autorevolezza”, quale credibilità ed autorevolezza possono essere accreditati a SINCERT da realtà meno addentro alle segrete cose?

Insomma, parrebbe essere la filosofia che governa SINCERT: mi candido d’Istituto a supportare la maggiore credibilità ed autorevolezza di quanti già credibili ed autorevoli sono, ma glisso nel dimostrare le mie lacune e le perplessità che già affiorano al mio interno e minano alla base il Titolo che mi sono autoconferito di elargire, a pagamento s’intende, medaglie e titoli ad honorem, destinati a chi non ritiene d’averne bastevoli in proprio.

Ancora leggiamo dalla comunicazione SINCERT, che è una vera miniera di leziosità intellettuali, un’altra “preziosa perla deontologica”: l’Accreditamento di un Organismo è un Attestato di conformità ed una scelta volontaria degli Organismi di Certificazione che intendono così impegnarsi nel dare evidenza di una caratteristica in più per quanto riguarda la correttezza, la trasparenza e la professionalità della loro attività.

Sempre sommessamente ma curiosamente ci domandiamo se le parole ed i concetti con esse espressi rappresentino, per SINCERT, un qualche significato letterale e ci domandiamo ancora se rappresentino un qualche valore, ovvero, se le enunciazioni così chiaramente veicolate abbiano corrispondenza con i Suoi modelli comportamentali dichiarati: se la scelta di Accreditarsi è volontaria (come si evince espressamente dalla comunicazione SINCERT) non è certamente possibile imporla come fosse obbligatoria ed ancora, com’è possibile che persino l’Autority la consideri cogente, tanto da esigerla sui documenti di Certificazione come obbligatoria?

Evidentemente per vizio e carenza di informazione.

Ancora rileviamo e ribadiamo, dalla comunicazione SINCERT, che l’Accredito corrisponde ad un impegno volontaristico di dare evidenza di una caratteristica in più per quanto riguarda la correttezza, la trasparenza e la professionalità ecc. ecc.

Con forza e convinzione aggiungiamo, che per dare un qualcosa in più è ovvio che già bisogna aprioristicamente possedere “il qualcosa” cui SINCERT si riferisce, quindi, dando per scontato che in quanto a correttezza, trasparenza e professionalità gli Organismi di Certificazione che richiedono l’Accredito debbono dimostrarne il possesso, bisognerebbe aprioristicamente verificare se l’Accreditante (in questo caso SINCERT) si trovi nella pienezza del credito e dell’autorevolezza che vuole determinare negli altri con il proprio Accredito.

Ora ci domandiamo: se si sono messe in evidenza, da parte dell’UNI, che in SINCERT albergavano carenze ed incertezze deontologiche gravi, tanto da motivare l’uscita persino di un co-fondatore, quali valori aggiunti può distribuire SINCERT se Egli stesso è portatore di una qualche leggiadria comportamentale?

Questi sono i misteri gaudiosi di Chi Accredita Chi e sono, nello stesso momento, la testimonianza dei labirinti di una materia essa stessa labirintica e che denuncia i propri limiti. SINCERT tenta aprioristicamente quanto tortuosamente di esorcizzarli, ammantandosi di quella autorevolezza che nessuno però (nemmeno l’UNI) è in grado di accreditargli compiutamente.

Come tutti possono congetturare, la materia dell’Accredito sulla quale SINCERT pontifica e discetta è un vero e proprio rebus che solo un atto di intelligente umiltà può contribuire a rendere comprensibile: la superbia intellettuale non giova certo alla comprensione del dilemma di cui l’Accredito SINCERT è portatore.

Un leale confronto con il Mercato e la concorrenza renderebbe, invece, un servizio utile all’ambiente che da tempo è in balìa di dubbi e perplessità e consegnerebbe agli addetti ai lavori una chiave di lettura comprensibile, anche se non sempre condivisibile.

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Dr. Alessandro Felloni

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RIFLESSIONE LEGGIADRA DI UN ADDETTO AI LAVORI:

“CHI CONTROLLA I CONTROLLORI?”

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SINCERT è latitante quando deve attivare i controlli sulla conformità dei Certificati Qualità destinatari del Suo Accredito?

Ovvero, e più direttamente: chi controlla che i controllori controllino? NESSUNO.

Esempio da manuale, riscontrabile sul sito internet

www.iene.it

, che testualmente recita:

Alessandro Sortino – Controllo Qualità

A Priolo in provincia di Siracusa gli scarichi abusivi erano un’usanza conosciuta da tutti. Ma chi controllava gli scarichi e gli smaltimenti delle industrie nella zona, come mai non si è accorto mai di nulla, e rilasciava il Certificato di Qualità ISO 14001. Anche l’Enichem ha avuto rilasciato il certificato di Qualità. Ma chi lo ha rilasciato? E a chi appartiene l’azienda che rilascia questi certificati? La iena Alessandro Sortino indaga.

Risposta:

L’Ente di Certificazione cui si riferisce il comunicato di cui sopra è Certiquality che, certamente, avrà le sue giustificazioni.

Nostre riflessioni:

Siamo curiosi di sapere – come lo sarà il mondo tutto della Certificazione e lo saranno anche le Autority, le Aziende, gli Enti Pubblici, gli Organismi di Certificazione e gli Organi di informazione – quali giustificazioni addurranno, SINCERT ed il suo arcaico ed inamovibile Presidente, sulla pertinenza e legittimità dell’Accredito che i Certificati di cui sopra spendono, a supporto e garanzia della “deontologia” che sottintende all’emissione dei documenti sopraccitati.

Se i discussi Certificati fossero stati corredati da Autocertificazione – come prevede l’Accredito VERITAS-ALIM – e da una Polizza Assicurativa a garanzia degli adempimenti correlati all’emissione dei medesimi – sempre come è previsto dalle procedure di Accreditamento VERITAS-ALIM – I TERZI SAREBBERO STATI TUTELATI E GARANTITI e le responsabilità sarebbero state di facile addebito.

L’Accredito di SINCERT, ci domandiamo e Vi rimandiamo, garantisce e tutela i terzi con la stessa graniticità di VERITAS-ALIM, o si limita a sottintendere che “chi ha dato ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto ha avuto?”

Ovvero, parrebbe desumersi dalla presa di distanza che SINCERT ha manifestato in ordine alla chiamata in causa sulle co-responsabilità dell’incidente di cui sopra: abbiamo scherzato, è talmente evidente! Il nostro Accredito rappresenta, per noi, un “grazioso cespite” non un obbligo: non siamo un Ente di beneficenza e nemmeno abbiamo obblighi di Legge che ci vincolano nel rilascio dell’Accredito bensì, siamo una Associazione (senza fini di lucro?) “a responsabilità limitata” ed il nostro Accredito è una “semplice medaglia”, “un ornamento”, “un orpello”, “un decoro” per i Certificati di “incerta Qualità” che vogliono nobilitarsi; non una patacca ovviamente, ma “una benemerenza” che SINCERT rilascia dietro compenso e che, altrettanto ovviamente, non implica per SINCERT alcuna assunzione di co-responsabilità.

Alla luce di codesta palese disinvoltura deontologica, che SINCERT adotta “nel controllare” latitando sui controlli, capiamo meglio e di più sul perché l’UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) ha deciso nel 2001, di uscire da SINCERT rilevando, persino lì, posizioni di conflitto di interessi e dichiarando: “ci sono Aziende Certificate che nella facciata hanno i documenti in regola ma di Qualità non hanno nulla”.

Dalle dichiarazioni dell’Ente Nazionale di Unificazione si evince chiaramente che “le cose” si vedono e giudicano assai meglio dall’interno di una realtà che dovendo attendere dall’esterno il verificarsi di un qualche “luttuoso evento” che consenta di far luce sulle negligenze comportamentali che SINCERT giustifica per Sé, ma che invece non accetta e censura drasticamente negli altri, tant’è, che per esorcizzare e perseguire queste “esecrabili eventualità”, si ritaglia il diritto di fare visite a sorpresa e di soppiatto in danno e monito degli Organismi di Certificazione cattivi, deboli, piccoli ed indifesi che, a differenza dei grandi e dei forti, nei confronti dei quali SINCERT è acquiescente (come l’esempio summenzionato dimostra), debbono subire la Sua manifesta, greve e moraleggiante inflessibilità.

Verrebbe facile concludere recuperando un “postulato machiavellico”: Fai e comportati come ti dico ma non come Mi comporto e faccio.

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Dr. Alessandro Felloni

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SEPOLCRI IMBIANCATI

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Il mondo della Certificazione ha la necessità di comportamenti solari; non ha bisogno di doversi arrampicare sugli specchi per mantenere la “facciata immacolata”, per garantirsi la quale “commissiona a solerti servitori” la gestione di una precaria deontologia costruita “ad uso e consumo del Committente”: l’ipocrisia, nemmeno la sana e giustificata ipocrisia professionale o commerciale, non paga.

Mi riferisco, nello specifico, a tre episodi tra i più noti ed eclatanti tra i molti che potrei citare e che gli addetti ai lavori, Organismi di Certificazione, SINCERT e CONFINDUSTRIA compresi, ben conoscono.

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I° Caso

CERTIQUALITY (vedi Federchimica, SINCERT e quindi CONFINDUSTRIA)

II° Caso

RINA -Registro Navale Italiano – (vedi SINCERT e quindi CONFINDUSTRIA)

III° Caso

TUV – Ente di Certificazione di ascendenza tedesca ma con sede operativa anche in Italia –

IV° caso

Altri casi meno noti e con fatti avvenuti più indietro nel tempo che graziosamente Vi risparmio.

PUNTO I°

CERTIQUALITY è diretta emanazione di FEDERCHIMICA che è diretta emanazione di CONFINDUSTRIA ed è un Organismo di Certificazione tra i più “ACCREDITATI” a Certificare nel settore della Chimica.

Se non rappresenta un palese, manifesto, incontrovertibile ed indiscutibile “conflitto d’interessi” che una diretta emanazione di FEDERCHIMICA certifichi le Aziende Chimiche, mi venga indicato un significato meno letterale per individuare e connotare “questo stato dell’arte”.

Se consideriamo poi che CERTIQUALITY è “ACCREDITATO” da SINCERT (vedi CONFINDUSTRIA) si aggiunge sapore ad una minestra già saporita.

Se analizziamo poi i risultati di cotanto “articolato quanto disinteressato connubio”, andando a verificare gli effetti pratici ed i risultati di spicciola deontologia che sono riscontrabili sul sito internet

www.iene.it

, tutti ci renderemmo conto che il mondo della Certificazione e dell’Accredito (vedi SINCERT) avrebbero la “necessità di un esame introspettivo” che consentisse loro di calarsi nella critica ed amara consapevolezza d’esser tra quelli che, molto operando, qualche volta incespicano.

Questa aurea lezione, dovrebbe consentire tanto a SINCERT ed al Suo iconoclasta Presidente così come a CONFINDUSTRIA, d’essere più aperti e generosi nei confronti delle “debolezze del Mercato”, intrattenendo con esse debolezze, un rapporto di intelligente complicità piuttosto che ergersi quali “Savonarola della Certificazione” non essendo però disposti, in proprio, a comportarsi di conseguenza, ovvero, in modo eroico.

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PUNTO II°

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Qualche tempo addietro (non nel Medioevo, nel mediotempo) RINA – Registro Navale Italiano – certificò (con Accredito SINCERT) una “carretta del mare” che si spezzò nei pressi di Cogoleto in provincia di Genova devastando il mare e provocando un danno ecologico immane. (Certo hanno poi risarcito, ma il danno e l’incubo relativo sono ancora persistenti).

La filosofia che è conseguente a “questo fatto di incredibile leggiadria professionale” è presto illustrato: se SINCERT ed il “Suo attento, puntuale e rigoroso Presidente”, prima di rilasciare l’Accredito avessero controllato, forse e sottolineo forse, qualche dubbio e perplessità sarebbero affiorati circa l’opportunità di Certificare la carretta del mare summenzionata e forse, “avrebbero potuto ovviare all’incomodo poi verificatosi”.

Ma SINCERT ed il Suo leggiadro Presidente non si preoccupano, fanno atti di fede a pagamento, s’intende, verso i grandi Organismi di Certificazione mentre, con un piccolo, brutto e cattivo Ente di Certificazione “avrebbero usato la mannaia” e la stupefacente esecrazione che i “Soloni” utilizzano di prammatica con i deboli o i supposti tali.

PUNTO III°

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I giornali, le radio ed i telegiornali tutti, hanno diffuso con dovizia di particolari l’incidente di percorso di TUV (il più reputato Ente di Certificazione tedesco ma con sede anche in Italia) allorquando è scoppiato il caso delle “valvole cardiache difettose” che erano state Certificate da TUV, con l’Accredito SINCERT.

Vergogna, vergogna, vergogna. Vergogna perchè “con il cuore” (non con i sentimenti che comunque andrebbero ugualmente rispettati) con il cuore organo vitale, non si scherza.

Dov’era SINCERT ed il Suo aristocratico, ieratico, fulgido e luciferino Presidente quando hanno deciso di concedere o condividere l’Accredito tedesco che però, utilizzato in Italia in ragione “dell’Accordo Multilaterale”, avrebbe dovuto soggiacere a verifica nostrana?

Anche in questo caso si è adottato lo stesso criterio votato all’atto di fede dovuto al più quotato Ente di Certificazione tedesco che, anche in ragione della sua teutonicità, “garantiva assoluta serietà”.

Naturalmente i fatti che poi si sono verificati parlano in “maniera lusinghiera” della conclamata garanzia teutonica di cui sopra.

Smettiamo tutti di comportarci con ipocrisia e facciamo tutti un bagno di umiltà, ognuno guarisca le proprie ferite come può ma attiviamo tutti un intelligente patto di non aggressione, ne gioverebbe il settore, il Mercato ed il decoro.

Chi ha orecchie per intendere intenda: le guerre, anche quelle sante o di religione, lasciano lungo il percorso feriti e ferite, anche in chi le vince; chi perde le ha già messe in conto, questa è la differenza.

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Dr. Alessandro Felloni

LA RAGIONE DI UNA SCELTA SOFFERTA

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Non siamo presenti al 3° Salone della Qualità che si terrà a Parma nei giorni prossimi venturi.

Non siamo presenti per scelta e perché abbiamo ritenuto impropria ed inutilmente provocatoria la disputa che inevitabilmente si sarebbe innescata per la contiguità con SINCERT, all’interno dello stesso spazio espositivo. (Gli Organizzatori non hanno bisogno di presenze polemiche o conflittuali e non hanno il dovere di subire o sostenere le sfide tra Espositori, in danno della serenità dell’Ambiente).

Il mondo della Certificazione ci sarà grato per codesta nostra responsabile scelta di equilibrio e buon senso, e siamo certi che anche in SINCERT “apprezzeranno e valuteranno con illuminata soddisfazione” la nostra sofferta decisione di non accelerare potenziali o tendenziali situazioni di imbarazzo derivanti da una nostra eventuale proterva presenza al Salone.

A tutti i Partecipanti, agli Organizzatori e financo a SINCERT nella persona del Suo autocratico “Conducator”, ing. Lorenzo Thione, auguro buon lavoro.

Ci rivedremo alla prossima edizione o in altre occasioni prossime.

 

Dr. Alessandro Felloni

Torino, 19 maggio 2003

CHI INVENTA LE REGOLE E LE SA IMPORRE (VEDI SINCERT)

E CHI INVECE RACCOGLIE BISOGNI E SODDISFA ESIGENZE

(VEDI VERITAS-ALIM), APPLICANDO LE REGOLE

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Il Mercato non è un Soggetto astratto ed immateriale; è l’insieme di una pluralità di Soggetti, l’uno complementare all’altro: Clienti e Fornitori, realtà Istituzionali e Fruitori, Enti pubblici e destinatari di servizi, Cittadini ed Autorità, Aziende e prestatori d’opera, ecc. ecc.

Ogni segmento del Mercato ha le proprie regole, quali emanate per Legge dello Stato, quali derivanti dalle consuetudini, quali imposte da Soggetti Forti in grado di determinare indirizzi, comportamenti ed opinioni che derivano la loro “autorevolezza” dal semplice fatto che chi le ha emanate è “ritenuto credibile”, ergo, anche le regole da SINCERT imposte “sembrano analogamente credibili” e, talvolta, vengono persino confuse con quelle legittimate da una Legge dello Stato o da Provvedimenti Governativi all’uopo emanati: in quest’ultimo segmento opera e pontifica SINCERT cui il Mercato, acriticamente e negligentemente, ha consegnato una sorta di legittimità che però nessuna Legge dello Stato gli ha mai conferito o riconosciuto.

SINCERT è una Associazione costituita da private realtà (senza fini di lucro?) che ha rilevato una carenza legislativa e s’è sostituita alle Istituzioni imponendo regole e soprattutto costi; ha saputo imporre comportamenti che, dichiarati da loro stessi non obbligatori (meglio, per usare la loro comunicazione, assolutamente discrezionali) di fatto li ha, invece, resi cogenti obbligando gli Organismi di Certificazione all’utilizzo del Loro Accredito quasi fosse un postulato di Legge.

Perché questo è potuto accadere?

Perché il Mercato ha vissuto, e sta tuttora vivendo, un grande equivoco di fondo che gli fa ritenere, ancorché semplicemente utile e volontaristico, obbligatorio l’adeguarsi alle imposizioni di SINCERT.

Il timore dei destinatari dell’Accredito SINCERT è quello d’essere espulsi dai circuiti commerciali e quindi, pur di non correre questi rischi tendenziali, i più si adeguano loro malgrado.

A che cosa “devono” adeguarsi?

Si adeguano subendo da SINCERT numerose verifiche impietose ed umilianti, pre e post accreditamento, spesso eseguite di soppiatto per cogliere “anche i migliori” nei loro momenti di “distrazione” ed avere poi l’alibi di applicare pesanti “correttivi” deontologici e comportamentali, anti-mercato;

si adeguano ai costi onerosissimi imposti aprioristicamente da SINCERT (che poi a ricaduta si riverberano sui loro Clienti), la cui entità quantifica senza confrontarsi con le parti in causa così da farli accettare, supinamente quanto ignominiosamente, ai malcapitati che non hanno possibilità alcuna di difendersi;

si adeguano di conseguenza anche quando SINCERT decide, sempre in assoluta discrezionalità, di aggiornare periodicamente gli oneri che sono costretti a sopportare senza possibilità contrattuale: o si accettano (vedi subire) o si viene espulsi dal Mercato, perdendo così il diritto di operare e quindi di vivere.

Allora ci domandiamo, e rimandiamo la stessa domanda a quanti sono nelle condizioni succitate, chi ha permesso o semplicemente consentito a codesti despoti del Mercato di ritagliarsi cotanta indiscriminata rilevanza?

In parte certamente per loro abilità, certamente per loro perspicacia nell’aver intuito, prima di altri, che la vacanza della Legge avrebbe loro permesso questa assoluta preminenza e l’esercizio di questo monopolio e di questa manifesta posizione dominante.

Queste “condizioni di privilegio”, SINCERT non le ha estorte al Mercato ma gli sono state “donate”, come le “decime” dovute alla Chiesa nel periodo aureo, dagli stessi ignavi Operatori di Settore: chi si è ribellato a queste incredibili prevaricazioni? Nessuno prima di noi.

VERITAS-ALIM, invece, si è ritagliato il compito e l’ambizione di tentare la ribellione e finalmente l’obiettivo si sta delineando come possibile e con prevedibili larghi margini di successo.

In nessuna altra realtà del Mercato esiste un fenomeno così sconcertante, immanente e prepotente quale quello rappresentato da una ENTITA’ (vedi SINCERT) che tutto condiziona e che si sovrappone ai legittimi diritti all’operare degli Organismi di Certificazione che, non potendo scegliere altrimenti, sono obbligati a soggiacere, senza altre possibilità od alternative che non siano quelle del subire senza obiettare.

Ora l’alternativa c’è e si chiama VERITAS-ALIM (Accreditamento Organismi di Certificazione).

La legittimazione e l’autorevolezza di questo Concorrente di SINCERT deriva e discende dal fatto che VERITAS-ALIM è l’emanazione di una Associazione di Imprenditori (Associazione Libere Imprese Milano) costituitasi 20 anni fa e che annovera centinaia di migliaia di Associati; poggia su un assunto, quello che si desume dal fatto oggettivo che, mentre SINCERT ha creato ex novo regole e costi che ha saputo imporre al Mercato (anche per propria abilità) con l’alibi di aiutare gli Organismi di Certificazione a crescere (noi diremo invece a perire sotto il peso di oneri e costi impietosi) ed è riuscita a plasmare e plagiare il Mercato, VERITAS-ALIM non ha voluto, per scelta strategica, creare regole nuove ed alternative (avrebbe potuto fare come SINCERT, bastava seguire lo stesso percorso) ma constatato che il Mercato aveva già una relativa familiarità con le regole vigenti (EA e IAF) le ha fatte proprie e, per dare assoluta pertinenza ed autorevolezza alle medesime, si è dotato di più Organismi di Controllo all’interno di ALIM (Associazione Libere Imprese Milano).

In aggiunta all’Accredito, VERITAS-ALIM ha ritenuto indispensabile consegnare al Mercato una ulteriore garanzia, quella derivante da una AUTOCERTIFICAZIONE che, a differenza del semplice Accredito di ascendenza autoreferenziata e di emanazione autocratica quale quello emesso da SINCERT che non è supportato da nessuna assunzione di reale responsabilità, impegna legalmente, chi la emette, al rispetto degli oneri deontologici in essa dichiarati.

Quindi e concludo, qual’è secondo Voi la realtà di Accreditamento, tra quella rappresentata da SINCERT e da VERITAS-ALIM, che ritenete maggiormente legittimata ad operare?

Quella rappresentata da SINCERT che ha inventato “l’acqua calda” (vedi Accredito) a costi d’uso iperbolici ancorché “obbligatori”, o quella rappresentata da VERITAS-ALIM che ha raccolto dal Mercato l’esigenza e l’utilità “dell’acqua calda” ma la utilizza con parsimonia ed equilibrio e, per non sciuparla inutilmente perché è consapevole del Suo valore, ne fa un uso intelligente, moderato e parsimonioso?

La risposta è nei fatti: meglio VERITAS-ALIM, perché sa gestire l’utilizzo “dell’acqua calda” (vedi regole e costi dell’Accredito) e la sa rendere strumentale ai bisogni delle Aziende con lungimiranza e decoro, senza infliggere agli Utilizzatori (vedi Organismi di Certificazione) costi insopportabili e regole d’uso impossibili.

Nella sostanza e scendendo dal piedestallo che nessuna Legge dello Stato ha consegnato a chicchessia, nemmeno a SINCERT, chi è più responsabile nei confronti del Mercato, quelli che “elargiscono medaglie a pagamento” (vedi Accredito SINCERT) o chi, invece, come VERITAS-ALIM, si fa carico di un impegno deontologico esibendo un documento legalmente riconosciuto (l’AUTOCERTIFICAZIONE) a corredo del proprio Certificato di Accreditamento che garantisce il rispetto delle Norme Europee di riferimento ed in luogo di oneri e costi chiede agli Organismi di Certificazione la sottoscrizione di una Polizza Assicurativa a garanzia dei Terzi ed a tutela del Mercato dalle “negligenze degli Operatori” ?

VERITAS-ALIM, a differenza di SINCERT, ha scelto la strada delle garanzie accessorie (AUTOCERTIFICAZIONE e Polizza Assicurativa) piuttosto che quelle del pedaggio, delle gabelle e dei costi passivi che gravano sui bilanci delle Aziende e si riverberano pesantemente sul Mercato.

Al Mercato, agli Organismi di Certificazione, agli Enti Pubblici ed alle Autorità Istituzionali consegnamo sommessamente queste utili e semplici riflessioni.

 

Dr. Alessandro Felloni

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ABBIAMO GIÀ RICEVUTO 286 ATTESTATI DI SOLIDARIETÀ

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Sono 286 i Soggetti che ci hanno espresso la loro solidarietà: Aziende da noi certificate, Aziende da altri certificate e con l’Accredito SINCERT, Consulenti, diversi altri Organismi di Certificazione – tutti con l’Accredito SINCERT – che ci hanno manifestato la “loro gioia” nel constatare che qualcuno, finalmente, HA AVUTO L’ARDIRE di mettere in discussione il monopolio SINCERT, monopolio che sinora hanno dovuto subire loro malgrado, alcuni Organismi di Certificazione senza alcun Accredito e che hanno deciso di avvalersi dell’Accredito VERITAS-ALIM.

Sono pochi 286 “Soggetti”?

Riteniamo siano molti, anche se consideriamo il numero esorbitante di quanti possono avere interesse alla materia ma ……. siamo solo all’inizio e molti altri ci conforteranno con il loro interessamento e la loro adesione.

La posizione dominante e monopolistica di SINCERT comincia a denunciare i primi scricchiolii, i primi piccoli guasti; si sta aprendo una falla nella diga sin qui monolitica che SINCERT rappresenta e ci auguriamo che questa piccola falla INGIGANTISCA e DILAGHI.

Il malumore diffuso che abbiamo raccolto e che, per decoro e deontologia non abbiamo fomentato né alimentato, potrebbe rappresentare una preoccupazione ancora non sufficientemente percepita da SINCERT ma, invece, una grande soddisfazione per noi.

Tutto ciò, prima o poi, costringerà “chi di dovere” a prendere atto che un CAMBIAMENTO DI ROTTA, nel mondo imbolsito e miope della Certificazione di Qualità è assolutamente indispensabile.

Anche i Grandi Sacerdoti dell’Accredito – direi soprattutto i Grandi – converranno che andare contro il Mercato e contro il progresso non paga mentre pagherebbe, invece, una saggia e meditata remissività lungimirante propria dei colti che, anche loro malgrado, un poco abbozzando ed un poco prendendo atto dei mutamenti irreversibili, potrebbero determinarsi a co-governare quegli eventi mutanti, dando così testimonianza di previdenza imprenditoriale e sagacia istituzionale.

Anche se quasi quotidianamente gratifichiamo di “medaglie e titoli onorifici” il demiurgo di SINCERT, Ing. Lorenzo Thione, a noi dell’Istituto Italiano Certificazione Qualità è “simpatico” e gli riconosciamo una scorza coriacea ed un aplomb di tutto rilievo.

Ciò nonostante, lo incalzeremo sino all’inverosimile, come del pari faremo con SINCERT, perché siamo certi di condurre una diaspora a tutto vantaggio del Mercato e del Sistema e soprattutto a vantaggio anche di SINCERT, perché la posizione imbarazzante nella quale Loro si trovano, quella dell’esercizio inequivoco di un vero monopolio, l’esercizio di una inequivoca posizione dominante, l’esercizio inequivoco di un patto leonino in danno degli acquiescenti Organismi di Certificazione che si avvalgono del loro Accredito, ha ormai la necessità d’essere rimossa e noi di VERITAS-ALIM prospettiamo e proponiamo Loro una onorevole via di uscita da codesto deplorevole e sgradevole incaglio che, come tutti sanno, è anche espressamente vietato dalla Legge Italiana.

Ovviamente, non ci aspettiamo dei ringraziamenti da parte di SINCERT e nemmeno dal Suo “colto ed emerito” Presidente, ma dal Loro Consiglio di Amministrazione ci aspettiamo, e si aspetta il Mercato, una qualche opportuna riflessione: anche le più insignificanti pagliuzze generano un certo disagio a chi ha una buona vista e non la vuole compromessa da banali imprevidenze o da semplice sprovvedutezza e superficialità: i danni tendenziali si curano prevenendoli, piuttosto che preoccuparsi dopo di curarli, può essere troppo tardi.

Come ultima chiosa richiamo alla memoria del Mercato, di SINCERT e del Suo “ieratico” Presidente – Ing. Lorenzo Thione – il virgolettato del Direttore Generale dell’UNI – Dott. Paolo Morelli – che dichiara: “ci sono Aziende Certificate che nella facciata hanno documenti in regola, ma di Qualità non hanno nulla”.

In ragione di questa convinzione l’UNI è uscita da SINCERT nel 2001 per aver riscontrato, persino lì, posizioni di conflitto di interessi.

Come l’UNI, anche altre realtà Aziendali ed Istituzionali stanno riflettendo: riflettano anche SINCERT ed il Suo “attento” Presidente, finchè sono ancora in tempo.

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Dr. Alessandro Felloni

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A MENTE FREDDA

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A mente fredda, con maggior pacatezza e senza indulgere ad atteggiamenti polemici con alcuno, tantomeno con la giornalista Signora Alessandra Puato, voglio rispondere con puntualità alle diverse “chiamate in causa” citate dall’articolo del Corriere della Sera.

Ferma restando la mia indignazione, voglio ricondurre le mie risposte solamente a situazioni oggettive: la Signora B.M., Amministratrice di una Azienda modenese da noi certificata, lamenta una situazione oggettiva, quella che talvolta si materializza quando esibendo un nostro Certificato viene eccepito che, non avendo l’Accredito SINCERT, questo non ha validità.

In risposta cito un capoverso dello stesso articolo che riporta ciò che testualmente dice l’Ing. Lorenzo Thione, Presidente di SINCERT, ovvero, che in Italia una decina (sono invero molti di più) di Enti di Certificazione non sono da SINCERT accreditati ma che ugualmente hanno assoluta legittimità.

Questi Enti non sono accreditati da SINCERT e non hanno alcun altro accredito, tuttavia, come afferma lo stesso Thione, sono assolutamente legittimati a certificare.

Il nostro Istituto, invece, è Accreditato ma non da SINCERT, bensì da una realtà che fa riferimento agli stessi regolamenti internazionali cui si identifica anche SINCERT ed il cui controllo deontologico è sottoposto ad un Organo Associativo Terzo che ne garantisce la corretta e puntuale applicazione.

Se sono legittimati a certificare quelli non accreditati da alcuno (perché l’Accredito è una scelta volontaria e non cogente – come anche SINCERT riconosce – e perché la materia non è regolata da nessuna Legge dello Stato o Provvedimento Governativo) a maggior ragione siamo legittimati noi che esibiamo un Accredito di analogo spessore deontologico a quello emesso da SINCERT.

Il Comune di Modena ha rifiutato il nostro Certificato? HA SBAGLIATO! Ed ha esercitato un indebito discrimine in danno dell’Azienda della Signora M.B. e del nostro Istituto.

SEMPRE, quando un Ente pubblico tenta di comportarsi come il Comune di Modena, il nostro Istituto interviene allegando, a supporto del nostro Certificato, una Autocertificazione con la quale affermiamo la perfetta aderenza del nostro Accredito ai regolamenti di riferimento e SEMPRE il nostro Certificato riottene accoglienza.

Siamo rammaricati per la signora M.B. ma la verità è quella che ho sopra illustrata.

Altro capoverso:

Paolo Moretti, Direttore Generale dell’UNI, dichiara (che l’UNI è uscita dallo stesso SINCERT nel 2001 per aver riscontrato, persino lì, posizione di conflitto di interessi), avverte: ci sono Aziende certificate che nella facciata hanno documenti in regola, ma di qualità non hanno nulla.

Parafrasando il Vangelo rimando a SINCERT: chi è senza peccato scagli la prima pietra. Da SINCERT ha preso le distanze persino l’UNI, oltre ad altri Associati, questo fatto è di tale gravità che non ha bisogno di commento alcuno.

Altro capoverso:

E’ il nostro Istituto che ha citato in giudizio SINCERT per diffamazione, e non viceversa, ed è tuttora in corso l’iter giudiziario: SINCERT non gioisca, ride bene chi ride ultimo.

Altro capoverso:

Da parte di SINCERT si adombra come una anomalia che sulla Visura Camerale del nostro Istituto vi è annotato (anche manutenzioni di opere edili).

Riteniamo che un Imprenditore che ha più interessi sia da premiare piuttosto che da esecrare, ma SINCERT afferma, con codesta chiosa, che chi certifica non può inquinare l’opera sacerdotale di Certificatore di Qualità con l’esecrabile attività di Imprenditore Edile perché ritiene che quest’ultima attività “è sporca”, mette le mani tra i mattoni e sguazza nella calce, mentre, i Certificatori, volano alto come vola alto SINCERT dalla quale però l’UNI ha determinato di prendere le distanze per atteggiamenti di dubbia deontologia.

Siamo orgogliosi di avere più interessi imprenditoriali perché siamo orgogliosi di praticarli secondo decoro e deontologia.

Altro capoverso:

Per rispondere a questo capoverso mi rifaccio ad alcuni passi essenziali del ricorso al Tribunale di Milano avverso a SINCERT che recita testualmente:

Il Giudice Unico ha affermato che le diverse denominazioni di cui si avvale l’I.I.C.Q. (I.I.C.Q., I.E.C.Q., I.E.T.C.Q., I.I.T.C.Q.) lascerebbero supporre, in modo in veritiero l’esistenza di una struttura complessa ed articolata. Omette di considerare il Giudice come dette denominazioni non siano “denominazioni sociali”, invero ve n’è una sola (I.I.C.Q.), bensì distinti Marchi dei quali l’Imprenditore può, legittimamente, valersi onde differenziare, nell’ambito della Certificazione di Qualità, differenti e più specifici settori, a seconda dell’ambito territoriale e merceologico di attività del Soggetto certificando (beni e/o servizi e/o processi produttivi e/o strutture aziendali).

Altro capoverso:

Quanto all’utilizzo di un altro Marchio contenente l’emblema della Confederazione Elvetica, esso ha sì provocato una reazione estrinsecatasi in una diffida da parte di un Ente di Accreditamento Svizzero (SAS), ma, salvo prova contraria, tale diffida è rimasta “lettera morta” (mai espressione apparve così calzante), posto che l’utilizzo, contrariamente a quanto affermato, non comporta alcuna violazione di Legge (lo stesso SAS lo utilizza).

Altro capoverso:

Non ci siamo mai fregiati apocrifamente dell’Aquila Confindustriale bensì ne abbiamo fatto legittimo uso, secondo i canoni concordati con la sede Confindustriale di Nuoro, ove eravamo iscritti.

La querelle è stata assolutamente composta insieme al riconoscimento della constatata nostra iscrizione in Confindustria.

Detta nostra iscrizione non era stata comunicata per tempo e per negligenza dalla Sede di Nuoro alla Sede Confindustriale romana con ciò denunciando loro carenze organizzative interne non già il nostro diritto, che tale rimaneva, all’uso delle Insegne da parte di un Socio.

Altro capoverso:

………..Persino TUV, l’Ente – emblema della qualità tedesca – è giunto a segnalarlo…..….

Rispondo che TUV ha preso semplicemente un abbaglio perché ha confuso il proprio numero di riferimento (0123) con quello di un nostro Certificato che ugualmente inizia con 0123 ma prosegue con altro numero, di fatto MODIFICANDO SOSTANZIALENTE la comparazione tra i due numeri (chi ha stabilito che i numeri progressivi che partono da una stessa base non debbono essere usati se non da chi ne ha preso possesso per primo, come se l’aritmetica possa essere brevettata o di esclusivo appannaggio di un ENTE – emblema della Qualità Tedesca.

Evidentemente, essere l’emblema della Qualità Tedesca fa agio sui Certificatori Italiani, o in Italia vige – come vige – libertà di intrapresa e quindi una indipendenza imprenditoriale che distingue Tizio da Caio purchè tra i due sussista reciproco rispetto? Naturalmente l’ENTE - Emblema della Qualità Tedesca – ritiene che al di fuori o al di sopra di esso non possa esservi decoro e correttezza, mentre noi rivendichiamo analogo decoro e correttezza anche in tanto e in quanto, semplicemente Italiani.

Altro capoverso:

E’ vero, SINCERT ha diffuso un Comunicato a noi avverso, ma è altrettanto vero che noi abbiamo risposto con un altro Comunicato, veicolato attraverso lo stesso strumento Internet che invitiamo tutti a consultare.

Siamo certi dell’intelligenza e della sagacia di quelli che avranno la curiosità di leggere quanto pubblicamente abbiamo già veicolato e quanto ancora andremo pubblicando affinché, prima o poi, LA VERITA’ SI FARA’ STRADA e le posizioni non viziate da pregiudizio troveranno una decorosa composizione.

Chiedo troppo ai curiosi che vorranno documentarsi ma spero che dopo questa lettura avranno le idee più chiare e più chiari appariranno i termini della querelle tra noi e SINCERT e tra noi ed il Mercato che è il vero nostro più sano ed auspicabile obiettivo.

 

Dr. Alessandro Felloni

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VERGOGNA, VERGOGNA

VERGOGNA

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Vergogna per la verità mutilata, vergogna per la deontologia calpestata, vergogna, semplicemente vergogna.

Nella precedente comunicazione, riscontrabile su questo nostro sito internet, davamo di conto di una minaccia incombente che aleggiava sulla nostra testa e che si è puntualmente materializzata sul Corriere della Sera di Lunedì 5 maggio 2003.

Da più parti siamo stati avvisati che ESSI (SINCERT ed il Suo algido ed immarcescibile Presidente Ing. Lorenzo Thione) sarebbero “arrivati molto in alto” e che ci avrebbero procurato “seri imbarazzi”.

L’imbarazzo ce l’hanno procurato attraverso un articolo che una consapevole o inconsapevole “giornalista” del Corriere della Sera, tale “Signora” Alessandra Puato, ha redatto per cotanto quotidiano sotto il titolo ad effetto: Certificatori di (incerta) Qualità.

Questa “Signora” ha telefonato al nostro Istituto ed ha interloquito con me direttamente ponendomi domande che solo parzialmente hanno trovato riscontro nell’articolo in predicato.

Lo stesso giorno, 5 maggio 2003, alle ore 8.30, ho chiamato la “giornalista”, all’indirizzo telefonico che si era premurata di lasciarmi, per esternarLe tutto il mio rammarico, trasferendoLe anche la mia riprovazione per la assoluta parzialità del Suo articolo, per la malevolenza e maliziosa descrizione dei fatti, invitandoLa a vergognarsi.

Probabilmente Ella non si vergognerà per quanto male ha seminato e per quanti danni ha generati con la Sua opera di “professionista” della comunicazione ma mi auguro e Le auguro che venga colta da un sussulto di curiosità che La intrighi intellettualmente tanto da motivare la Sua sensibilità orientandola ad un serio approfondimento della materia.

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Nell’articolo ha trattato solo cronachisticamente l’argomento riguardante l’autoreferenziato mondo della Certificazione di Qualità basandosi per lo più su fonti interessate a seminare discredito piuttosto che di generare un confronto leale ma, per quanti hanno l’abitudine di consultare il nostro sito ed hanno avuto la sana preoccupazione di documentarsi, questo epilogo era dato per scontato: semina discredito, meglio se con l’inconsapevole complicità di una “Signora” che ha la fortuna di scrivere sul Corriere della Sera, ed otterrai lo scopo di generare dubbi e perplessità.

Noi non abbiamo la forza e nemmeno l’entratura al Corriere della Sera per replicare, replichiamo però attraverso il nostro sito che è pubblico come lo è un articolo del giornale ma con un notevole valore aggiunto, quello che più ci inorgoglisce, ovvero, che ci assumiamo personalmente l’onere e l’onore di quanto andiamo scrivendo, non come sono abituati a fare i nostri antagonisti (SINCERT ed il Suo Presidente “emerito”) che tirano sassi e nascondono la mano dietro il paravento di una “Signora” che ci auguriamo in buona fede ma che si è prestata, suo malgrado, al gioco ed a interessi di parte: è una vergogna per la deontologia calpestata e per la verità mutilata e lo affermo e grido ai quattro venti.

SINCERT ed il suo “coraggioso” Presidente hanno dato informazioni tendenziose, hanno indotto una “Signora”, che collabora da esterna al Corriere, a fare un pezzo di colore la cui lettura è fuorviante ed il cui risultato è esattamente conforme alle “aspettative” dei Signori su menzionati: ha, la “Signora”, il solo torto di non aver approfondito ed ha scritto, forse senza rendersene conto, ciò che era nei desideri di un nostro “concorrente interessato”, senza preoccuparsi dei risultati nefasti cui la deontologia suggerirebbe di non adeguare mai la professione giornalistica.

Il giornalista curioso ed intelligente è quello che va in profondità, che fiuta la notizia e non sposa aprioristicamente una causa ma la verità, specie se in controtendenza allo strapotere del potere.

Auguro alla “Signora” Puato di coltivare queste ambizioni e mi auguro che senta il sacro fuoco della professione giornalistica così che, con uno scatto d’orgoglio professionale, avverta il dovere di scrivere solo la verità oggettiva….. ma forse è chiedere troppo alla “Signora” Puato.

Chiediamo invece a SINCERT ed al Suo rappresentante pro-tempore, Ing. Lorenzo Thione, un comportamento che consenta loro di specchiarsi serenamente e senza vergognarsi troppo perché queste slealtà comportamentali e la demonizzazione dei concorrenti mina alla base la loro già compromessa autorevolezza.

L’autorità morale ancorché deontologica non la si afferma denigrando scientemente gli avversari bensì applicando comportamenti eroici, espressi secondo tolleranza e sagacia professionali, presupposti che sia l’ “Ingegnere” che in SINCERT non sono adusi praticare.

Praticano, invece, il basso profilo, la guerra sotterranea, il muro contro muro, la protervia di chi si sente depositario di un mandato divino, comportamenti abituali a chi non ha specchi che rimandino loro le loro miserie comportamentali.

 

Dr. Alessandro Felloni

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I NEMICI NON SI ABBATTONO

MA SI CONQUISTANO ALLA CAUSA:

TALVOLTA, LE MINACCE SI RITORCONO SU CHI LE FA!

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Abramo Lincoln diceva: non abbatto i miei nemici facendomeli amici?

Veniva rimproverato al Presidente Americano troppa accondiscendenza nei confronti di chi lo osteggiava politicamente. Egli adottava un metodo piuttosto che una filosofia: assorbire, ammaliare, tradurre l’ostilità in “amicizia” ……… ed i nemici, come per incanto, si trasformavano in alleati.

Era così buono? Era un fine e saggio politico.

Adotteremmo anche noi questo metodo leggermente ipocrita se non fosse che non riteniamo SINCERT ed il Suo “Illuminato” Presidente nostri nemici: li consideriamo competitors.

Vogliamo competere con loro per “conquistarci un posto al sole” ma lo facciamo con lealtà, usando le “Regole Internazionali di riferimento che sono le stesse cui si ispira anche SINCERT” consegnando al Mercato un modello di rapporti concepito all’insegna del “maggior utile con il minor sforzo” perché riteniamo codesto assunto la migliore riprova che agiamo da imprenditori e non da monarchi medioevali che dettano regole e costi secondo convenienze di bottega, legate a concezioni di autarchia, a regole protezionistiche o a imperative necessità di puro e semplice monopolio, a scopo di profitto.

Recita il Mercato che le parti contraenti debbono avere reciproco interesse nel definire una intelligente ed utile transazione mentre nel caso in questione, quello che vede SINCERT da un lato e gli Organismi di Certificazione da accreditare dall’altro, è gestito da SINCERT secondo il concetto becero, antisociale ed antimercato del: o mangi questa minestra o salti dalla finestra. Traducendo: se non accetti le nostre regole sei espulso dal Mercato!

Non può sussistere, in un alveo imprenditoriale sano, che un solo fornitore di beni o servizi imponga costi e regole avulsi dal confronto con la concorrenza ma, soprattutto, non è possibile, ne plausibile, ne leale, ne compatibile con le normali regole del decoro che in un paese a libero Mercato sia consentito, ad una realtà privata, l’esercizio di un potere assoluto di vita o di morte su coloro che legittimamente operano e che sono alla mercè di decisioni assolutamente discrezionali tanto da consentire, a codesti “sacerdoti della deontologia a pagamento”, di decretare chi può vivere o chi deve morire.

Ci sono pervenuti segnali minacciosi del tipo: attenzione, arriviamo molto lontano e possiamo “interessare chi di dovere e seminare dubbi, incertezze e qualche serio imbarazzo”.

Abbiamo messo in conto anche queste “raffinatezze” alle quali replichiamo attraverso lo strumento Internet che ci auguriamo molti consultino.

Sappiamo che in SINCERT già si lamentano defezioni di un certo peso ma questa non è la nostra aspettativa ne ci riempie d’orgoglio che ciò accada o possa in futuro accadere più massicciamente; prendiamo semplicemente atto che qualche seria incrinatura comincia ad aprirsi nel macigno rappresentato da SINCERT, così “intelligentemente diretto” dal Suo perspicace Presidente ing. Lorenzo Thione in collaborazione con il SUO succedaneo Ing. Alberto Musa.

Nel prendere serenamente atto che qualche “Avventuroso” ha cominciato a far di conto, decidendo secondo convenienza di scegliere altrimenti da SINCERT chi accredita chi, rimandiamo a quanti hanno deciso di scindere il rapporto con SINCERT un messaggio commerciale: non abbandonate chi Vi ha supportato fino a ieri, rimanete all’interno di SINCERT e lottate con vigore per migliorare l’esistente ed adeguarlo alle corrette regole di Mercato! Se non lottate dall’interno per modificare le vistose quanto costose anomalie, queste, non si autoelimineranno perché, come è noto, ci vuole perspicacia e lungimiranza da parte di chi governa una realtà Associativa, per adeguarla al mutare delle condizioni.

All’interno di SINCERT questa auspicabile rivoluzione non si produce “sua sponte” ma a seguito di radicali cambiamenti che solo dal suo interno possono prodursi, a seguito di reiterate e forti spinte degli Aderenti.

Noi facciamo la nostra parte e gli Aderenti a SINCERT ed i Suoi Organi di Governo facciano la loro e, soprattutto, “consiglino a chi di dovere” di usare uno strumento più nobile per contrastare un Interlocutore scomodo.

Le minacce larvate quanto sottilmente insinuanti squalificano solo chi le usa senza produrre, di contro, alcun vantaggio per sé e per il Mercato.

 

Dr. Alessandro Felloni

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PARLIAMONE!

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CONFINDUSTRIA, API, ALIM, ASSOCIAZIONI ARTIGIANALI, SINCERT, VERITAS-ALIM, che cosa rappresentano se non Organizzazioni Sindacali di Imprenditori? Sono riconosciute? L'iscrizione è obbligatoria? Le loro Direttive, Delibere o i patti mutuati con le Controparti Sindacali sono Vangelo?

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PARLIAMONE !

Tutte le Organizzazioni Imprenditoriali cui è demandato il compito di rappresentare legittimi interessi corporativi, non hanno ricevuto da alcuno l'incarico o il mandato di rappresentanza, nemmeno i Sindacati dei Lavoratori….., ma, tutte codeste lodevoli ed autoreferenziate Organizzazioni, esistono ed operano in virtù di una ormai consolidata realtà che di fatto e di diritto le legittima.

Orbene, e per meglio chiarire, in Italia nessuna Azienda è obbligata ad aderire ad una di codeste Associazioni ma, invece, tutte hanno l'obbligo di essere iscritte alla Camera di Commercio.

Allora, come mai molti Imprenditori fanno di necessità virtù e decidono di iscriversi ad una Associazione di categoria? E perché scelgono di aderire a Confindustria, ad esempio, la cui iscrizione comporta impegni economici più onerosi che per i concorrenti?

Sommessamente pensiamo che una Azienda decida di iscriversi ad una Associazione di riferimento scegliendo quella più compatibile alle proprie necessità, in ragione del fatto che gli "isolati" sono alla mercè del mercato, perché l'unione fa la forza, perché il potere negoziale con le diverse controparti è certamente di maggiore spessore, perché la convenienza a delegare solleva le Aziende da ritualità ed impegni cui possono essere impreparate, perché deriva loro l'esercizio di un patto di solidarietà tra simili che consenta di mettere in comune, comuni obiettivi ……. Insomma, per varie ragioni e molte convenienze.

Le Aziende, quindi, scelgono una Associazione piuttosto che un'altra perché ognuno è portatore di individuali aspettative e per queste è disposto a "sacrifici" tra loro differenti e talvolta onerosamente diversi.

Partendo da questi assunti, una Azienda, che non ha delegato alcuno a rappresentarla, potrebbe anche - e sottolineo potrebbe - disattendere o non applicare gli accordi che dette Organizzazioni hanno stipulato con le controparti più diverse ma …… che accade di fatto? Accade che il mercato impone loro, e loro malgrado, la convenienza ad accettare ed applicare i citati accordi perché, diversamente, la decisione di non applicarli comporterebbe, per le "Aziende disobbedienti", costi e disagi non compatibili con il sano principio di parametrare costi-benefici, costi-ricavi: nella sostanza, nessuno ha obblighi associativi ma tutti ritengono essere conveniente di adeguarsi.

Ci domandiamo e domandiamo ai diversi che consulteranno il nostro sito: perché un Imprenditore, un titolare d'Azienda che non ha obblighi, si assume l'onere di aderire ad una Associazione di Categoria? Perché tutti sono consapevoli che ogni Associazione è votata a rappresentare comuni obiettivi e li perseguono attraverso un comune sentire anche percorrendo strade tra loro diverse, pur tra loro complementari; mai, comunque, in antitesi tra loro: questo è lo spirito che anima un Imprenditore avveduto.

Lo scopo, quindi, è quello di tutelare legittimi interessi che, sia pure visti da ottiche anche tra loro dissimili nella forma, sono però uguali nella sostanza, quella di rappresentare sane e comuni aspettative corporative.

Questo accade ed è la consuetudine comportamentale del "Mondo dell'Impresa" mentre, nel "Mondo della Certificazione" le situazioni ed i relativi comportamenti parrebbero diversi.

Questa è una tale anomalia da giustificare, in chiunque abbia legittime aspettative, qualche perplessità, riserva e sconcerto.

Perché sussistono queste anomalie nel Mondo della Certificazione? Perché nel "Mondo della Certificazione" opera ed impera un MOLOK che tutti opprime e che esercita una posizione monopolistica e dominante (vedi SINCERT) gestito autocraticamente da un "INAMOVIBILE ESARCA DELLA CERTIFICAZIONE", detto Ing. Lorenzo Thione, che non vuole rendersi conto di non essere più nel Medioevo e che il Mondo dell'Impresa, nel frattempo, ha avuto una rilevante accelerazione nella direzione della libertà di intrapresa, attraverso l'esercizio della libera concorrenza.

Per ovviare a codesto "inconveniente" ed indirizzare il mercato su binari di opportuna concorrenzialità auspichiamo che gli Operatori di settore e le Autorità competenti convengano di prestare una mirata attenzione a codeste nostre sane perorazioni: non vogliamo fare la guerra ad alcuno ma, se dovessimo venire tirati per i capelli in una provocazione senza alternative, come nei fatti sta avvenendo, non ci sottrarremmo alla sfida ma ci attrezzeremmo per non perderla, anche se per convinzioni e cultura personali non la andremmo certo a sollecitare.

Ora seriamente ci domandiamo e rimandiamo al Consiglio di Amministrazione di SINCERT: A chi giova codesto contendere? Al Mercato? Alla SINCERT? Al Suo Presidente? Alle Istituzioni? Alle Aziende? ……..A chi, insomma?

Forse, solo al nostro immarcescibile "Imperatore" ed al "suo improbabile impero", per affermare e difendere il quale, SINCERT ed il suo "VATE", potevano scegliere strade meno accidentate ma ancora percorribili. Ma si sa, per tutelare la "bottega" i bottegai miopi sono persino disposti a giocarsi il "portafoglio" salvo poi rammaricarsi di averlo perso o seriamente compromesso.

Mio padre, vecchio e saggio antiquario, vissuto in un periodo ove la stretta di mano valeva un contratto, diceva che le dolorose mediazioni davano sapore agli affari e suggeriva un sano proverbio: Piuttosto che una sanguinosa ed incerta vittoria meglio una pace sofferta.

Al Consiglio di Amministrazione di SINCERT ed al Suo "Illuminato Presidente" voglio lanciare una "gomena" (come direbbe un marinaio). La Santa Pasqua di Resurrezione offre agli uomini di buona volontà una occasione di redenzione che tutti accomuna: ricchi e poveri, potenti e negletti, supponenti e remissivi e, financo, a lupi e pecore purchè insieme votati a sane ed intelligenti riflessioni: chi ha buone orecchie e qualche perspicacia intenda.

 

Dr. Alessandro Felloni

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“COMUNICATO URGENTE”

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Siccome riconosciamo a SINCERT, in qualità di nostro più agguerrito concorrente e di più lunga navigazione nel mercato, una "autorevolezza" indiscussa, leggiamo quotidianamente e ci abbeveriamo ai loro Comunicati nell'intento di aggiungere alla nostra esperienza quella più consolidata "dei nostri Maestri".

Ma, quasi quotidianamente, constatiamo che anche "i migliori" hanno qualche "lapsus freudiano": vorrebbero dire una cosa mentre, loro malgrado, ne affermano un'altra.

Deliziosamente, questa volta, alla tonitruante voce dell' "Imperatore", Ing. Lorenzo Thione, s'è aggiunta la voce necessariamente più flebile del "Suo Valvassino" , Ing. Alberto Musa, Direttore di SINCERT, ed insieme hanno firmato il Comunicato SINCERT del 29 gennaio 2003 che recita esattamente:

Oggetto: Aggiornamento delle Disposizioni SINCERT del 30 settembre 2002 in materia di "Riferimenti agli Accordi di Mutuo Riconoscimento (MLA) EA e IAF nella documentazione di accreditamento e nei documenti (attestazioni di conformità) emessi sotto accreditamento SINCERT".

Nel penultimo capoverso della prima pagina ancora si recita testualmente:

Tale modulistica è già stata utilizzata per la documentazione di accreditamento emessa a seguito delle deliberazioni del Consiglio Direttivo SINCERT del 18 Dicembre 2002 e verrà utilizzata in futuro, per tutti i Soggetti accreditati, fino alla revisione conseguente alla prevista, futura, estensione degli Accordi MLA, alle attività di Ispezione.

Facciamo tutti insieme mente locale e riflettiamo su codesto assunto: tale modulistica….. verrà utilizzata in futuro, per tutti i Soggetti accreditati, fino alla revisione conseguente alla prevista, futura, estensione degli Accordi MLA, alle attività di ispezione.

Avete capito bene: gli Accordi MLA non sono estendibili alle Attività di Ispezione che SINCERT si sente autorizzata ad effettuare "anche a sorpresa".

Queste Attività Ispettive, effettuate con assoluta discrezionalità da SINCERT, "anche a sorpresa" sulla pelle degli Organismi di Certificazione, non sono assoggettate a nessun altro controllo che non sia quello autocratico ed assolutamente discrezionale di SINCERT: è il loro tesoro e non lo vogliono dividere con alcuno ma imporlo a tutti e, ovviamente, senza alcun controllo da parte degli Accordi MLA dei quali vantano il mutuo riconoscimento e che sono all'origine della loro conclamata "autorevolezza".

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Dr. Alessandro Felloni

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L’ARDUA SENTENZA

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Al Mercato

Agli Organismi di Certificazione

Alle Autorità Competenti

l'"Ardua Sentenza"

 

I comunicati SINCERT sono un vero concentrato di disinvolte quanto invitanti sorprese; parlo del comunicato del 9 aprile 2003, sempre a firma del "Presidente Emerito" Ing. Lorenzo Thione, dal titolo "La Qualità nelle Opere Pubbliche".

Sono certo della maggiore perspicacia dei più e, quindi, so che non è sfuggita ad alcuno la propensione di SINCERT e del Suo Presidente a candidarsi tra "gli unti dal Signore".

Purtuttavia, per i pochi che non hanno colto questo "intelligente rigurgito di onnipotenza" che manifestamente si evince dalla prosa di codesto comunicato , distillerò centellinando, le "perle" che vengono calate da cotanto superbo discettare di Qualità.

Assunto ripreso letteralmente dal Comunicato SINCERT:

1° capoverso

Con la promulgazione della legislazione sul sistema di qualificazione delle Imprese ai fini di esecuzione di Opere Pubbliche (legge 109/94) il Legislatore Italiano si è posto importanti obiettivi di Qualità per il cui conseguimento, con una scelta illuminante e fortemente innovativa, ha previsto l'utilizzo del sistema Volontario di Accreditamento e Certificazione.

Commento

"SINCERT ed il Suo Presidente" prendono atto che la legge 109/94 si è posta importanti obiettivi di Qualità e, dall'alto della "loro proverbiale saggezza e magnanimità" hanno ritenuto di qualificare questi obiettivi come "una scelta illuminante e fortemente innovativa".

Rilevo che senza il loro placet ed il loro indiretto assenso, forse, il Legislatore si sarebbe indirizzato ad una scelta miope e di retroguardia ma, continua il capoverso, il Legislatore ha previsto anche l'utilizzo del sistema volontario di Accreditamento e Certificazione.

Quest'ultima precisa volontà del Legislatore, SINCERT ed il "magnifico Suo Presidente", la interpretano non come lessicalmente chiunque la interpreterebbe ovvero come una scelta discrezionale perché volontaria, ma come mandato a SINCERT d'esercitare la funzione Accreditante, di autoreferenziata investitura.

E' chiaro e lampante a chiunque che l'Accredito è una scelta volontaria ma la miopia di SINCERT, se non corretta dagli occhiali della disponibilità, non migliora la vista ma tende ad aggravarla.

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2° capoverso

SINCERT - Sistema Nazionale per l'Accreditamento degli Organismi di Certificazione e Ispezione si è fatto carico delle gravi responsabilità a lui derivanti da tale scelta legislativa ed ha predisposto apposite prescrizioni…………………ecc. ecc.

Commento

Avete letto bene: SINCERT si è fatto carico delle gravi responsabilità …………………ecc. ecc.

Essi, SINCERT e il Suo dogmatico Presidente, sono così "altruisti e votati al bene della collettività" che si sono generosamente addossati il citato greve onere, quello di predisporre "apposite prescrizioni" affinché i potenziali disonesti o incapaci "siano messi nella condizione di non nuocere".

Naturalmente tanto fervore ed altruismo, dei "Savonarola della Certificazione", non è gratuito o concordato con le parti in causa, è semplicemente imposto al mercato con costi ciclopici, che gli incauti "Organismi di Certificazione" devono subire, pena l'ostracismo.

3° capoverso

In particolare, gli Organismi accreditati SINCERT devono conformarsi ai requisiti stabiliti dai seguenti documenti emessi dall'Ente di Accreditamento.

Commento

E' chiaro? Costi e documenti non si discutono, o li accetti (vedi subire) o sei negletto dal mercato!

Anche l'altro Ente di Accreditamento - VERITAS-ALIM - si uniforma agli stessi indirizzi, ma semplicemente perché sono riconosciuti a livello internazionale non perché emessi da SINCERT ma, a differenza del più conosciuto concorrente, applica tariffe "concorrenziali", come poco avanti lamenta SINCERT, quasi fosse un delitto di lesa maestà offrire al mercato un servizio a costi più convenienti, in dileggio a quelli praticati da SINCERT.

4° capoverso

Il rispetto di tali requisiti è verificato da SINCERT tramite apposita attività di sorveglianza che può comprendere "anche verifiche straordinarie, senza preavviso, ……….ecc. ecc.

Commento

SINCERT controlla i requisiti tramite "apposita attività di sorveglianza" come se fosse possibile, altrimenti, verificare l'applicazione delle norme di riferimento senza citare le apposite attività di sorveglianza, adombrando indirettamente che "gli Altri non controllino o lo facciano attraverso le anime sante del purgatorio", ovvero, come se fossero dagli Altri controllate attraverso realtà evanescenti quanto improvvisate: VERGOGNATEVI!

Ma la cosa più stupefacente è l'ardire di SINCERT che mena vanto d'esercitare il diritto di verifica quando e per quante volte lo ritiene autocraticamente necessario e financo di stabilire di effettuare le verifiche "senza preavviso".

L'incipit che SINCERT veicola al mercato suona, quindi, come una minaccia agli Organismi di Certificazione ai quali intima di tenersi sempre pronti perché la morte li può cogliere di sorpresa, come una grave malattia che ti castiga quando meno te l'aspetti: bravi, continuate così che il mercato vi premierà.

Ma la cosa più grave e seria, che le Autorità dovrebbero prendere in considerazione, è quella relativa al costo di queste verifiche che rileviamo dal loro tariffario pubblico: la visita iniziale, le visite ispettive di accompagnamento, le eventuali visite supplementari e/o di estensione, le successive visite di sorveglianza e di rinnovo, saranno addebitate a 826.00 euro per ogni giorno-uomo (ispettore, se necessario, esperto) più spese viaggio e trasferta.

Avete tutti ben presente cosa vuol dire codesto assunto? Questi emeriti "altruisti della domenica" esigono ben 826.00 euro giorno-persona, senza informare alcuno - ma tentando invece di cogliere tutti di sorpresa - per quanti giorni si protrarrà la visita e con quante persone essa si effettuerà e con l'aggravante che ESSI e solo loro possono stabilire "quante sorprese" regalare ai negletti Organismi di Certificazione che inopinatamente hanno affidato a codesti "disinteressati" partner la loro permanenza sul mercato.

E' talmente grave questo comportamento ed è così stupefacente che lo rendano pubblico che può essere giustificato o compreso - ma mai condiviso- solo nell'ottica della certezza di SINCERT e del Suo immaginifico Presidente di parlare ad un mercato ed a interlocutori senza nervo e senza capacità reattiva perché, in un mercato consapevole, qualche indignata reazione sarebbe già sortita.

In soldini e per i pochi distratti o superficiali che non hanno colto la drammatica prepotenza che viene calata sui pavidi che subiscono la imposizione sopra citata, voglio esemplificare:

SINCERT decide unilateralmente e discrezionalmente quante visite ispettive è per loro conveniente o necessario effettuare, decide unilateralmente e discrezionalmente con quante persone effettuarle, decide unilateralmente e discrezionalmente per quanti giorni protrarle.

Vogliamo far di conto ed ipotizzare il costo tendenziale che dovrebbe sopportare l'Organismo di Certificazione che supinamente è obbligato a subire le succitate ispezioni?

Tra visite a sorpresa (facciamone 2 all'anno) e visite previste e d'istituto (facciamo 5 o 6 l'anno) al costo di euro 860.00 giorno-persona, effettuate da 2 persone per giorni 2, fanno (2+5x2 giorni x 2 persone = 28) x 860 = 24.000 euro ovviamente + spese viaggio x 2 persone + trasferta x 2 persone.

Il tutto alla faccia del disinteresse e della graziosa testimonianza lacrimevole determinata dal fatto che SINCERT si è fatto carico delle gravi responsabilità a lui derivanti dalla legge 109/94 della quale, però, nessuna Autorità ha investito codesti filantropi.

Ma continuiamo nel far di conto ed ipotizziamo che invece delle poche visite, con l'impiego del minimo di personale (sempre deciso unilateralmente e discrezionalmente da loro) e con il minimo di tempo previsto, Questi generosi e disinteressati epigoni del concetto missionario della vita decidessero altro, ovvero che i controlli necessari fossero più numerosi, chi potrebbe lamentarsi? I pavidi ed ignavi sudditi di cotanto regno autocratico che senza reagire hanno sempre subito? Giammai!

Noi, invece, reagiamo a codesta discrezionalità e vorremmo riverberare a chi di dovere una analisi severa a tutela del mercato ed a salvaguardia della legge che vieta tanto il monopolio quanto la posizione dominante così come la sopraffazione dei deboli e degli indifesi che, anche per loro colpa, hanno sempre subito senza reagire.

Un vecchio proverbio recita: il lupo sopravvive in un mondo di pecore ma, quando "le supposte pecore" sono obbligate a pascolare in quel solo pascolo, chi le tutela? Le tutela solo l'opportunità di poter pascolare in altri campi, quelli messi a disposizione da una sana e doverosa concorrenza che però SINCERT demonizza, adombrando che al di fuori del loro circuito si corrono solo rischi di pericolose devianze.

5° capoverso

Sono tuttavia presenti sul mercato italiano, Organismi di Certificazione - accreditati nel settore EA28 (Edilizia) da Enti di Accreditamento europei firmatari dell'accordo MLA EA per lo schema SGQ - che non sono tenuti a conformarsi alle disposizioni SINCERT e che, rilasciano, a prezzi decisamente "concorrenziali" attestazioni di conformità che non offrono, necessariamente, le stesse garanzie delle Certificazioni emesse sotto accreditamento SINCERT.

Ciò vale soprattutto per quanto attiene al rilascio delle dichiarazioni di esistenza degli "elementi di Sistema Qualità", i cui criteri non sono specificatamente regolamentati da accreditamenti non SINCERT.

Commento

Chi non è accreditato SINCERT - anche se accreditato da altri Enti facenti parte degli Accordi Multilaterali cui SINCERT si identifica - è un reprobo perché può essere "agevolato" nell'applicare una normativa edulcorata ma, soprattutto, perché ha beneficiato di un costo "decisamente concorrenziale" e quindi decisamente più economico.

SINCERT ed il Suo illuminato Presidente dicono: attenti, vi stiamo con il fiato sul collo perché non è possibile che abbiate potuto spendere meno di quanto noi vi imponiamo: a minor costo, certamente, corrisponde un rigore deontologico approssimativo ed opinabile.

6° capoverso

con ciò rappresenta una potenziale distorsione del mercato (intendendo il prezzo decisamente "concorrenziale") che può penalizzare gli Organismi accreditati da SINCERT …………..ecc. ecc.

Commento

SINCERT ed il co-firmatario del Comunicato - Ing. Lorenzo Thione - non prendono nemmeno in esame che Vi possano essere realtà imprenditoriali concorrenti, capaci di offrire un servizio di pari qualità ed etica ad un prezzo più conveniente, bollano gli improvvidi che hanno osato scegliere altri fornitori, di incapacità e larvatamente anche di disonestà deontologica.

7° capoverso

SINCERT ha posto il problema all'attenzione dell'Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici, suggerendo che: ai fini della qualificazione delle imprese di costruzione ai sensi della Legge 109/94 e successive integrazioni e modifiche - tramite il previsto utilizzo delle certificazioni di conformità alle Norme della serie ISO 9000 e dichiarazioni delle'esistenza degli elementi di sistema qualità - vengano, sì, ritenute accettabili le certificazioni e dichiarazioni emesse da Organismi accreditati da Enti di accreditamento firmatari degli Accordi MLA EA, ma venga prescritto che, in tale ambito, suddetti Organismi operino in conformità alle prescrizioni dei documenti SINCERT RT-05 e RT-08.

Commento

SINCERT "suggerisce" all'Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici che, pur considerando benevolmente l'esistenza di realtà omologhe e con gli stessi diritti, obblighi gli Organismi di Certificazione ad uniformarsi alle prescrizioni dei documenti SINCERT RT-05 e RT-08.

E' incredibile tanta supponenza e mancanza del senso della misura, SINCERT e il Suo ieratico Presidente hanno passato il limite; si arrogano il diritto di "suggerire" all'Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici l'0sservanza delle loro direttive, non al fruttivendolo sotto casa, che pure andrebbe rispettato, ma ad un Organo Istituzionale dello Stato.

Spero che qualche Responsabile prenda atto di tanto ardire e faccia qualche sapida riflessione.

8° capoverso

SINCERT auspica che l'Autorità recepisca tempestivamente tali indicazioni, emettendo apposite disposizioni al riguardo.

Commento

Avete letto bene, SINCERT "auspica che l'Autorità recepisca tempestivamente le loro indicazioni", emettendo apposite disposizioni al riguardo………. ALTRIMENTI?

Non hanno veramente il senso delle proporzioni tra ciò che SINCERT rappresenta e ciò che rappresenta l'Autority cui hanno la presunzione di suggerire comportamenti mirati; mancano del senso del ridicolo nell'ostentare cotanta immarcescibile sicurezza: Essi danno direttive non al mercato ma a chi il mercato dovrebbe disciplinare.

E' tempo che qualcuno nel Consiglio d'Amministrazione di SINCERT, "suggerisca" bonariamente al Signor Presidente più saggi comportamenti e Lo preghi di non mettere la propria Organizzazione nell'imbarazzante situazione sopra illustrata.

Un'ultima chiosa indirizzata all'EA: 

che dire dell'EA le cui Direttive, SINCERT ed il Suo inamovibile Presidente, suggeriscono di disattendere, se non conformate alle loro Direttive?

Che dire dell'EA che subisce le "intemerate censure" del Savonarola milanese, Presidente protempore di SINCERT, che si manifesta pubblicamente così infastidito se "ALTRI" gli fanno la bua praticando "prezzi decisamente concorrenziali"?…… Semplicemente, subisce!

Ai contemporanei, quindi, consegnamo "l'Ardua Sentenza" sulle personali ed aziendali interpretazioni di SINCERT e del suo leader.

I Dirigenti della Autority passano la mano, prima o poi, e prima o poi vengono sostituiti, come anche i Santi sul calendario, ma il nostro "DUCE" (vedi Capo), Ingegner Lorenzo Thione, pensa, invece, d'essere inamovibile ancorché onnipotente e si sente legittimato ad intimare l'ossequio alle sue direttive avendo però l'intelligente accortezza di usare il termine "suggerire" virgolettato, ma solo per renderlo più incisivo affinché ad alcuno non sfugga il significato cogente ed intimidatorio.

Anche le Autority devono uniformarsi alle Direttive che Egli e SINCERT emanano?…….. Altrimenti………? Altrimenti chi ha orecchi per intendere, intenda!

 

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Il direttore dell'Istituto Italiano 

Certificazione Qualità

Dr. Alessandro Felloni

“LA RIBELLIONE NON È MAI UN RIMEDIO BENEDETTO, MA NON LO È NEMMENO L’INERZIA E LA RASSEGNAZIONE”

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Sono sempre più numerosi gli Organismi di Certificazione che chiedono di saperne di più sulla querelle che è in corso tra SINCERT ed il nostro Istituto e sulla ibrida e misteriosa materia dell'ACCREDITO, e sono diversi quelli che con qualche distinguo, riluttanza e preoccupazione, ci testimoniano la loro solidarietà.

Vorrebbero cogliere l'opportunità rappresentata da "VERITAS-ALIM", che considerano alternativa a quella che stanno percorrendo; sono in bilico tra il fare una scelta radicale e coraggiosa, col timore però di inimicarsi la realtà monopolistica rappresentata da SINCERT, e correre il rischio professionale di affidare ad altri Enti di Accreditamento (VERITAS-ALIM) la spendibilità e credibilità dei loro Certificati.

Come abbiamo già detto in risposta al "Comunicato urgente" di SINCERT, il coraggio o ce l'hai nel DNA o non te lo consegna nessuno ma con ciò non vogliamo indurre alcuno a comportarsi da Don Chisciotte e seguire il nostro percorso, non chiediamo a nessuno di "ribellarsi" allo status quo ma vogliamo più semplicemente comunicare al mondo della certificazione che esistiamo e che siamo soggetti pensanti e reattivi e che non abbiamo ancora mandato il cervello all'ammasso.

Vogliamo semplicemente esercitare un sacrosanto diritto al decoro, nel rispetto delle regole della libera concorrenza e offriamo ai non rassegnati ed a quanti non vogliono vivere di comode inerzie, una alternativa percorribile al sistema vigente e già consolidato da ritualità sacerdotali mai da alcuno messe in discussione.

Non siamo dei velleitari e non abbiamo vocazioni al martirio e nessun interesse a percorrere strade perigliose e senza sbocchi ed, ovviamente, non ci permettiamo di trascinare altri in scelte che possono ritenere dolorose, infide e non liberamente condivise; vogliamo stimolare una saggia riflessione e sollecitare una responsabile e meditata solidarietà, invitando tutti a misurare il loro maggior vantaggio con il minimo sforzo.

Siamo degli inveterati ottimisti e perciò ci aspettiamo da persone mature e dalle Aziende che operano con responsabilità, uno scatto d'orgoglio che premi e valorizzi il loro amor proprio e la loro dignità di imprenditori consapevoli di operare in un libero paese.

 

Dr. Alessandro Felloni

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TERRORISMO PSICOLOGICO:

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tecnica di guerriglia applicata e finalizzata ad intimidire la concorrenza.

Siamo onorati ancorché non dispiaciuti che un nostro cospicuo concorrente ci abbia ritenuti degni di così speciosa attenzione: indirettamente quanto sottilmente SINCERT ci ha fatto oggetto di un rispetto inopinato quanto non richiesto né sollecitato della qual cosa graziosamente ringraziamo.

Quando una grande realtà di servizio, quale parrebbe essere SINCERT, scende in campo per contrastare o disciplinare una qualche diversità d'opinione ci si aspetta un poco di bon ton, il rispetto delle regole e del fair play ma non certamente che si comporti come potrebbe un incolto supponente che non sa misurare o gestire la propria superiorità intellettuale o la supposta maggiore autorevolezza e spessore deontologico.

Invece, come chiunque può verificare dal "COMUNICATO URGENTE" relativo al contenzioso con il nostro Istituto, SINCERT si è comportato come un qualsiasi becero e banale interlocutore che impreca, starnazza ed in modo querulo e supponente dispensa patenti di credibilità che alcuno ha loro demandato d'esercitare.

Teniamo tutti presente che SINCERT nel volere essere più incisivo ha usato l'assunto del "COMUNICATO URGENTE" affinché il "VERBO", che l'immarcescibile Presidente ing. Lorenzo Thione ha veicolato, non passasse inosservato ma che fosse da tutti vissuto come una censura morale e monito a quanti in futuro potessero pensare di dissentire o solo timidamente eccepire al loro dictat.

Noi invece dissentiremo con analogo vigore fino a quando SINCERT ed il suo problematico Presidente non scenderanno dal piedestallo che nessuna Legge dello Stato ha loro garantito e grideremo sempre e con forza la nostra indipendenza.

Affermeremo sempre con uguale temperamento e determinazione che Costoro rappresentano una semplice realtà consulenziale autoreferenziata e senza alcuna investitura istituzionale e, come nostra complementare riflessione, aggiungiamo che potrebbero e dovrebbero gestire la loro presenza sul mercato con maggior rispetto dell'altrui indipendenza e deontologia anche se non abbiamo remore a riconoscere che, occasionalmente, si muovono con una qualche dignità condita sempre, però, con sussiego e distaccata impudenza.

Solo chi ha spessore intellettuale, decoro e senso della misura può sopportare il legittimo dissenso senza sentirsi sminuiti ma, invece, arricchiti: i poveri di spirito ed i supponenti non sopportano il dissenso ma tendono a soffocarlo.

Meditiamo tutti insieme su codeste tendenze al monopolio ed alla sopraffazione di SINCERT e traiamone congiuntamente i sottili e minacciosi insegnamenti.

 

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Dr. Alessandro Felloni

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COME FUNZIONA L’AUTORITÀ DI VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

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RIFLESSIONI:

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Vogliamo interrogare il mercato e ci auguriamo che insieme a noi le Aziende, le SOA, gli Enti Pubblici, le Autorità istituzionali, gli Enti di certificazione e SINCERT - per sua parte - analogamente facciano.

L'Autority per la Vigilanza sui Lavori Pubblici ha recentemente emesso, e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, una "DETERMINA" che riguarda il nostro Istituto "con ciò determinando" un discrimine in danno della nostra Azienda.

Certamente codesta "DETERMINA" è stata oggetto di ampia riflessione e dibattito - questa è la nostra opinione - ma ugualmente il risultato di tanto "approfondimento" ha procurato sconcerto ancorché chiarezza al mercato e segnatamente ha "determinato" al nostro Istituto un qualche imbarazzo che noi stiamo gestendo continuando per la nostra vecchia strada con la certezza d'essere nella pienezza del diritto: diritto riconosciuto a tutti gli italiani che vogliono intraprendere come a chiunque voglia misurarsi correttamente con il mercato.

Una prima riflessione porgiamo a tutte le persone di buona volontà e a tutti gli operatori del settore, quella relativa al principio secondo il quale le norme e i regolamenti non possono essere retroattivi.

Noi eravamo sul mercato ed operavamo anche prima che l'Autority fosse costituita e a buon diritto e secondo buon senso riteniamo che i certificati da noi emessi in quel periodo (ovvero addirittura prima della nascita dell'Autorità) rientrino nel DIRITTO ACQUISITO e quindi nella pienezza della legittimità e deontologia.

Una seconda riflessione porgiamo alle stesse persone di buona volontà ed agli operatori di settore, quella relativa alla imposizione, da parte dell'Autorità di Vigilanza, di un ACCREDITO senza il quale parrebbe che i certificati non abbiano valore.

Se - come abbiamo tentato di illustrare in codesto nostro sito - l'ACCREDITO non è obbligatorio perché nessuna legge dello stato ne disciplina la materia, non riusciamo a capire perché codesto "orpello" possa assurgere a condizione indispensabile per la validità dei certificati.

Terza riflessione, che sempre porgiamo alle persone di buona volontà ed agli interessati tutti, quella secondo la quale si pretenda, sempre da parte dell'Autorità di Vigilanza, che l'ACCREDITO richiesto - ancorché non supportato da alcun valore legale - sia esclusivamente quello di SINCERT, avallando con ciò una manifesta violazione della LEGGE ANTI TRUST secondo la quale in Italia è vietato l'esercizio della posizione dominante, è vietato l'esercizio del monopolio e, ovviamente, è vietato il patto leonino che, come tutti sanno, si sostanzia quando sul mercato esiste un solo fornitore di beni e di servizi che impone costi e regole non in concorrenza senza aderire supinamente ai quali si viene espulsi dal mercato.

Altre riflessioni ancora, porgiamo alle persone di buona volontà ed agli operatori di settore: le rileviamo dal sito internet dell'Autorità, che citiamo testualmente:

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COME FUNZIONA L'AUTORITA'

Capoverso 16: Cosa sono i poteri di segnalazione e consultivi dell'Autorità: l'Autorità non può sostituirsi al Governo e al Parlamento nel decidere quali norme (leggi, regolamenti, provvedimento amministrativi di carattere generale) debbano regolare il funzionamento della economia. Tuttavia, essa ha il potere di segnalare al Governo, al Parlamento o alle Amministrazioni pubbliche competenti i casi in cui i provvedimenti normativi già vigenti, o in via di formazione siano tali da introdurre restrizioni della concorrenza che non risultano giustificate in base ad esigenze di interesse generale ( articoli 21 e 22 della legge n. 287/90).

L'Autorità utilizza i propri poteri di segnalazione specie nei casi in cui provvedimenti normativi limitano la concorrenza ad esclusivo vantaggio delle imprese già operanti nel mercato, ad esempio sottomettendo l'esercizio di una attività o l'accesso ad un mercato a restrizioni quantitative, oppure stabilendo diritti esclusivi in certe aree o imponendo pratiche generalizzate in materia di prezzi e di condizioni di vendita.

Capoverso 17: Cosa sono le indagini conoscitive: quando il funzionamento di un mercato o di un settore presenta delle caratteristiche che lasciano presumere l'esistenza di ostacoli nell'operare della concorrenza.

Capoverso 18: Come si attiva un intervento dell'Autorità nel settore della concorrenza: anche un singolo cittadino può ricorrere direttamente all'Autorità, presentando per iscritto una denuncia (non però anonima): riceverà comunque una risposta.

Capoverso 19: Come vengono svolte le istruttorie su intese, abusi e concentrazioni: ogni volta che l'Autorità riceve una denuncia o raccoglie informazioni riguardo a possibili pregiudizi alla concorrenza.

Se …l'Autorità, come sopra citato, non può certo sostituirsi al Governo e al Parlamento nel decidere quali norme…, ci domandiamo e speriamo che tutte le persone di buona volontà insieme a noi si domandino, quella "DETERMINA" emessa dall'Autorità di Vigilanza e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale che è così diventata cogente per il mercato surrogando nei fatti una legge dello Stato che non c'è, come va letta? Va letta ed interpretata come un semplice indirizzo ovvero quale opinione, o invece, solo perché pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale è diventata una legge dello Stato?

Questo è un quesito intrigante che porgiamo alle persone di buon senso ed agli interessati tutti.

Noi pensiamo che con la determina summenzionata, l'Autorità di Vigilanza non abbia voluto né indirizzare né esprimere semplici opinioni né, tantomeno "legiferare" ed allora come interpretare la determina di cui sopra?

Sommessamente quanto decisamente, la interpretiamo come un semplice stimolo a comportamenti coerenti e deontologicamente condivisibili e, per dimostrare nei fatti la nostra totale condivisione nell'accettare codesti orientamenti alla chiarezza ed alla nobiltà deontologica, abbiamo contribuito alla nascita di un nuovo ENTE DI ACCREDITAMENTO "VERITAS-ALIM", con ciò ottenendo due risultati: primo, abbiamo contribuito a sollevare SINCERT da una imbarazzante situazione monopolistica che rappresenta una palese violazione della legge italiana (e speriamo che l'immaginifico Presidente di SINCERT ing. Lorenzo Thione ci sia grato ancorché riconoscente) secondo, ci siamo uniformati alla Direttiva dell'Autorità di Vigilanza che suggerisce l'applicazione dell'ACCREDITO sui certificati da emettere.

Con l'esibizione sui nostri certificati dell'ACCREDITO VERITAS-ALIM riteniamo di essere in armonia con la "DETERMINA" sopraccitata e contestualmente garantiamo ed informiamo il mercato che l'ACCREDITO VERITAS-ALIM si uniforma agli stessi regolamenti internazionali cui anche SINCERT fa riferimento e che i severi controlli sull'applicazione ed osservanza dei medesimi vengono rigidamente esercitati dal Consiglio Direttivo di una Libera Associazione di Imprenditori (ALIM Associazione Libere Imprese Milano) cui è demandato il compito di analizzare i comportamenti deontologici degli accreditandi con ciò decidendo il rilascio o la revoca dell'ACCREDITO (vedi Statuto ALIM pubblicato sul nostro sito che al Titolo XIV Articolo 35 disciplina la materia).

Come gli interessati e le persone di buona volontà possono verificare da codesto nostro sito, abbiamo inoltrato domanda all'Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici per inserire l'ACCREDITO VERITAS-ALIM nel novero degli ENTI DI ACCREDITAMENTO costà depositati con ciò ritenendo che la querelle relativa a codesta materia spuria e non disciplinata da alcuna legge dello Stato sia indirizzata ad una pacifica e condivisa risoluzione.

 

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Il Direttore

Dr. Alessandro Felloni

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ISOLIAMO ALCUNE “PERLE” DALLA VOLUMINOSA LETTERATURA SINCERT

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Tutti devono sapere, Autorità comprese, che per ottenere l'Accredito SINCERT è indispensabile, e sottolineiamo indispensabile, che l'Organismo di Certificazione abbia emesso - prima dell'Accredito - un certo numero di certificati, ovviamente NON ACCREDITATI.

Esemplifichiamo dalla comunicazione SINCERT:

TITOLO:

Regolamento per l'accreditamento degli

Organismi di certificazione

1.2.2

Condizione perché un Odc possa essere accreditato è che:

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sia conforme ai requisiti applicabili e definiti nel presente Regolamento, nelle norme e nei documenti di riferimento riportati nell'Allegato;

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al momento della Visita Iniziale presso la propria sede, lo stesso sia operativo avendo emesso certificati da almeno dodici mesi;

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soddisfi i requisiti riportati nel seguito in relazione alle attività per le quali ha richiesto l'accreditamento;

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soddisfi inoltre le seguenti condizioni:

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certificazione di prodotti: abbia rilasciato almeno una certificazione per ciascun settore richiesto;

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certificazione di sistemi di gestione aziendale: abbia certificato almeno tre aziende

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per ciascun settore richiesto per schemi di Sistema Qualità (SQ)

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per ciascun macrosettore, di cui al §2.12, per schemi di Gestione Ambientale e, per ciascun schema, abbia effettuato almeno una visita di sorveglianza;

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certificazione di persone: abbia certificato almeno dieci persone per ciascuna figura professionale, con un minimo di venti certificati complessivamente emessi

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1.2.7

Condizione perché un Organismo possa richiedere l'estensione dell'accreditamento ad altri settori (es.: prodotti, settori di accreditamento, figure professionali) sempre all'interno dello schema già coperto da accreditamento, è che soddisfi le seguenti condizioni:

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certificazione di prodotti: abbia rilasciato almeno un certificato per ciascun settore richiesto;

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certificazione di sistemi di gestione aziendale: abbia rilasciato almeno due certificati per ciascun settore richiesto (o macrosettore in caso di schemi di gestione ambientale);

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certificazione di personale: abbia rilasciato almeno cinque certificati per ciascuna figura professionale richiesta.

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1.2.10

L'accreditamento, il mantenimento e l'estensione sono subordinati al versamento degli importi secondo l'ammontare e le modalità previste dal Tariffario.

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​

Ora ci domandiamo e speriamo che molti come noi si domandino:

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quei certificati emessi prima dell'Accredito SINCERT, sono validi e quindi spendibili anche a corredo documentale per l'ottenimento delle S.O.A. o sono carta straccia?

Se sono validi, come è assolutamente legittimo che siano, validi rimangono anche senza l'Accredito; se invece non sono validi, senza l'Accredito di SINCERT, non possono essere emessi e posti in circolazione e di conseguenza non possono essere accreditati ne da SINCERT ne da altri.

Siamo assolutamente certi che SINCERT non si presterebbe ad avvallare, con un proprio Accredito, un certificato falso e senza alcun valore, quindi riteniamo che applicando il proprio sigillo sui certificati emessi e circolanti anche prima dell'Accredito, SINCERT ne confermi autorevolissimevolmente la assoluta liceità e legittimità.

Vorremmo volentieri astenerci dal commentare le enormi contraddizioni nei comportamenti e nei regolamenti di SINCERT, ma vogliamo, invece, offrire al mercato, agli Enti Pubblici ed alle Autority tutte, un severo ed alto motivo di riflessione:

capiremmo se per erogare l'agognato accredito, SINCERT pretendesse di monitorare l'Organismo di Certificazione allo scopo di verificarne le competenze, la qualità della struttura, la presenza di adeguate professionalità, la funzionalità delle attrezzature, il titolo camerale senza il quale nessuna attività può essere esercitata, la storia professionale e l'evoluzione deontologica dell'aspirante accreditando ma, che SINCERT si limiti a constatare quanti certificati siano stati emessi e da quanto tempo l'Organismo di Certificazione è sul mercato, prima dell'accredito, è una vera "primizia", una "perla" appunto e lo capiamo quindi con riserva, e voi?

Noi ci domandiamo e speriamo vi poniate tutti lo stesso quesito: come mai SINCERT ha scelto la strada meno nobile, più facile e banale per concedere l'Accredito? Perché l'Accredito è una semplice ritualità, non è obbligatorio né confortato da alcuna legge dello Stato ma una scelta discrezionale e volontaria degli Organismi di Certificazione.

SINCERT ha scelto ed applicato la formula del basso profilo e della meccanicità che non implicano decisioni coraggiose; si limita ad erogare una semplice e banale prestazione di servizio a pagamento, assolto il quale i contraenti - SINCERT e l'Organismo richiedente l'Accredito - trovano la loro reciproca convenienza.

SINCERT, ripeteremo fino alla noia, non ha titolo alcuno per esercitare il monopolio che nei fatti impone al mercato, mutilando il legittimo diritto di tutti gli Operatori di scegliersi un proprio referente e ritagliarsi uno spazio professionale indirizzato alla maggiore convenienza, trasparenza e duttilità che solamente una sana concorrenzialità può garantire; SINCERT non può, o peggio non vuole, prendere in considerazione questa eventualità, deve tutelarsi aprioristicamente, tanta è la supponenza e la protervia che loro deriva dall'esercizio di una posizione dominante che tutti gli Operatori subiscono passivamente pena l'esclusione dal mercato.

RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE…

E REAGIRE!

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Una grave e preoccupante FORZATURA al DIRITTO, soprattutto al sacrosanto DIRITTO al LAVORO che è garantito ad ogni Cittadino Italiano dalla Costituzione, viene perpetrata quando una Pubblica Amministrazione pretende, per la partecipazione ad una gara o ad un appalto, che le Aziende esibiscano un Certificato di Qualità Accreditato, ed ancor più grave e LESIVA del DIRITTO è la pretesa che il Certificato debba essere ACCREDITATO SINCERT.

Certo, il Privato Cittadino o l'Azienda, possono scegliersi un fornitore di beni o servizi di loro gradimento ma non altrettanto può fare l'Ente Pubblico o incaricato di Pubblico Servizio che invece deve scrupolosamente attenersi alla Legge e soprattutto deve preoccuparsi che i comportamenti non determinino discriminazioni in danno di alcuno.

Non essendovi una legge dello Stato e nessuna disposizione governativa che disciplina la materia dell'Accredito e non essendo l'Accredito elemento sostanziale della Certificazione di Qualità, bensì una scelta volontaria degli Organismi di settore, l'Ente Pubblico o incaricato di Pubblico Servizio deve essere equanime e financo eroico nell'applicare salomonicamente la norma, norma che deve restituire al Cittadino Italiano il proprio e fondamentale DIRITTO al LAVORO. Aggiungiamo che a maggior garanzia e tutela dei terzi l'Ente pubblico o incaricato di pubblico servizio DEBBA più realisticamente esigere, dagli Organismi di settore, che ESIBISCANO SEMPRE L' AUTOCERTIFICAZIONE a corredo della veridicità di quanto esposto nei documenti da loro emessi e della assoluta corrispondenza alle norme di riferimento internazionali.

L' AUTOCARTIFICAZIONE, a differenza del semplice accredito che è una minuscola ed opinabile garanzia che private realtà offrono a privati cittadini, ha il vantaggio del valore legale con una immediata implicazione sanzionabile perché espressamente prevista dal codice italiano.

Il nostro Istituto, da sempre, insieme all'accredito VERITAS/ALIM, ha corredato i propri documenti certificatori dell' AUTOCERTIFICAZIONE ritenendola l'unica ed incontrovertibile garanzia che un fornitore di servizi debba esibire al proprio interlocutore pubblico.

Abbiamo sopportato con stoicismo, quasi con eroismo, di confrontarci con un mercato difficile; abbiamo affrontato lealmente la concorrenza secondo deontologia e buon senso ma, ora, riteniamo giunto il momento di affrontare con chiarezza, in un pubblico dibattito, un argomento controverso ma che finalmente possa consentire agli ENTI DI CERTIFICAZIONE INDIPENDENTI (quelli che non si riconoscono in SINCERT) di far sentire chiara e forte la propria voce al mercato, alle Autorità, agli Enti pubblici, agli Operatori di settore e di capire finalmente cosa si agita nel mondo autoreferenziato della Certificazione di Qualità.

Si confrontano due modelli interpretativi e due complementari scuole di pensiero: quello di SINCERT e quello degli ALTRI che in SINCERT non si riconoscono ma che esercitano un loro sacrosanto e legittimo diritto all'indipendenza, al confronto ed alla competizione.

Allo scopo è stato costituito in Italia, per iniziativa di una Associazione di Imprenditori, in concorrenza a SINCERT, un'altro ENTE DI ACCREDITAMENTO - VERITAS/ALIM (Associazione Libere Imprese Milano), che già opera facendo specifico ed oggettivo riferimento alle stesse direttive e norme internazionali, che si è dotato di un ORGANISMO DI CONTROLLO severo e indipendente e che, come per SINCERT, è quindi riconosciuto di FATTO E DI DIRITTO (non essendovi in Italia alcuna disposizione governativa e nessuna disposizione di legge che regoli la MATERIA DELL'ACCREDITO o che abbia delegato a SINCERT il titolo o l'incarico di ENTE ACCREDITANTE). - vedere il comunicato SINCERT al sito - www.sincert.it - f.a.q Accreditamento - che è alla base del titolo di UNICO ENTE DI ACCREDITAMENTO che cotanto nostro concorrente si è attribuito -

La materia è assai duttile e controversa e presta il fianco a diverse e non disinteressate interpretazioni ma la tendenza al MONOPOLIO ed all'esercizio di una POSIZIONE DOMINANTE di SINCERT, che la nascita di un concorrente - VERITAS/ALIM - pone in discussione, così da giustificarne la reazione scomposta, irritata ed intollerante, mette in evidenza il loro terrore di perdere o vedere seriamente compromessa una comoda ed assai remunerativa posizione di preminenza sin qui esercitata. (si noti che in un mercato quale quello Italiano la totale mancanza di concorrenza e l'esercizio di una manifesta ed incontrovertibile posizione dominante e monopolistica, sinora esercitata da SINCERT, sono espressamente vietate dalla Legge).

Vi è ancora un'altra riflessione da connotarsi, quella che si sostanzia quando nel mercato si verifica, da parte di una sola azienda che fornisce beni o servizi, l'esercizio di una posizione di preminenza senza alternative, cioè quando in un settore dell'imprenditoria opera un solo fornitore che, come nel nostro caso con la presenza immanente di SINCERT, è in grado di imporre regole e costi che se non accettati supinamente escludono l'interlocutore dal mercato, determinandone la cessazione dell'attività.

Questa è la chiara e manifesta condizione che configura un vero PATTO LEONINO che, come la posizione dominante e monopolistica, è vietato dalla Legge Italiana e che noi ci premuriamo quindi di inoltrare al GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO perché intervenga a sanare codesta invereconda anomalia che umilia le aziende e imbarazza il libero mercato.

Noi, ENTI DI CERTIFICAZIONE INDIPENDENTI ACCREDITATI VERITAS/ALIM, proseguiremo per la nostra strada perché abbiamo l'assoluta certezza di promuovere proselitismo e di crescere in numero e rappresentatività e, sia pure faticosamente, di saperci confrontare legittimamente quanto lealmente con SINCERT in ragione di una sana e doverosa concorrenzialità che sola può consentire un utile raffronto a beneficio delle parti, del mercato e degli operatori del settore.

Ancora, e senza infingimenti, vogliamo aprire una riflessione sul pretestuoso assunto che SINCERT veicola come patente di nobiltà e dal quale fa ascendere una indicazione di supposta maggior autorevolezza e correttezza formali, quella di far parte di un contesto di MUTUO RICONOSCIMENTO tra realtà omologhe di altri paesi.

Far parte di una realtà così algida e lontana non è sempre e di per se garanzia di comportamenti coerenti e deontologicamente affidabili mentre, diversamente, come nel nostro caso, è assai più verosimile che un controllo immanente e subitamente presente ancorché geograficamente più prossimo al controllato, sia assai più efficace perché incombente al momento della prova e della verifica.

Purtuttavia, noi ENTI DI CERTIFICAZIONE INDIPENDENTI ACCREDITATI VERITAS/ALIM, affermiamo che la normativa di riferimento cui ci ispiriamo e che quotidianamente applichiamo debba essere la stessa cui SINCERT e gli omologhi Enti degli altri paesi fanno riferimento e, per ribadire questa nostra posizione, suggeriamo una chiosa all'oggetto del contendere al fine di sdrammatizzarne il percorso interpretativo: che non sia una realtà terza, SINCERT o altri autoreferenziati, a decidere i buoni e i cattivi, quelli da premiare o castigare, ma che sia la CATEGORIA degli OPERATORI DI SETTORE ad esprimere al loro interno un ORGANO DI AUTOGOVERNO serio e rigoroso e da tutti accettato quale ORGANO DI AUTOCONTROLLO.

Questa realtà democraticamente espressa dalla categoria garantirebbe un reciproco, severo ed attento esame dei comportamenti deontologici, farebbe crescere la categoria in assunzione di responsabilità, abbatterebbe i costi ciclopici e non negoziabili che ora SINCERT impone e che gli operatori debbono supinamente accettare pena l'espulsione dal mercato, e darebbe alla Categoria quella patente di indipendenza ed autorevolezza che solo un comparto imprenditoriale maturo e consapevole del proprio ruolo può meritarsi, decidendo autonomamente del proprio destino.

Affermiamo tutti insieme, con forza e determinazione: BASTA CON CHI ESERCITA UNA INDEBITA POSIZIONE PARASSITARIA E UNA RENDITA DI POSIZIONE MONOPOLISTICA, IN DANNO DELLE RISORSE DELLE AZIENDE E DEL DIRITTO AL LAVORO DELLA CATEGORIA.

Da un articolo su Il Giornale del 28 febbraio u.s. a firma Francesco Cossiga "Presidente Emerito", citiamo un concetto che, traslato, può applicarsi alla disputa tra il nostro Istituto e SINCERT:

"…MI INQUIETA LA POTENZA DEI POTENTI,

MI TURBA LA LORO PREPOTENZA

MA MI ANGOSCIA E ATTERRISCE LA LORO

SUPERFICIALITA' E LA LORO IGNORANZA…"

Citiamo ancora da una comunicazione SINCERT che chiunque può verificare dal sito omonimo (- www.sincert.it - f.a.q Accreditamento -) riferita a due precisi quesiti:

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        L'ACCREDITO E' OBBLIGATORIO?

No, non esiste alcuna Legge che obblighi o vincoli gli Organismi di Certificazione, i Laboratori di prova e taratura all'accreditamento. L'accreditamento è una scelta volontaria degli Organismi/Laboratori che intendono così impegnarsi nel dare evidenza di una caratteristica in più per quanto riguarda la correttezza, la trasparenza e la professionalità della loro attività. D'altra parte solo l'Accreditamento garantisce la fiducia nel Sistema nella sua complessità, per cui è richiesto nella maggioranza dei casi.

        SETTORE EA 28 - Qual'è il valore delle certificazioni rilasciate da Organismi di Certificazione accreditate da SINCERT, accreditate da Enti firmatari di accordi di mutuo riconoscimento e infine da Organismi non accreditati?

        Come è certamente noto, l'accreditamento garantisce che l'Organismo di Certificazione (OdC) opera in conformità ai requisiti delle Norme ad esso applicabili.

Le attività di Certificazione Volontaria, regolate dalle Norme suddette, non sono sottoposte a specifiche Disposizioni Legislative (come invece accade nei settori cogente e regolamentato) e, possono, in teoria, essere esercitati da qualsiasi Soggetto.

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Da questi due assunti, e da ripetute altre contraddizioni che si evincono dalla stessa loro comunicazione, SINCERT è costretta - obtortocollo - a dichiarare che il loro Titolo ad esistere ed a operare sul mercato deriva da una condizione di fatto e di diritto.

Essendo però la Certificazione di Qualità una scelta volontaria, non sottoposta ad alcun vincolo di legge ne tantomeno ad alcuna disposizione governativa, SINCERT non ha titolo alcuno per imporre la propria tutela o supervisione, e questo per loro stessa ammissione sia pure ammantata di molti se e di ma.

Una semplice ed ulteriore riflessione offriamo al Mercato, alle Autorità competenti ed agli interessati tutti, quella secondo la quale in SINCERT può esservi riprodotto il vecchio modello del FÜHRERPRINZIP, ovvero il principio del capo carismatico che in virtù di una supposta superiore purezza, è legittimato a sospendere le garanzie dei singoli, assumendo decisioni necessarie al "bene comune", anche violentando il LEGITTIMO DIRITTO ad esistere e a operare dei concorrenti.

C'è da chiedersi, con grande preoccupazione, da chi e come questa "Autorità" possa aver ricevuto adeguata legittimazione per poter sospendere autoritariamente il DIRITTO AL LAVORO riconosciuto a tutti i cittadini italiani e quindi anche al nostro Istituto.

Diceva Leonardo Sciascia che la prevaricazione e la prepotenza dimorano nell'animo degli uomini, specie degli italiani, restii ad accettare i limiti che ad ogni volontà (superiore o inferiore) pone il diritto.

SINCERT NON HA ALCUN DIRITTO di imporre al Mercato se medesimo quale UNICO ENTE DI ACCREDITAMENTO perché a SINCERT nessuna Legge dello Stato ne ha demandato il compito o l'incarico

SINCERT, autoreferenziandosi, impone unilateralmente costi e tariffe e dispone, come abbiamo sopra illustrato, di una posizione monopolistica e dominante che rappresentano una precisa violazione della Legge, non della legge del mercato, ma della LEGGE.

NON SIAMO IPOCRITI E NON CI SOTTRAIAMO ALLE RESPONSABILITA'

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Questo sito vuole essere una finestra aperta, vuole raccontare una storia, vuole caratterizzare un percorso, vuole sommessamente ma decisamente comunicare con tutti quelli che hanno curiosità o interessi da soddisfare su ciò che agita il mondo autoreferenziato della Certificazione di Qualità nonché dei correlati e, quindi, ci domandiamo:

 

1. PERCHÉ SINCERT CI OSTACOLA?

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2. PERCHÉ SINCERT LO FA ORA?

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3. PERCHÉ SINCERT NON LO HA FATTO PRIMA?

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4. PERCHÉ SINCERT SI AGITA TANTO E COME MAI?

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5. L'ACCREDITO SINCERT O L'ACCREDITO IN GENERALE È OBBLIGATORIO?

 

Cercheremo di dare a codesti quesiti una risposta pacata e rigorosa. 

Eravamo piccoli ed insignificanti e siamo cresciuti conquistandoci visibilità e quote di mercato;

Abbiamo partecipato a tutti i Saloni della Qualità importanti (Parma e Bolzano) con una posizione significativa per spazio occupato e per la presenza a convegni e conferenze ove il nostro Direttore è stato chiamato sovente quale relatore;

Abbiamo occupato spazi redazionali e tabellari sulla stampa specializzata e sui mezzi di comunicazione nazionali più qualificati (Il Sole 24 Ore, La Stampa, Tutto Sport, Il Foglio, Il Mattino di Bolzano ed altri quotidiani e periodici tra cui De Qualitate il cui direttore editoriale è anche presidente di SINCERT!);

Abbiamo intrattenuto con SINCERT rapporti di cordialità e buon vicinato tanto da ipotizzare un percorso di mutuo riconoscimento adombrando anche l'opportunità che un rappresentante dell'Associazione Imprenditoriale (ALIM - Ass. Libere Imprese Milano), alla quale il nostro Istituto aderisce e ove opera l'Ente di Accreditamento al quale ci riferiamo (VERITAS - ALIM), entrasse nel comitato di accreditamento di SINCERT;

Abbiamo, e per anni, convissuto l'uno consapevole dell'esistenza dell'altro rispettandoci vicendevolmente, ed allora ci domandiamo e credo vi domandiate: perché tanta livorosa ostilità e tanta acredine nei confronti del nostro Istituto?

Noi, comunque, come si evince dai capoversi di cui sopra, non vogliamo nasconderci o nascondervi alcuna opinione anche avversa ai nostri interessi, ma vogliamo con forza, analogamente a SINCERT, esporre pubblicamente le nostre ragioni nel rispetto dell'intelligenza e capacità di giudizio di quanti consulteranno questo sito.

Vogliamo altresì promuovere un'informazione che permetta a chiunque di farsi una propria autonoma opinione consentendo, finalmente, di mettere a confronto opposte scuole di pensiero: la Nostra e quella di SINCERT.

Rispondiamo ora e pedissequamente ai quesiti che noi stessi ci siamo posti e che sono sopra menzionati.

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1. PERCHÉ SINCERT CI OSTACOLA?

Perché l'indipendenza come la non dipendenza di qualcuno, specie se motivata e legalmente giustificata, generano disaffezione anche in Altri.

È risaputo che quando alcune opinabili e gratuite certezze vengono messe in discussione possono generare fughe precipitose e vuoti associativi, con relativa e devastante perdita economica che SINCERT è impreparata a sopportare.

 

2. PERCHÉ SINCERT LO FA ORA?

Perché il germe dell'indipendenza negli Organismi di Certificazione si sta diffondendo, e le prime domande ed i primi dubbi sull'ineluttabilità dell'Accredito SINCERT si stanno affacciando al mercato, specie da quando è stato da noi reso di pubblico dominio che a SINCERT nessuna legge dello Stato ha demandato il compito o l'incarico di Ente Accreditante e tantomeno di Unico Ente di Accreditamento.

 

3. PERCHÉ SINCERT NON LO HA FATTO PRIMA?

Perché i potenti ed i supponenti tendono sempre a sottovalutare gli eventi correnti sino a quando, e loro malgrado, questi si manifestano nella immanente ed incombente legittimità; è allora che la reazione scomposta, proterva e risentita di SINCERT si manifesta con la grevità che tutti possono verificare dalla loro comunicazione, veicolata nella speranza tardiva e vana di scongiurare il pericolo che originariamente non hanno preso nella dovuta considerazione: quello costituito da VERITAS - ALIM, Ente di Accreditamento emergente alternativo al loro.

 

4. PERCHÉ SINCERT SI AGITA TANTO E COME MAI?

Perché la posizione monopolistica e dominante di SINCERT, che può financo sconfinare nell'illegale esercizio di un vero PATTO LEONINO tra loro e gli Organismi di Certificazione che, non potendo fare altrimenti pena l'espulsione dal mercato, soggiaciono alle imposizioni loro inflitte, ha finalmente portato a conoscenza dei malcapitati che non osano ribellarsi ciò che si agita sul mercato, ed anche l'opportunità di scegliersi un fornitore di servizi alternativo a SINCERT.

SINCERT, evidentemente, non può permettersi di essere messa in discussione o d'essere relegata ai margini e così, invece di ricercare prudentemente una morbida e responsabile via di mediazione tra l'Ente di Accreditamento Emergente VERITAS - ALIM e la propria già consolidata realtà, ha scelto la strada più impervia e miope del muro contro muro disorientando il settore senza minimamente preoccuparsi della capacità di giudizio e della intelligenza commerciale degli operatori che, sia pure con qualche cautela e riluttanza, hanno già avanzato serie perplessità ed alcuni preoccupati e legittimi dubbi.

Ci auguriamo che la consultazione di questo nostro sito induca molti Organismi di Certificazione a scelte più meditate, coraggiose e responsabili: quelle di riscattarsi dalla condizione di querula e supina sudditanza a SINCERT che ha umiliato e mutilato la loro indipendenza e penalizzato in modo greve i loro bilanci aziendali.

 

5. L'ACCREDITO SINCERT O L'ACCREDITO IN GENERALE È OBBLIGATORIO?

No, in Italia non è assolutamente obbligatorio ma una scelta volontaria degli Organismi di Certificazione.

In altri Paesi è invece obbligatorio, anche perché l'Ente Accreditante è una diretta emanazione statuale; ma tant'è, noi italiani abbiamo fortunatamente mantenuto una preziosa autonomia di giudizio e, come in altre e più impegnative situazioni (Vedi la pena di morte, vedi l'assistenza alle fasce più deboli, vedi la libertà di accesso alle armi ed altre ancora…) regolamentate secondo cultura nella diversità, in Italia questa materia di nicchia, la Certificazione di Qualità e relativo Accredito, è invece gestita responsabilizzando e rispettando l'autonomia degli interessati, rendendo discrezionale ciò che altrove è obbligatorio.

È ben triste e malinconico constatare che nonostante la non obbligatorietà e la conclamata discrezionalità dell'Accredito, si persista pervicacemente nel ritenerlo elemento indispensabile alla validità dei certificati.

Delle due l'una, o tutti gli Organismi di Certificazione debbono obbligatoriamente esibire l'Accredito, senza il quale i certificati da loro emessi non hanno validità e non possono essere messi in circolazione, e di conseguenza si inibisca loro la capacità certificatoria perché ciò comporterebbe l'esercizio abusivo di una attività, che invece è assolutamente legittima, oppure, si faccia collegialmente ed oggettivamente una sana riflessione secondo la quale sia logico ritenere che lo sforzo che gli Organismi di Certificazione dovrebbero fare per crearsi eventualmente norme di riferimento proprie, avulse da quelle note, sia incomprensibile ancorché anacronistico e che nessuna realtà equilibrata e di buon senso che voglia stare sul mercato possa percorrere una strada così manifestamente incongruente.

Ergo è da ritenere che tutti i certificati emessi dagli Organismi di Certificazione operanti sul mercato, anche se non accreditati SINCERT, sono certamente emessi in ottemperanza alle norme di riferimento universalmente correnti.

A conforto di codesto concetto, la ove fosse necessario, può venire in soccorso l'AUTOCERTIFICAZIONE esibendo la quale l'Organismo Certificante si assume la totale responsabilità dei comportamenti e la corretta aderenza alle norme internazionali di riferimento.

La legge Bassanini, che ha licenziato l'AUTOCERTIFICAZIONE quale elemento di RISPETTO DEL DIRITTO DEL CITTADINO AD ESSERE CREDUTO SINO A PROVA DI DOLO è l'unica vera garanzia di equità, venendo meno alla quale scatterebbero immediatamente le sanzioni di legge.

Diversamente dall'AUTOCERTIFICAZIONE, nessun Accredito, nemmeno quello emesso da SINCERT, può garantire con la stessa autorevolezza ed automaticità l'aderenza alle norme di riferimento e quindi, come sopra discettavamo, l'Accredito è un semplice plus valore, privo di autorità legale ma concepito come mero atto di buona volontà e rigore che gli Organismi di Certificazione possono discrezionalmente utilizzare a conforto dei loro comportamenti.

Chi non ha il coraggio delle proprie azioni ma ha bisogno che terzi vengano loro in soccorso per impreziosire il certificato emesso con un "orpello" di privato e discrezionale valore, mette in evidenza la propria debolezza.

Meglio e più autorevolmente si testimonierebbero sul mercato se in aggiunta all'Accredito di SINCERT o di altri, esibissero anche la più impegnativa Autocertificazione, come da sempre è abituato a fare il nostro Istituto, visto che la legge consente questa scelta di assoluto valore legale.

 

Allora riassumiamo:

l'Accredito non è obbligatorio bensì una scelta volontaria e discrezionale degli Organismi di Certificazione;

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essendo una scelta volontaria e discrezionale, l'Accredito non può essere richiesto ad escludendum. Un "orpello" che nessuna legge ha imposto come indispensabile non può essere considerato, aprioristicamente, elemento discriminante del valore dei certificati;

​

l'Accredito è un valore aggiunto da esibire discrezionalmente sui certificati, ma, questo eventuale plus valore, non può essere legalmente appannaggio esclusivo di chicchessia e tantomeno solamente di SINCERT;

​

la nascita e la presenza sul mercato di più Enti di Accreditamento deve essere salutata come un evento a vantaggio di tutti perché il monopolio è una iattura, tanto da essere sanzionato dalla legge;

​

anche noi riconosciamo che un'Entità sopra le parti, che concorra a disciplinare eventuali comportamenti disinvolti sia auspicabile, tanto da avere contribuito alla nascita di VERITAS - ALIM, ma questa prudenza e questa sana aspettativa, non deve rappresentare un macigno che opprime e devasta, bensì un elemento di cultura e saggezza che, in sinergia con le aspettative del mercato, contribuisca a migliorare il servizio alle Aziende consentendo contemporaneamente agli Operatori del settore di potersi avvalere di uno strumento di crescita professionale.

Sviluppo dei rapporti tra SINCERT e Istituto Italiano Certificazione Qualità

(SINCERT, Milano, 1 giugno 2001)

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Egregio Dottor

Alessandro Felloni

Direttore

Istituto Italiano Certificazione Qualità

Piazza De Amicis, 121 bis

10126 TORINO

Fax: 011-6633886

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Oggetto: Sviluppo dei rapporti tra SINCERT e Istituto Italiano Certificazione Qualità

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Egregio Dottore,

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Facendo seguito ai nostri incontri, sono lieto di confermarLe la disponibilità di SINCERT a contribuire alla definizione di un percorso di sviluppo dei rapporti in oggetto, in termini richiamati nel seguito.

        Il ruolo di ALIM "Associazione Libere Imprese Minori" (a cui aderiscono 1600 imprese di diversi settori) può certamente essere valorizzato nel quadro del Sistema Italiano per la Qualità, tramite adesione di ALIM a SINCERT in veste di Socio Effettivo.

Trattandosi di Associazione di categoria, direttamente competente oltre che interessata in materia di accreditamente, non dovrebbero sussistere difficoltà. 

In ordine a sudeetta adesione, ancorché la ratifica dell'ammissione spetti all'Assemblea dei Soci SINCERT. Le suggerisco di adoperarsi affinché detta Associazione presenti domanda di ammissione a SINCERT in qualità di Socio Effettivo. Ai fini del perfezionamento di detta operazione, sarà mia cura farLe pervenire copia dello Statuto di SINCERT.

​

​

        Le esperienze e competenze maturate dalla struttura di accreditamento ALIM, a cui il Suo Istituto ha fatto fino ad oggi riferimento, se reali e significative, potranno essere valorizzate nell'ambito delle regole e delle procedure di accreditamento SINCERT, nelle forme tecnicamente ed istituzionalmente consentite. A tale riguardo, potrebbe essere valutata la possibilità di inserimento di un esperto "ALIM" nel Comitato di Accreditamento SINCERT che è aperto a qualificati contributi professionali. I tempi ed i modi di tale inserimento formeranno oggetto di successivi approfondimenti congiunti.

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​

        Il Suo Istituto dovrebbe prendere in seria considerazione l'opportunità di richiedere e conseguire l'accreditamento SINCERT per la certificazione di SGQ in alcuni dei settori EA di maggiore interesse (3 o 4 settori, fra cui certamente il settore 28 "Costruzioni"). A tal fine La prego di esaminare e/o far esaminare dai Suoi collaboratori la documentazione di accreditamento che Le è stata consegnata e preparare e presentare la domanda di accreditamento con allegata la documentazione richiesta.

SINCERT è disponibile a fornirVi tutte le informazione necessarie per rendere più rapido ed efficace tale processo, compatibilmente con il grado di conformità della Vostra organizzazione e delle Vostre procedure ai requisiti delle Norme Guide e prescrizione applicabili.

La invito altresì a valutare l'opportunità di richiedere l'accreditamento SINCERT per le attività di certificazione di prodotti recentemente avviate dal Suo Istituto. Anche in questo caso, siamo pronti a fornirVi le necessarie indicazione e raccomandazione.

​

​

        La presentazione della domanda e l'avvio e sviluppo del processo di accreditamento non implicano necessariamente la conformità del richiedente ai requisiti applicabili, cosa che verrà assicurata solo dall positiva conclusione dell'iter di valutazione e relativa concessione dell'accreditamento. Essi rappresentano, tuttavia una scelta strategica ed una dimostrazione dell'impegno al conseguimento di tale obiettivo, elementi già di per sé distintivi che potranno essere valorizzati nelle forme e sedi opportune. 

Mi auguro che le opportunità e prospettive qui evidenziate possano concretizzarsi rapidamente e con reciproca soddisfazione.

La prego infine di riflettere sugli altri suggerimenti che Lo ho dato in occasione del nostro ultimo incontro, in ordine, fra l'altro, alla necessità di conferire una veste più sobria, rigorosa e puntuale all'azione promozionale da Voi sviluppata, e La invito a considerare questa lettera come una comunicazione "progettuale" a Lei riservata e che non deve formare oggetto di diffusione onde evitare qualsivoglia forma di utilizzo improprio da parte di chicchessia.

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Con viva cordialità

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Il Presidente SINCERT

Ing. Lorenzo Thione

DOCUMENTO ORIGINALE

Vedi Documento

Risposta al comunicato SINCERT

(Istituto Italiano Certificazione Qualità,

Torino, 12 novembre 2002 - Prot. 121102 - FA)

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Spett.le 

SINCERT

Via Saccardo, 9 - 20134 Milano

Alla c.a. del Presidente Ing. Lorenzo Thione

e p.c.:

al Presidente ALIM Prof. Franco Opice

Milano - C.so Buenos Aires, 77

alla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Roma - Viale Liguria, 26

all' Autorità di Vigilanza dei Lavori Pubblici

Roma - Via di Ripetta, 246

Att. Consigliere Ing. Alessandro Coletta

al Ministero dell'Industria, del Commercio e

dell'Artigianato - D.G.S.P.C. Ispettorato Tecnico

Roma - Via Molise, 2

Att. Ing. Paolo Cavanna

alla Compagnia delle Opere di Bolzano e Trento

Att. Dott. Pasqualin

​

Oggetto: Risposta al comunicato SINCERT

​

Non ho risposto immediatamente alla Sua sconsiderata invettiva perché ho ritenuto che "raglio d'asino non sale al cielo", come recita il vecchio adagio che mi auguro anche Lei condivida ma, purtuttavia, una risposta adeguata e non emotiva Le era dovuta.

Mi rifaccio alla tormentata motivazione che ha originato la sua precipitosa reazione, ovvero, alla pubblicazione della cronaca di un evento per Lei sfortunato su "Il Mattino" (quotidiano di Bolzano) relativa alla Sua incomprensibile, maleducata e immotivata diserzione dall'appuntamento del 24 ottobre.

La Sua inadempienza contrattuale ha procurato ancora più interesse e curiosità in tutti i presenti, stampa compresa, e le illazioni sulla fuga dalle Sue responsabilità è stata grande quanto le critiche che l'hanno seguita.

A queste legittime curiosità e perplessità ho semplicemente dato voce attraverso un conseguente modello interpretativo essendo io parte in causa e uno degli attori nella vicenda da Lei innescata con la Sua censurabile defezione.

Ho personalmente constatato l'imbarazzo e lo sconcerto degli organizzatori del Salone "Punto Qualità" di Bolzano, del rappresentante della Compagnia delle Opere di Bolzano e Trento, delle Autorità municipali, Provinciali e Regionali, degli Enti di Certificazione e degli operatori di settore presenti e professionalmente assai interessati all'EVENTO, quello di assistere ad un leale confronto dibattito pubblico fra i rappresentanti di due opposti modelli interpretativi sul controverso, contorto ed autoreferenziato concetto di Accredito; l'uno da me rappresentato e visto dall'ottica di una realtà emergente ed aggressiva sul mercato, tanto da impensierire il modello di riferimento pre-esistente ed autoreferenziato, l'altro quello di SINCERT da Lei rappresentato in qualità di Sponsor della manifestazione e suo presidente.

Ella, "esimio professionista della materia", 15 minuti prima dell'inizio del dibattito ha fatto chiamare gli organizzatori da una incolpevole segretaria lamentando prima un improbabile e risibile impegno sopravvenuto "A ROMA" poi, rendendosi conto della banalità, povertà e puerilità della motivazione, ha successivamente lamentato un ammaloramento "della MAMMA", scivolando così dalla puerilità nel melodramma: VERGOGNA!.

Questa "vigliaccheria" non avveniva il giorno o la settimana prima ma 15 minuti prima dell'inizio del confronto-dibattito cui tutti i presenti già citati - stampa compresa - erano fortemente e professionalmente interessati.

Ma Ella "coraggiosamente" quanto poco diligentemente non ha voluto onorare un impegno liberamente assunto in qualità di Presidente SINCERT e non ha ritenuto utile dare il Suo "illuminato contributo al mercato", ha preferito rimanere nella torre d'avorio ritenendo che tutti i presenti Le dovessero il credito che Ella non ha voluto o potuto mettere in discussione in un pubblico confronto.

So personalmente quanto Le sia costato il rovello, accetto o non accetto, e so del pari come è stata percepita la Sua defezione anche da tutti i presenti. Tutti eravamo consapevoli che il Presidente di SINCERT non poteva correre il rischio di una plateale sconfitta professionale in un confronto leale, ma pubblico.

Sarebbe stato più ragionevole supporre che una persona avveduta (ma Ella è una persona avveduta?) e con una responsabilità di rappresentanza come la Sua non avrebbe dovuto incamminarsi in un terreno minato, per poi lamentarsi di qualche eventuale ferita; caro Presidente, non ci si avventura in pericolosi meandri, si declina intelligentemente e prudentemente l'invito prima: è una questione di sano opportunismo e di decoro professionale.

Ella - per meglio spiegare anche agli ignavi ed a coloro che fossero all'oscuro della vicenda che ci riguarda - era da tempo (da quando ha accettato di Sponsorizzare l'evento) al corrente degli argomenti (l'accredito visto da due complementari scuole di pensiero), dei Relatori e della rappresentanza dei medesimi, quindi, nessuno ha potuto o voluto coglierla di sorpresa, proditoriamente cercando di metterLa in qualche imbarazzo; Ella ha scelto liberamente di accettare il confronto dibattito pubblico.

Delle due l'una o Ella ha sopravvalutato se stesso (cosa assai probabile) o ha sottovalutato (cosa altrettanto possibile) la reazione delle persone alle quali, successivamente alla Sua accettazione al dibattito, avrebbe dovuto render conto e che - Suo malgrado, forse - l'hanno costretta ad una ignominiosa e disonorevole defezione.

V'è una terza possibile interpretazione quella derivante dalla paura e dal timore per le possibili conseguenze che la Sua improvvida decisione di affrontare un agguerrito concorrente in un pubblico dibattito, davanti al Suo mondo della certificazione ed alle Autorità istituzionali, avrebbe potuto generare insieme alle conseguenti ed inevitabili ripercussioni sul mercato.

Ma, come dice sempre il vecchio adagio, il coraggio e la coerenza non te lo regala nessuno, o li erediti o prendi atto della tua pochezza.

In tutti e tre i casi Ella s'è comportato da coniglio e non già da "temerario paladino della deontologia" come ha maldestramente tentato di dimostrare con la Sua "intemerata", ma per carità cristiana ed anche per una malcelata simpatia che personalmente nutro nei Suoi confronti, non mi sento di esprimere un giudizio troppo severo, mi limito a compatirla.

E' invero meno da compatire quando Ella starnazza sul sito internet del SINCERT ove s'è permesso alcune "licenze poetiche" così sgangherate da meritare una reazione meno dialogata e più efficace, quale quella di metterLa davanti alle Sue responsabilità morali e deontologiche.

Ora voglio dettagliatamente scendere nello specifico nell'intento di aiutarLa in una lettura più coerente della altrui realtà (che peraltro se si liberasse da alcuni infingimenti e pretestuose chiusure Ella già conosce ed ha avuto occasione di apprezzare) e nello stesso momento dar di conto al mercato del nostro diritto ad operare e della legittimità e deontologia che l'Istituto Italiano Certificazione Qualità s'è conquistata operando nel settore con temperamento e determinazione che ci hanno permesso di conquistare quote di mercato di un certo peso in quantità e qualità.

Le pretestuose ed intellettualmente umilianti dichiarazioni che Ella ha veicolato sul sito SINCERT, così manifestamente grevi e gravi quanto prive di fondamento da far ritenere che l'estensore possa essere stato fuor di senno mentre le redigeva, non La esaltano professionalmente bensì mettono in assai luminosa evidenza il timore Suo e di SINCERT di perdere posizioni di preminenza, sin d'ora mai messe in discussione da alcuno.

La sproporzione della Sua reazione mette in evidenza che, " i professionisti del nulla", non sapendo confrontarsi con lealtà sul mercato abbondano in contumelie che ne offuscano la troppo conclamata ed autoreferenziata credibilità; questa è la strada che percorrono i deboli: urlare scompostamente li conforta e rasserena.

Ora, in ragione del comunicato inaccettabile, pretestuoso e capzioso quanto avvilente nelle motivazioni che l'hanno determinato, ovvero, il comunicato SINCERT, rispondiamo con codeste note esplicative e con il ricorso alle normali tutele di legge senza starnazzare, urlare, imprecare ma usando con decoro il diritto di replica: finalmente abbiamo il piacere di rendere noto all'universo mondo della Certificazione, agli Enti pubblici ed alle Aziende che cosa e quanto caratterizzi l'Istituto Italiano Certificazione Qualità.

L'Istituto Italiano Certificazione Qualità è iscritto alla Camera di Commercio di Torino dal 1996 con prot. VIS/81071 ed ha, quindi, manifestamente titolo ad operare nel Settore (come da allegato).

Risposta al 1° capoverso

Per poter operare è necessario NOTIFICARSI nelle competenti Sedi come hanno fatto TUTTI GLI ENTI DI CERTIFICAZIONE che operano sul mercato. La notifica surroga e data la dichiarazione di inizio attività.

L'Istituto Italiano Certificazione Qualità ha scelto di NOTIFICARSI alla "Presidenza del Consiglio dei Ministri" - invece di notificarsi ai piani bassi della gerarchia Istituzionale - come hanno fatto la più parte dei nostri concorrenti. Abbiamo scelto questa strada ovvero quella di NOTIFICARCI presso la più alta gerarchia istituzionale senza infingimenti, come pretestuosamente pare voglia sottintendere SINCERT, alfine di rendere manifesto non solo il nostro diritto ad operare ma anche e soprattutto che onoriamo deontologicamente i percorsi amministrativi scegliendo la strada maestra e non i vicoli o i percorsi meno impegnativi.

Lasciamo il commento di codesto capoverso all'intelligenza di chi legge perché l'ipocrisia del testo SINCERT è talmente palese da non necessitare ulteriore illuminazione interpretativa.

Risposta al 2° capoverso

Socio UNI

Siamo semplicemente orgogliosi di dichiararci Soci di questo Ente in quanto è l'Ente che emana le Norme di riferimento per l'universo mondo della Certificazione.

L'Istituto Italiano Certificazione Qualità si dichiara "apertis verbis" in sintonia ed in uniformità alla normativa vigente tanto da ADERIRE al medesimo organismo che le emana e questo volontariamente, non per pretestuosa costrizione.

Lasciamo il commento di codesto capoverso all'intelligenza di chi legge perché l'ipocrisia del testo SINCERT è talmente palese da non necessitare ulteriore illuminazione interpretativa.

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Risposta al 3° capoverso

Il Golden Pass

Trascriviamo nota esplicativa che riportiamo su tutta la nostra comunicazione d'impresa.

"Alla propria espressione certificatoria aggiunge un elemento premiale che caratterizza e rafforza una funzione di maggiore e più selettivo approfondimento professionale attraverso un sigillo depositato che si caratterizza formalmente con il marchio aziendale Golden Pass e Silver Pass, al fine di meglio identificare e rafforzare la maggiore aderenza dei comportamenti aziendali alla normativa comunitaria"

E' talmente chiara la pretestuosità del rilievo SINCERT, relativo al "Golden Pass", che l'infingardaggine insita in questa comunicazione si manifesta per malevolenza e capziosità.

L'Istituto Italiano Certificazione Qualità non ha mai ricevuto diffide da chicchessia e, quindi, quanto citato in codesto capoverso, ancorché indimostrabile perché falso, ribadisce ancora più incisivamente la volontà di nuocere senza documentare e, questa, è semplice vigliaccheria professionale.

Lasciamo il commento di codesto capoverso all'intelligenza di chi legge perché l'ipocrisia del testo SINCERT è talmente palese da non necessitare ulteriore illuminazione interpretativa.

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Risposta al 4° capoverso

Rispondere a codesto capoverso SINCERT è come "sparare sulla Croce Rossa" tanto è palese la malafede che l'ha ispirato ma cercheremo ugualmente di appellarci al buon senso e di non adeguare la risposta alla risibile e stupefacente faziosità dell'assunto che l'ha generato.

A SINCERT nessuna legge dello Stato e nessuna autorità istituzionale ha delegato il compito o l'incarico di Ente Accreditatario; l'accredito - come anche da SINCERT riconosciuto, non è obbligatorio bensì una scelta volontaria degli Enti di Certificazione, ergo, se sussiste la non obbligatorietà, la volontarietà e la totale mancanza della legittimità istituzionale, che solo dal Parlamento proviene e non già da regolamenti autoreferenziati, è assolutamente autorevole ritenere che altri organismi - analogamente al SINCERT - si legittimino autoreferenziandosi a svolgere le medesime incombenze.

Rileviamo comunque che SINCERT, autoproclamandosi il solo Ente accreditante, si pone in condizione di esercizio di Posizione Dominante e di azione monopolistica verso il mercato, entrambe VIETATE dalla Legge Italiana alla quale, maliziosamente, la comunicazione SINCERT parrebbe referenziarsi senza dichiarare, invece, che a tale condizione non può appellarsi.

ALIM - come da documento allegato - non può essere connotata come "non meglio precisata Associazione Libere Imprese" - ma è una Libera Associazione d'Impresa che opera da 20 anni e rappresenta un cospicuo numero di Aziende tra le quali anche diverse realtà che operano nel mercato della Certificazione.

Lo Statuto ALIM prevede espressamente, al titolo XIV art. 35, la disciplina della materia dell'accredito, con diversi gradi di controllo e con l'esplicito riferimento alla normativa internazionale che è LA STESSA alla quale si identifica SINCERT.

Avremmo potuto realizzare e dotarci, quindi, di una Normativa diversa da quella cui fa riferimento anche SINCERT (autoreferenziandoci come la stessa SINCERT) non essendovi obblighi di legge di nessuna specie che regoli la materia ma - per non turbare il mercato già in difficoltà interpretative abbiamo scelto di aderire ed applicare gli stessi regolamenti così ottenendo uniformità di comportamenti e contestualmente realizzare un aiuto concreto per il mercato, gli Enti Pubblici e le Aziende.

Continua, lo stesso capoverso, SINCERT a connotare con l'acronimo "il Soggetto in questione" (senza identificarlo per nome e cognome come sarebbe invece deontologicamente corretto) ma noi sorvoliamo su questa palese mediocrità comportamentale per rispondere invece sui contenuti.

L'Istituto Italiano Certificazione Qualità opera distintamente dall'Istituto Italiano di Scienze della Comunicazione (Azienda di Consulenza per la Certificazione): i due Istituti operano sinergicamente come fanno tutti i Consulenti che operano con gli Enti di Certificazione di riferimento e come fanno tutti gli Enti di Certificazione che si avvalgono di realtà consulenziali con le quali hanno famigliarità professionali.

L'ipocrisia di codesto capoverso SINCERT è talmente maliziosa, ancorché puerile, da commentarsi da sé medesima.

Continua il capoverso: tale Soggetto, nei confronti di SINCERT è intervenuto nel febbraio 2001 con un approccio rigoroso ma corretto ed aperto (vorremmo capire, invece, quale possa essere per l'ineffabile Ing. Thione, un approccio rigoroso ma scorretto e con preclusioni e chiusure) e prosegue con informazioni tendenti a mettere in evidenza un percorso che - purtroppo - ha dovuto interrompersi per incapacità di SINCERT a concepire una complementarietà tra due diversi soggetti - tra loro autonomi ma possibilmente sinergici, per orientarsi, invece, ad un assorbimento ed asservimento della altrui realtà.

Quando si è "miopi" commercialmente si pagano i prezzi dovuti ma SINCERT, dall'alto della sua protervia e ritenendosi depositaria del disposto secondo il quale nulla possa esistere al di fuori della loro realtà - non ha ritenuto UTILE cogliere questa opportunità, ovvero, quella del Mutuo Riconoscimento, ma ha tenacemente perseguito la sola e perdente strada dell'inglobamento.

Signor Presidente, non è sufficiente dichiarare o strillare che il "Concorrente non esiste" o puerilmente tentare di ASSORBIRLO per toglierlo dal mercato: questo atteggiamento richiama la figura dello struzzo che mette la testa sotto la sabbia per non affrontare un dilemma con ciò ritenendo che questo svanisca.

Parrebbe invece più utile ricercare un punto di intesa, con il concorrente, piuttosto che negarne semplicemente l'esistenza e del pari, parrebbe ancora più lesivo osteggiarlo: lo si nobilita e si riconosce, insieme alla sua esistenza anche la sua legittimità.

Ing. Thione, è inutile che si affanni a percorrere una strada perdente e palesemente inconcludente: onori prima gli impegni che ha liberamente e contrattualmente assunti, affronti con coraggio e decoro i confronti che si era impegnato a sostenere e non assuma atteggiamenti sacerdotali che non le sono congeniali; ci vuole altra tempra che la Sua per imporli ad un mercato maturo, alle Aziende ed alle persone intelligenti che sanno leggere tra le righe e constatare la Sua pochezza e pretestuosità di argomenti.

Senza rancore, ingegnere, ma con lucidità ed onestà intellettuali, la informiamo che ci riserviamo di percorrere tutte le strade utili a tutelare gli interessi che la Sua sconsiderata presa di posizione ci obbliga a percorrere: a meno che Ella non rimedi al malaccorto e lesivo atteggiamento, come farebbe qualsiasi persona di una qualche nobiltà e spessore professionali.

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Suo

Dr. Alessandro Felloni

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DOCUMENTO ORIGINALE

Vedi Documento

Certificazione, servono regole chiare

"Poche certezze e il rischio di un monopolio pericoloso"

(dal quotidiano Il Mattino di Bolzano, venerdì 25 ottobre 2002

di CLAUDIO CASOLINO)

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BOLZANO - Alla fine è stata una buona occasione persa per tutti. Per le aziende di casa nostra, che certo non avrebbero gettato al vento una mattinata decidendo di partecipare ad una tavola rotonda per parlare di un problema vero e attuale come quello della certificazione. Per gli stessi organismi certificatori a livello nazionale, che ieri nell'ambito dell'appuntamento proposto nel corso delle prima tre giornate della Fiera "Punto Qualità" avrebbero avuto occasione, nelle futuristiche sale del Bic, di incontrarsi per cercare di chiarire e chiarirsi in merito ad un oggettivo stato confusionale in cui attualmente versa il settore (l'ingegner Lorenzo Thione, presidente del Sincert, ha invece preferito all'ultimo istante declinare l'invito). Infine per gli organizzatori, unici a cui deve essere concesso il beneficio della non colpa, costretti in qualche modo a fare buon viso a cattiva sorte per il determinarsi di una situazione difficile da gestire considerata la scarsissima partecipazione di platea e relatori.

Peccato, quindi, perché proprio Bolzano poteva essere ieri teatro di un confronto che da tempo attende un suo necessario svolgimento. E questo alla luce di una situazione che, oggi come non mai, vede il pianeta della certificazione dibattersi in un contesto senza regole né garanzie per le imprese, dove davvero domina, al contrario, una sorta di anarchia gestionale capace di regalare al potenziale cliente qualsiasi tipo di sorpresa. In positivo o in negativo.

Al Bic, ieri mattina, dopo che Konrad Scheiber, responsabile dell'ente austriaco Qps, ha preferito con aria stizzita impacchettare computer e grafici nella convinzione che il ristretto uditorio non fosse degno del suo verbo in materia, è rimasto Alessandro Felloni, presidente di Alim, gruppo di certificatori associati in forte crescita e, soprattutto, in forte contrasto con Sincert. A lui, ex direttore della Bompiani, è spettato il compito di chiarire perché la certificazione, in Italia come del resto a livello internazionale, stia vivendo momenti di grande confusione e di grande incertezza. Una situazione dove ente certificante e impresa che invece ambisce alla certificazione si guardano sempre con maggiore scetticismo e diffidenza.

"Comprendo perfettamente come il presidente di Sincert abbia deciso, alla fine, di evitare il confronto diretto con noi - ha detto polemicamente Felloni - dal momento che oggi, qui, forse avrebbe dovuto fornire delle spiegazioni precise in merito a quanto sta accadendo nel nostro Paese a livello di certificazione".

Il quadro attuale, infatti, non è decisamente incoraggiante, dal momento che proprio il settore della certificazione si muove e cresce in maniera del tutto autonoma, lontano da qualsiasi forma di controllo o regolamentazione da parte dello Stato. Questo naturalmente, se da un lato può favorire una sorta di agilità concorrenziale e gestionale, dall'altro spalanca il campo ad una sorta di jungla difficile da esplorare, dove competono insieme enti affidabili e poco trasparenti, soggetti organizzati e offerte trabocchetto. Un complesso magma che ruota proprio intorno a Sincert, madre di tutti i certificatori italiani osteggiata e combattuta da altre associazioni nel frattempo organizzatesi per allontanarsi, come sostengono, da una "piovra" che si arroga il diritto dell'ufficialità nazionale senza averne i requisiti.

"Il discorso è molto semplice - ha detto Felloni - Attualmente, nel nostro Paese, nessuno ha demandato o normalizzato l'attività degli enti certificatori. Quindi l'iscrizione al Sincert non è affatto obbligatoria o vincolante. Ognuno è libero di scegliere, e di farlo seguendo una sua precisa linea di condotta a livello di attività da proporre poi al cliente".

In sostanza, tra Sincert e altri enti certificatori la spaccatura è netta. Una guerra feroce, fatta di accuse reciproche e di critiche al vetriolo, accentuata dal fatto che ancora sembra ben lontana ogni possibilità di accordo per poter operare insieme, regalando a tutto il settore quei criteri di uniformità e di garanzia operativa di cui sembra avere assolutamente bisogno.

"Mi chiedo perché non si riesce a trovare un tavolo comune di lavoro? - sbotta Felloni - E' semplice, da parte di Sincert esiste una sorta di antagonismo di bottega. L'unica cosa che hanno saputo offrirci (Alim, attualmente, si muove sul passo delle 4mila certificazioni ndr.) è stata quella legata alla propria volontà di inglobarci. E' proprio quello che non vogliamo. Siamo nati e vogliamo continuare ad operare per abbattere un regime di monopolio che riteniamo dannoso. Le imprese devono avere la possibilità di scegliere".

Quindi, pare di capire, è sempre più pressante l'esigenze di avere una sorta di regolamentazione da parte dello Stato?

"E' assolutamente necessario - dice il presidente di Alim - che possa costituirsi una entità a livello nazione che sia garante per il riconoscimento del settore. Probabilmente servirebbe una sorta di Authority per la certificazione, in grado di regolare e controllare la libera competizione in materia. Il rischio è che, altrimenti, si rimanga in un regime di monopolio assolutamente non in grado di garantire a questo settore i necessari criteri di credibilità".

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Istituto Italiano Certificazione Qualità

Atto di significazione alla PRESIDENZA del CONSIGLIO DEI MINISTRI n.4841/EPS del 01.03.1996 Via Nizza, 69 - 10126 Torino (TO)

Tel. (+39) 011 6633700 - (+39) 011 6633992 - Fax (+39) 011 6633886

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